martedì 30 marzo 2010

Come e quando bruciare i residui della potatura

Una delle pratiche più diffuse in agricoltura è quella di bruciare i residui di potatura.


Vigneti, frutteti e soprattutto uliveti vengono potati annualmente e specialmente per quest'ultimi ci si trova a dover gestire una enorme massa di fronde. Disfarsi della potatura è abbastanza laborioso ma necessario e si può procedere in vari modi.









  • Pulire sul posto le parti legnose di dimensioni maggiori (con sezioni di almeno 4 cm di diametro) che saranno utilizzate come legna da ardere l'inverno successivo. In alcuni casi conviene tagliare subito il legname in modo che sia di dimensioni adatte alla vostra stufa a legna o caminetto anche perché, con la stagionatura il legno si indurisce e la stessa operazione vi richiederà più fatica.
  • Le parti di dimensione minore potranno essere bruciate. Specie con i residui di potatura degli olivi, una volta innescato il fuoco, magari con l'aiuto di un pò di carta di giornale, è facile alimentarlo aggiungendo gradualmente altre fronde anche se la potatura ed il fogliame sono freschi. Il mio consiglio è comunque di aspettare un paio di settimane in modo da produrre meno fumo.
  • Sul terreno rimarranno ugualmente residui di potatura con poche parti legnose e che non siete riusciti ad ammucchiare e bruciare. Queste verranno triturata in tarda primavera, insieme all'erba, passando il trinciastocchi e costituiranno un buon apporto di materia organica per l'uliveto.
  • Per chi ha la fortuna di possedere un forno a legna consiglio di utilizzare parte della potatura per preparare le fascine che vi serviranno per accendere ed alimentare il forno a legna.

Naturalmente qualcuno preferisce fresare il terreno piuttosto che lasciarlo inerbito ma a prescindere dalla modalità di lavorazione il problema di bruciare la potatura è una esigenza per tutti ed ogni Comune ha le sue regole che conviene consultare anche per non incorrere in eventuali sanzioni. Per coloro che vivono in Toscana nella zona dell'Alta Valdera riporto di seguito il regolamento in vigore ad oggi per quest'area.


ACCENSIONE FUOCHI
testo del documento
Prevenzione, salvaguardia e tutela del territorio dagli incendi boschivi



Azioni a rischio d´incendio (art.58 D.P.G. Reg. Toscana 48/R/2003)

Costituiscono azioni che possono determinare, anche solo potenzialmente, l´innesco di incendi boschivi:
1. L´accensione di fuochi e carbonaie;
2. L´abbrucciamento di residui vegetali;
3. L´uso di strumenti o attrezzature a fiamma libera o che possono produrre scintille o faville;
4. L´accumulo o lo stoccaggio all´aperto di fieno, di paglia o di altri materiali facilmente infiammabili.

Aree soggette alle norme di prevenzione degli incendi boschivi (art.59)

Le seguenti aree sono soggette alle norme di prevenzione degli incendi boschivi relative alle azioni elencate in precedenza:
• I Boschi e le aree assimilate ;
• Gli impianti di arboricoltura da legno ;
• Le fasce di terreno contigue alle sopra indicate aree rispettivamente di larghezza 50 e 200 metri a seconda del periodo: nel primo caso se il periodo non è definito a rischio d´incendio, nel secondo se invece si rientra in tale periodo .

In tali aree è vietato compiere le azioni a rischio d´incendio al di fuori dei casi espressamente consentiti od autorizzati od attuare le stesse, ove consentite, senza adottare le precauzioni od osservare le prescrizioni contenute nelle leggi, nei regolamenti o negli atti di autorizzazione. In tali zone è altresì vietato abbandonare o gettare, anche da automezzi in transito, oggetti o materiali di qualunque tipo che possano dare innesco al fuoco o favorirne la propagazione.

Nelle stesse aree l´accensione dei fuochi è invece consentita:
a)Nei periodi non a rischio d´incendio, per esigenze personali dei soggetti che svolgono attività lavorativa o di altra natura connesse alla permanenza nei boschi, limitatamente a quanto necessario per il riscaldamento o cottura di vivande;
b) Per la cottura di cibi nei bracieri o nei barbecue situati in giardini oppure in altre pertinenze di abitazioni.
Per l´accensione devono essere rispettate le seguenti prescrizioni:
• Utilizzare spazi ripuliti, isolati da materiale infiammabile e lontani da cumuli di vegetazione secca;
• Adottare le cautele per evitare la propagazione del fuoco e di faville alla vegetazione spontanea o coltivata in relazione alla combustibilità della stessa ed alle condizioni climatiche e di ventosità;
• Costante sorveglianza del fuoco fino al suo completo spegnimento, ivi compresa la verifica, al momento dell´abbandono del luogo, dell´avvenuto spegnimento di tizzoni e braci.

In tali aree l´accensione di carbonaie è consentita purché vengano adottate le necessarie norme di prevenzione al fine di evitare l´incontrollato propagarsi del fuoco alla vegetazione con rischio di sviluppo di incendi.

E´ comunque sempre consentita l´accensione del fuoco che sia disposta dal direttore delle operazioni di spegnimento di incendi boschivi al fine di spegnere o contenere l´incendio mediante la tecnica del controfuoco.


Aree attrezzate per l´accensione di fuochi (art.64)

Si definiscono tali le aree, accessibili al pubblico, appositamente allestite in zone di afflusso turistico, sportivo o ricreativo e dotate di strutture destinate all´accensione e contenimento del fuoco.
La realizzazione e l´uso delle suddette aree attrezzate nelle aree soggette alle norme di prevenzione degli incendi boschivi è soggetta ad autorizzazione della Provincia (o della Comunità Montana), nella quale possono essere inserite particolari prescrizioni e limitazioni in merito alla loro utilizzazione.
Nelle aree attrezzate deve essere sempre esposta in appositi cartelli la normativa d´uso finalizzata alla prevenzione degli incendi disposta in sede di autorizzazione. Per le aree già esistenti, spetta alla Provincia (o alla C.M.) la prescrizione di eventuale adeguamento delle opere.

Abbrucciamento di residui vegetali (art.66)

Nelle aree soggette alle norme di prevenzione incendi l´abbrucciamento dei residui vegetali derivanti da utilizzazioni legnose o da altre operazioni colturali è soggetto ad autorizzazione della Provincia (o della C.M.). Tale abbrucciamento è vietato nei periodi definiti a rischio (dal 01/07 al 31/08 di ogni anno). In deroga a tale disposizione, nei castagneti da frutto è consentito l´abbrucciamento dei materiali provenienti da potatura e ripulitura degli stessi nel rispetto delle norme di prevenzione indicate successivamente ed a condizione che nei periodi a rischio, l´abbrucciamento sia effettuato immediatamente dopo l´alba ed entro le ore nove del mattino.
Tali tipologie di abbrucciamento possono essere attuate solo a condizione del rispetto di tali prescrizioni:
• L´abbrucciamento deve essere effettuato in spazi vuoti preventivamente ripuliti ed isolati da vegetazione e residui infiammabili e comunque lontano da cumuli di vegetazione secca e da vegetazione altamente combustibile;
• Il materiale deve essere concentrato in piccoli cumuli, evitando gli abbrucciamenti diffusi, quali l´abbrucciamento delle stoppie e quelli della vegetazione radicata o sparsa sul suolo. I cumuli devono avere dimensione tale da determinare fiamme di modesta altezza e comunque sempre immediatamente estinguibili con gli attrezzi disponibili;
• Le operazioni devono essere attuate con un sufficiente numero di persone, sorvegliando costantemente il fuoco fino al suo completo spegnimento e, prima di abbandonare il luogo, verificando l´avvenuto spegnimento di tizzoni e braci;
• L´abbrucciamento non deve essere effettuato in presenza di vento intenso.

Nelle zone poste al di fuori delle norme di prevenzione incendi le operazioni di abbrucciamento sono consentite adottando le necessarie cautele per evitare il propagarsi incontrollato del fuoco e, in particolare:
a) L´abbrucciamento deve essere tenuto sotto costante controllo , abbandonando la zona solo dopo essersi accertati del completo spegnimento, assicurandosi di non lasciare tizzoni o braci non completamente spenti;
b)L´abbrucciamento non deve essere effettuato in presenza di vento intenso;
c)Nei periodi definiti a rischio l´abbrucciamento deve essere effettuato immediatamente dopo l´alba e terminato entro le dieci del mattino;
d)Nel caso di abbrucciamento di stoppie di cereali o di altro abbrucciamenti effettuati su materiali non concentrati in cumuli, in assenza di barriere idonee che impediscano la propagazione del fuoco, deve essere creata una fascia d´isolamento, della larghezza minima di 5 metri, costituita da terreno lavorato, o comunque privo di vegetazione ed in grado d´isolare l´area oggetto dell´abbrucciamento.

La Provincia (o la C.M.) può prevedere modalità di comunicazione preventiva dell´esecuzione degli abbrucciamenti nei periodi a rischio ed in tali periodi può altresì vietare ogni forma di abbrucciamento di residui vegetali qualora si verifichino particolari situazioni di pericolosità di incendi boschivi.

Nelle aree soggette alle norme di prevenzione incendi l´uso di apparecchi che generino fiamma libera, nonché di strumenti o attrezzature che possano produrre scintille o faville, è consentito solo nei periodi non definiti a rischio, purché effettuato adottando le necessarie cautele per evitare l´innesco e la propagazione incontrollata del fuoco. L´uso di tali apparecchi, strumenti ed attrezzature, è sempre consentito nelle aree urbane, nei giardini, nonché nella pertinenza dei fabbricati stessi, adottando comunque le necessarie cautele per evitare l´innesco e la propagazione incontrollata del fuoco.
Nelle aree soggette alle norme di prevenzione incendi è inoltre consentito:
1.Nei terreni agricoli, nei prati e nei prati-pascoli l´accumulo all´aperto dei materiali vegetali derivanti dalla sfalcio, limitatamente al periodo di tempo necessario alle operazioni di fienagione e raccolta;
2. Nei boschi e negli impianti di arboricoltura da legno l´accumulo all´aperto dei materiali di risulta da tagli boschivi e da altre operazioni colturali;
3.Nei terreni di qualunque destinazione, l´accumulo all´aperto del materiale di risulta da operazioni di potatura di piante da frutto od ornamentali poste sui terreni stessi nonché del legname;
4.Nei terreni boscati, lo stoccaggio di materiale vegetale derivante dalle operazioni di sfalcio, nonché da altre attività agricole, purché il materiale sia ordinatamente accumulato e intorno allo stesso sia mantenuta una fascia di almeno 5 metri ripulita dalla vegetazione.

Deroghe a tali divieti possono essere autorizzate, anche nei periodi a rischio, dalla Provincia (o C.M.) per esigenza motivate ed in particolare nei seguenti casi:
• Esecuzione di lavori pubblici o privati;
• Manifestazioni che prevedano l´uso di fuochi anche pirotecnici;
• Attività in campeggi anche temporanei.


Aspetto Sanzionatorio Amministrativo

Ogni violazione del regolamento forestale in materia di incendi, in relazione alle azioni che possono determinare anche solo potenzialmente l´innesco di incendio, ai divieti, alle prescrizioni e le precauzioni da adottare, nelle aree soggette alle norme di prevenzione incendi nei periodi ad alto rischio (01/07 - 31/08 o altro periodo individuato dalla Provincia o C.M.) e nelle aree con rischio particolarmente elevato (dove, però non sono compresi i territori di nostra competenza) è punita con la sanzione amministrativa da € 1.033,00 a € 5.000,00. Ogni altra violazione alle norme del Regolamento Forestale sono punite con una sanzione amministrativa da € 50,00 a € 500,00. In entrambi i casi i proventi contravvenzionali spettano alla Provincia.

Aspetto Sanzionatorio Penale (Estratto Codice Penale)

Art. 423. Incendio. - Chiunque cagiona un incendio è punito con la reclusione da tre a sette anni.
La Disposizione precedente si applica anche nel caso di incendio della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per la incolumità pubblica
(Arresto Obbligatorio in flagranza di reato; consentito il fermo di indiziato di delitto)

Art.423 bis. Incendio boschivo. - Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
Se l´incendio di cui al primo coma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate se dall´incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate della metà, se dall´incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all´ambiente.
(Arresto obbligatorio in flagranza di reato; consentito il fermo di indiziato di delitto nell´ipotesi di cui al comma I

Disposizioni speciali in vigore nei Comuni di Terricciola e Palaia (norma estratta dai rispettivi Regolamenti di Polizia Rurale).

Art. 24
Accensione fuochi

1. È vietato accendere i fuochi a distanza minore di metri 100 dall´abitato, dagli edifici, dai boschi, dalle piantagioni, dalle siepi, dai mucchi di paglia, fieno, biada e qualsiasi altro deposito di materiale combustibile.
2.Il fuoco deve comunque essere acceso con l´adozione di ogni possibile precauzione al fine di prevenire incendi e danni alle altrui proprietà.
3.Il fuoco deve essere costantemente sorvegliato, da un sufficiente numero di persone atte ad intervenire in qualsiasi momento finché il fuoco non sia spento.
4.È vietato dare fuoco alle stoppie ed ai residui vegetali rimasti sul terreno dopo il raccolto. In alternativa deve essere eseguito interramento mediante fresatura.
5.È vietato in ogni caso dare fuoco a materiali diversi da sostanze organiche vegetali, quali plastiche, tessuti, carta e cartone, legname ecc.
6.È vietato inoltre appiccare fuoco a sterpi, macchie, ciglioni e scarpate non tagliate e ad altre sostanze vegetali che non siano state preventivamente tagliate, ammucchiate e trasportate in luogo sicuro.
7.È vietato in ogni caso accendere fuochi in presenza di forte vento in qualsiasi stagione dell´anno.
8.Si applicano in proposito le disposizioni previste dal T.U.L.P.S. e dal C.P.

SANZIONI (art.42 dei rispettivi Regolamenti)

Per quanto riguarda il Comune di Terricciola le violazioni di tali norme sono punite con la sanzione amministrativa da € 77,00 ad € 516,00 (pagamento in misura ridotta pari ad € 154,00), mentre nel Comune di Palaia le sanzioni si presentano più elevate in quanto il minimo edittale è previsto in € 103,00 (ed il massimo in 516,00), con pagamento in misura ridotta pari ad € 206,00. 


infromazioni aggiuntive sul documento

mercoledì 24 marzo 2010

Perché risparmiare l'acqua - ecco le mie riflessioni

Nel mio precedente post domandavo provocatoriamente perché dovremmo risparmiare l'acqua. Qui trovate le mie riflessioni che ho provato a condensare in alcuni punti fondamentali.

L'acqua è una risorsa limitata ed è già insufficiente
La quantità di acqua dolce che la natura ci mette a disposizione giorno dopo giorno non è infinita e benché si rigeneri periodicamente ne abbiamo a disposizione una quantità limitata. E' un quantitativo enorme di acqua, che per convenienza misuriamo in chilometri cubici, ma già oggi è insufficiente a soddisfare la domanda di tutti.  Negli ultimi secoli il consumo d'acqua è aumentato enormemente e l'analisi di alcuni trend ci permette di elaborare delle previsioni sul futuro.

Crescita demografica
Ogni volta che mi sono avvicinato al tema della crescita demografica ho trovato previsioni differenti. Ciò che è certo e che fin'ora la popolazione mondiale è aumentata specialmente negli ultimi due secoli passando da 1 miliardo di allora ai quasi 7 miliardi di oggi.

Il grafico mostra l'andamento della crescita demografica della popolazione mondiale (fonte Wikipedia). La previsione e tra le più caute.

Civiltà del benessere e crescita economica
Negli ultimi secoli sono anche aumentate le nostre esigenza e con queste il consumo procapite di acqua. Il maggior consumo non deriva solo dall'utilizzo diretto di acqua ma anche da quello indiretto legato alla produzione di beni e servizi (agricoltura, allevamento ed industria). Infatti l'acqua non viene solo utilizzata per l'igiene personale e della casa ma anche per produrre ciò che mangiamo ed i beni ed i servizi che acquistiamo. Sebbene l'occidente stia attraversando una battuta di arresto la crescita economica procede inarrestabile.
Fonte: International Monetary Fund

Questa maggior propulsione è data dai paesi emergenti. Il diagramma mostra l'andamento percentuale del PIL (GDP) suddiviso per aree geografiche. Purtroppo non sono riuscito a trovare l'andamento del PIL procapite che forse avrebbe dato una visione migliore della crescita dei nostri consumi e quindi anche di acqua.

Da queste prime considerazioni si intuisce che per effetto della crescita demografica ed economica specie dei paesi emergenti la domanda di acqua è destinata a crescere molto rapidamente. Come accennavo all'inizio, la disponibilità di acqua è invece una costante che dovrà essere spartita su di una popolazione maggiore.

La qualità dell'acqua peggiora progressivamente
La qualità dell'acqua, per effetto dell'inquinamento, sta  peggiorando progressivamente. Già oggi non esiste quasi più l'acqua pura e bisogna accontentarsi di acqua trattata affinché rispetti alcuni parametri. I controlli, condotti con una certa regolarità, analizzano una sessantina di valori anche se esistono molti altri inquinanti che non vengono monitorizzati. L'acqua, infatti, ha una enorme capacità di assorbire sostanza ed anche quella piovana, che dovrebbe essere pura ed assimilabile all'acqua distillata, quando raggiunge il suolo non è più potabile a causa dell'inquinamento atmosferico. In futuro sarà sempre più complesso ed oneroso garantire acqua potabile o adatta ad alcune tipologie di impieghi.

I cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici hanno reso meno uniforme la disponibilità d'acqua. L'alternanza di periodi di piogge violente a lunghi periodi siccitosi, oltre a creare danni e disagi, crea degli squilibri nel ripristino delle riserve d'acque (falde, fiumi, laghi e sorgenti). Questo fenomeno crea di fatto una minore disponibilità di acqua quando ce n'è più bisogno.

Eccessivo sfruttamento delle falde
Nei periodi estivi, a causa della eccessiva domanda di acqua, le falde vengono sfruttate più del dovuto. Nel lungo periodo temo che questo possa causare cedimenti del terreno ed un generale abbassamento del suolo.

L'insieme di questi fattori porteranno ad un progressivo incremento dei costi dell'acqua e di tutti i beni che necessitano di acqua per la loro produzione con effetti catastrofici sulle popolazioni ed i paesi più disagiati e forti tensioni sociali. Per attutirne gli effetti sarà quindi necessario non solo risparmiare l'acqua ma preservarla in buono stato e questo implica comportamenti più sostenibile in tutti gli aspetti della nostra esistenza perché la qualità e la disponibilità di acqua sono fortemente correlate con la salute complessiva del Pianeta. La penuria d'acqua in alcune aree è aggravata da questi fattori ma bisogna ricordare anche che falde, fiumi, laghi, ghiacciai sono spesso condivisi fra più paesi. Inoltre lo sfruttamento economico di alcune aree disagiate con manodopera a basso costo porta a sottrarre buona parte delle loro risorse idriche mentre sarebbe necessario contribuire ad uno sviluppo economico diverso di questi paesi. Le grandi metropoli dove si concentrerà maggiormente la crescita demografica, anche per effetto delle migrazioni, dovranno far fronte alla nuove esigenze.

Ma per chi è ecologista per davvero non si tratta della sola necessità di far fronte ad una emergenza imminente. L'ecologia è uno stile di vita rispettoso ed attento verso l'ecosistema che richiede ricerca, analisi ed ingegno per trovare sempre nuove soluzioni più sostenibili per noi e per l'ambiente.

lunedì 22 marzo 2010

Perché risparmiare l'acqua

L'acqua è davvero protagonista nella nostra vita. Lo è sempre stata ed ha guidato le scelte degli insediamenti umani fin dal passato facendoci preferire le coste e le piane alluvionali. La penuria d'acqua in alcune aeree ed i cambiamenti climatici sono e saranno responsabili di grandi migrazioni e di disagi nelle mega metropoli. Per questi motivi ci ingegniamo nel risparmiarla e lottiamo perché resti un bene di tutti.


Ogni settore "acquifero" è sviscerato ed analizzato per risparmiare il prezioso elemento ed, a volte, tutte queste attenzioni e gli inviti ad utilizzarla con parsimonia ci sembrano quasi eccessivi.



Ci sono infatti alcune questioni ed interrogativi che ci rendono poco inclini a preoccuparcene  seriamente.

  1. Quando apriamo il rubinetto, l'acqua scorre fresca ed abbondante e volendo anche calda o appena intiepidita per lavarci i dentini.
  2. Il costo dell'acqua dell'acquedotto, che si aggira attorno ad 1 o 2 euro al metro cubo è abbastanza accessibile ed incide in modo marginale sui bilanci familiari e con un centinaio di euro all'anno ci garantiamo acqua in abbondanza. 
  3. L'acqua, di anno in anno, compie un ciclo naturale, rigenerando fiumi, laghi, sorgenti e falde e non c'è motivo per pensare che questo miracolo possa interrompersi. 
  4. Sebbene ormai si sappia che l'altra metà della popolazione mondiale non disponga di acqua potabile o di acqua sanitaria, non comprendiamo come un nostro utilizzo più morigerato di acqua possa portare benefici a queste popolazioni.


Perché risparmiarla allora?  Nel prossimo post le mie riflessioni e risposte.

giovedì 18 marzo 2010

L'orto - irrigazione goccia a goccia - Centralina e Timer

Ormai da molti anni, per l'irrigazione dell'orto ho scelto di impiegare sistemi goccia a goccia. I vantaggi, come spiegavo in questo post L'orto - irrigazione goccia a goccia sono molteplici. Nel tempo ho avuto modo di provare vari tipi di centraline e mi sono reso conto che la qualità della centralina di irrigazione riveste un ruolo fondamentale. Nelle agrarie, nei negozi di idraulica e nei bricolage è facile trovare centraline di varia tipologia. Ne ho viste di semplici con la possibilità di selezionare frequenza e durata tra valori preimpostati, altre con sensore di luminosità che si avviano alle prime luci del mattino o con programmi preconfezionati ma devo dire che in alcuni casi sono rimasto deluso per le scarse opzioni. Personalmente i risultati migliori li ho ottenuti con la centralina della UNIFLEX che permette la completa programmazione dell'irrigazione.

















CARATTERISTICHE CENTRALINA
  • Utilizzo con rubinetti da 1”-3/4”. 
  • 6 irrigazioni giornaliere. 
  • Display a cristalli liquidi per la visualizzazione dei dati impostati. 
  • Alimentazione con batteria Alcalina da 9V. 
  • Durata e periodi irrigazione programmabili a scelta. 
  • Funzione aperto/chiuso in manuale.
La durata ed i tempi di irrigazione necessari sono, infatti, molto variabili e dipendono da diversi fattori:
  1. Dimensioni dell'orto. E chiaro che in funzione delle dimensioni dell'orto, a parità di portata d'acqua, è necessario impostare durate superiori. Spesso accade che l'orto viene accresciuto aggiungendo nel tempo nuovi ortaggi e filari o dismettendone altri ormai esauriti.
  2. La durata e la frequenza di irrigazione dipende anche dalla fase dell'orto e dal livello di accrescimento degli ortaggi che in alcuni casi possono richiedere frequenze ed apporti maggiori o minori di acqua.
  3. I parametri di irrigazione sono ovviamente da adeguare a quelli climatici stagionali (dalla primavera all'estate) e specifici atmosferici (umidità, nuvolosità e ventilazione).
  4. Vanno inoltre aggiustati in relazioni a situazioni specifiche quali presenza di parassiti o muffe che possono essere influenzati dalla eccessiva umidità.
Ma una centralina che permetta una accurata programmazione consente anche di ottimizzare l'impiego di acqua in situazioni particolari. Nel caso dobbiate assentarvi per un lungo periodo e se, per ragioni di sicurezza, preferite impiegare l'acqua di una cisterna, sarà necessario ottimizzare il dosaggio di acqua distribuendolo lungo tutto il periodo. In questo caso vi conviene verificare quanta acqua viene prelevata in un certo lasso di tempo e fare i vostri ragionamenti di conseguenza per evitare di consumare tutta l'acqua nel primo periodo lasciando le piante a secco nel restante periodo.

Naturalmente nel caso in cui siate allergici all'elettronica, alle istruzioni ed alla programmazione seppur banale  di un qualsiasi marchingegno potrete optare per le soluzioni più semplici che possono rappresentare comunque una buona alternativa alla irrigazione tradizionale.

Esistono poi delle soluzioni semplicissime ed in questo caso non si tratta di centraline di irrigazione ma di timer. In questo caso l'impostazione è alla portata di tutti ed anche i costi sono inferiori. Sempre la UNIFLEX produce un funzionale timer con elettrovalvola. Collegato all'impianto si imposta la durata dell'irrigazione potendosi allontanare in tutta tranquillità, allo scadere del tempo impostato il flusso d'acqua sarà interrotto.

CARATTERISTICHE TIMER
  • Per irrigare selezionando tempi da: 15’ - 30’ - 45’ - 60’ - 75’ - 90’ - 105’ - 120’. 
  • Al termine del tempo impostato interrompe l’irrigazione. 
  • Presa rubinetti da 1” rid. a 3/4”. 
  • In ottone con esclusiva ghiera di copertura. 
  • Innesto per collegare a scatto il raccordo portagomma. 
Concludo ricordando che l'impiego di un impianto di irrigazione goccia a goccia è una importante scelta che consentirà di ottimizzare l'irrigazione ed il vostro tempo oltre a razionalizzare e contenere il consumo di acqua.
Per massimizzarne i vantaggi vi raccomando di aggiustare con periodicità i parametri di durata e frequenza.


lunedì 15 marzo 2010

La valorizzazione delle aree suburbane e rurali attraverso il telelavoro ed il modello distribuito

Se mai in Italia la diffusione del telelavoro raggiungesse cifre significative credo che si dovrà ripensare ad infrastrutture e servizi. Cambierebbe il ruolo delle aree abitate, specie quelle suburbane, ormai relegate a dormitori e cambierebbero le esigenze di viabilità alleggerendo il peso del traffico e la congestione dei centri urbani ed industriali.

In questi ultimi decenni abbiamo assistito a flussi migratori verso le città in grado di offrire più prospettive di occupazione e servizi ed il conseguente svuotamento ed impoverimento di vasti territori o il fenomeno del pendolarismo. L'italia, inoltre, è piena di paesi fantasma. Piccoli agglomerati, spesso isolati e poco accessibili con panorami unici ed una natura esuberante che si fa spazio tra le rovine. Molti sono ancora in buono stato, magari ancora arredati come se si fossero allontanati tutti i suoi abitanti solo per un poco.  Questo gli conferisce un alone di mistero, un po di amarezza ed inquietudine.

Toiano - un piccolo borgo medioevale in Toscana quasi disabitato.

Credo che un territorio vincente debba essere in grado di offrire lavoro, servizi e socialità alla sua comunità ma in questo intento fin'ora l'Italia ha fallito. Ora con il telelavoro si introduce un elemento di forte flessibilità ed il lavoro può divenire più distribuito sul territorio. Piccoli centri e paesini di antica vocazione rurale o artigianale che in questi anni non erano più in grado di dare risposta alle esigenze delle nuove generazioni potrebbero riacquisire valore e vitalità.

Non credo nemmeno che il telelavoro debba essere inteso come il lavoro da casa. Certo, non lo escludo, ed infatti sempre più spesso si parla di lavoro da dove vuoi. Non escludo nemmeno che possano nascere nelle città, nei paesi minori e nei villaggi dei punti d'incontro per telelavoratori in grado di offrire i servizi necessari. Il vecchio bar del paesino, dove i pochi anziani rimasti giocano a carte sorseggiando un bicchiere di vino, potrebbe trasformarsi in un locale con un nuovo lustro: da Gianni wideband, La Web Locanda o Torrent Caffe


Oggi il modello distribuito sembra essere una risposta alle esigenze di sostenibilità. La valorizzazione dei territori rurali, delle culture e tradizioni, la produzione energetica distribuita, la filiera corta, l'autoproduzione, etc mostrano questo nuovo approccio ed ogni tassello che può favorire e rafforzare questo modello contribuirà ad un cambiamento necessario.

Leggi anche:
Telelavoro... ehhh ai miei tempi

sabato 13 marzo 2010

L'acqua, un bene di tutti - Manifestazione per la ripubblicizzazione dell'acqua

Il volantino che vedete invita a partecipare alla Manifestazione per la ripubblicizzazione dell'acqua che si terrà a Roma il 20 Marzo 2010

L'acqua dovrebbe essere un bene alla portata di tutti ma il recente trend di privatizzazioni che sta avvenendo in Europa rischia di trasformarla in un elemento di trattativa economica.

Già oggi la penuria d'acqua che affligge molte aree del nostro pianeta è responsabile di difficili condizioni di vita e di forti movimenti migratori e nei prossimi anni, a causa del forte aumento demografico, questo fenomeno si acutizzerà. Il nostro paese non è esente da queste problematiche e gli scenari futuri non sono rassicuranti; l'innalzamento delle temperature aggraverà ulteriormente la situazione al sud e sulle isole.

L'acqua è un diritto da garantire a tutti. In Italia esiste una rete idrica deteriorata con perdite attorno al 40% ed anche il suo utilizzo e poco razionale, specie nell'agricoltura che assorbe oltre il 70% delle risorse idriche. E' necessario che questo prezioso bene rimanga gestito dall'azienda pubblica, bilanciandone il suo utilizzo, ripristinandone la produzione e la rete di distribuzione ed attuando tutte le politiche necessarie per ottimizzarne l'impiego (irrigazione goccia a goccia in agricoltura, recupero delle acque, raccolta acque piovane e risparmio idrico) e garantendone la disponibilità per tutti.

Partecipate e fatevi sentire.

venerdì 12 marzo 2010

Risparmiare sulle telefonate internazionali

Telefonare all'estero con gli operatori convenzionali quali Telecom, Infostrada, etc è estremamente costoso. Esistono fortunatamente alcuni operatori che offrono la possibilità di risparmiare sensibilmente. I miei preferiti sono Telesconto, Salditel e Telefosi. Li consiglio spassionatamente. Naturalmente la mia scelta è legata ai paesi che chiamo più di frequente che sono Serbia e Croazia.

Per telefonare è sufficiente digitare un numero d'accesso (diverso in funzione del paese che si intende chiamare), attendere che l'operatrice ti informi sulla tariffa, digitare il numero del destinatario completo di prefissi e premere cancelletto.

Volendo telefonare dall'Italia in Serbia, da fisso a fisso, con Telecom si spendono 30,98 centesimi di euro alla risposta + 36 centesimi al minuto. Con Telefosi, invece, solo 6 centesimi di euro al minuto.

E' chiaro che per chi telefona raramente all'estero il problema non si pone ma per tutte quelle persone che necessitano di telefonare di frequente il risparmio può essere considerevole. Per 100 telefonate ciascuna di 30 minuti verso la Serbia, con Telecom si spenderebbero 1100 Euro, con Telefosi soltanto 180 Euro. Una bella differenza!

Fate attenzione, comunque, che di tanto in tanto i prezzi vengono aggiornati. Quindi controllate sempre la tariffa più conveniente per la vostra destinazione.

Suggerisco Salditel, Telesconto e Telefosi soprattutto agli stranieri che vivono in Italia e desiderano passare un pò di tempo al telefono (almeno questo!) con i propri cari in santa pace con minor assillo per i costi. Buona conversazione!

Update: Telefosi non è più disponibile. Date un'occhiata anche a EasyCall, in funzione del paese che volete chiamare potrebbe risultare molto conveniente. Per la Serbia (da fisso a fisso) ad esempio le tariffe sono di 6 centesimi di euro al minuto.

martedì 9 marzo 2010

La città di Kikinda e la cucina del Banat

A Kikinda e probabilmente in tutta questa area della Vojvodina (Serbia) chiamata Banat, la cucina ed altri usi risentono di molteplici influenze. Austrica, ungherese, greca, rumena per la vicinanza e la storia che ne ha accomunato le sorti, ma anche turca per via della lunga dominazione di questo popolo che fortunatamente si è fermato nei Balcani senza proseguire in Italia.

Sarma di crauti (Kiseli kupus) con carne affumicata (dimljeno meso)
Sarma di crauti (Kiseli kupus) con carne affumicata (dimljeno meso)
Per chi sopravvive con zucchine lesse e filetti di sogliola qui ingrasserà solo ad annusare il cibo. Hanno il mestolo pesante: zuppe di fagioli con stinco di maiale affumicato, salumi di tutte le sorti, sarme, pitecevapcici, pljeskavice, cvarci... Il maiale regna sovrano.

otolette di maiale impanate e fritte e cotte in salsa di pomodoro con abbondante aglio (Bacvanske snicle)
Cotolette di maiale impanate e fritte e cotte in salsa di pomodoro con abbondante aglio (Bacvanske snicle)


I cibi in generale sono più genuini e difficilmente si trovano prodotti fuori stagione come pomodori o fragole in pieno inverno.

I cibi in generale sono più genuini e difficilmente si trovano prodotti fuori stagione come pomodori o fragole in pieno inverno.


La produzione è locale e la filiera cortissima. Per la grappa c'è la vicina di casa, per il kajmak la mamma dell'amica e così via sino a riempire frigo e dispensa senza aver messo piede in un supermercato. Non è raro trovare nelle terrazze e cantine trecce di salsicce a stagionare e botti di crauti o sottaceti.

I dolci poi sono delle opere multistrato, con attici, verande, bovindi, decorate ed addobbate in stile Austroungarico. Sono ricche di burro, cioccolato, panna e frutta secca. Ma coesistono con dolci di origine turca come le baklave, dei triangoli di sfoglia ripieni di frutta secca che galleggiano in acqua zuccherata. 

baklave
baklave
Nessun uomo può mangiarne più di una. La prima volta le provai su di un'isola della Croazia. Mia moglie me ne portò un vassoio giusto prima di sciogliere gli ormeggi per un giro in barca a vela. Nelle prime ore di navigazione bevvi una tanica d'acqua da 5 litri.

Così ben farciti di queste bombe caloriche si affrontano le rigide temperature esterne senza problemi, anzi si suda ed è comunque meglio se avete in programma lavori faticoso, tipo spostare delle automobili.

venerdì 5 marzo 2010

Contatori di calore per l'ammodernamento dei vecchi impianti centralizzati

Il riscaldamento di molti palazzi di vecchia costruzione, in Serbia, impiega caldaie centralizzate con uno schema d'impianto a colonna e radiatori in serie. Negli appartamenti non è possibile spegnere l'impianto ne impostare alcun tipo di regolazione. Così il riscaldamento è in funzione dalle 6 del mattino sino alle 9 di sera per tutta la lunga stagione invernale. Funziona quando non si è in casa, quando si è in vacanza e funziona anche negli appartamenti non abitati.

Il pagamento dei consumi avviene con il metodo dei millesimo, come avveniva in Italia e forse avviene ancora per alcuni impianti di vecchia concezione. Naturalmente, a causa del clima rigido, le spese per il riscaldamento incidono significativamente sul bilancio delle famiglie e specie in questo periodo che la Serbia è flagellata da un'ondata di aumenti generalizzati, tutti si lamentano. Il reddito medio netto mensile, in questo paese, e di circa 300 euro e nei periodi invernali la metà finisce per pagare le utenze. Ma questa modalità di gestione è anche poco ecologica e non consente la possibilità di razionalizzare i propri consumi.


Le modifiche necessarie per modernizzare queste tipologie d'impianto sono piuttosto devastanti ed onerosa. Tuttavia esistono delle tecnologie che si basano su contatori di calore e centraline elettroniche che permettono, con poche modifiche, il sezionamento dei consumi nei singoli appartamenti ed una sofisticata regolazione dei singoli radiatori.

Le soluzione sono molteplici ed esistono modelli wireless che rendono l'applicazione davvero poco invasiva.

giovedì 4 marzo 2010

A Mokrin la 24-esima edizione del combattimento internazionale di oche

Oggi, alla 24-esima edizione del combattimento internazionale di oche, c'erano più fotografi che spettatori, forse alcune centinaia di individui, oche comprese. Il vento tagliente aveva dissuaso molti che si accontenteranno di leggere dell'evento sui giornali. Un uomo al microfono commentava gli avvenimenti alternandosi alla musica folk. Accanto a lui i premi.
Combattimento oche
In attesa delle oche alcune bimbe sgusciavano in mezzo alla folla offrendo tranci di torta fatta in casa ma i più circondavano un banchetto dove offrivano grappa.
Combattimento oche
Tirava un ventaccio gelido a Mokrin e decidiamo,  in attesa che la competizione entri nel vivo, di andare al caldo nella casa degli avi di Ilija che si trova poco distante.

Ilija è laureato in letteratura mondiale, profondo conoscitore di antroposofia, che vive in un modo tutto suo e non basterebbe un libro per descriverlo. Ama leggere e vive tra la biblioteca e le sue capre ma ha anche galline, anatre ed un orto. I prodotti che non usa per se li vende al mercato di Kikinda. E' un tipo allegro e comunicativo e per mia fortuna parla diverse lingue tra cui l'italiano. Con noi c'era anche il professore, docente di matematica e studioso di etnologia o forse etnografia e profondo conoscitore della vita contadina. E poi Dragan che il contadino lo fa per davvero e fa anche un'ottima grappa ed insaccati. Ascoltavo i racconti ben piazzato vicino alla stufa alimentata con i torsoli delle pannocchie di mais e sorseggiando grappa.

Questa casa, ormai poco vissuta, è una costruzione antica ed ancora perfettamente integra con ampi ambienti quasi aristocratici nel corpo principale dell'edificio ed un ala decisamente più contadina con una piccola stalla, una rimessa ed un porticato sul retro e poi i campi. Noi ci eravamo accomodati in un cucinotto di servizio al corpo principale, più facile da riscaldare.
Dei racconti afferravo solo il senso generale e qualche parola e di tanto in tanto mia moglie o Ilija mi ragguagliavano con delle brevi sintesi. Parlavano di storia, di popoli, della vita contadina e di tanti piccoli aneddoti. Avrei voluto capire di più. Ero sorpreso ed incuriosito dai contrasti e dalle differenze ma soprattutto dalla loro giovialità ed ospitalità. In poco tempo ero uno del gruppo ed avevo già ricevuto diversi inviti, a pranzo, a cena, o per partecipare alla macellazione del maiale.
Ci interrompe, affacciandosi alla porta, l'uomo che vendeva grappa al banchetto. Aveva finito la sua e chiedeva ad Ilija se ne avesse qualche bottiglia. Purtroppo la grappa di Ilija era troppo alcolica e doveva ancora essere diluita con acqua distillata. Smossi dall'interruzione decidiamo dir tornare dalle oche ed assistere almeno ai combattimenti conclusivi.

Finalmente, dopo tanta attesa, e quasi tutti un po alticci, due gruppi di oche rivali si avvicinano per affrontarsi, sembrano agguerriti, tutti i fotografi sono già in posa, ma sul più bello un gruppo retrocede.
Attendiamo pazienti altri sfidanti. Ed eccoli, è il duello finale. I maschi, affiancati dalle proprie femmine, procedono tronfi verso il piazzale, i due gruppi si studiano, starnazzano, sbattono le ali e si danno qualche beccata finché uno dei due gruppi batte in ritirata.
Combattimento oche
La competizione finisce così senza ne piume ne sangue lasciato sul campo. Tuttavia non sono mancate le critiche degli animalisti ma posso garantirvi: una piacevole giornata anche per le oche.

martedì 2 marzo 2010

Telelavoro...ehhh, ai miei tempi...!

Molti di voi avranno letto che nella Repubblica Ceca si registra la maggiore diffusione del telelavoro mentre l'Italia si trova agli ultimi posti. Dapprima pensavo che questo divario fosse legato alla diversa penetrazione della banda larga, ma non è così ed entrambe i paesi si trovano in fondo alla classifica europea.

Ho ipotizzato allora che potesse dipendere dall'età media della popolazione. E con l'età, si sa, la propensione ai cambiamenti si riduce e l'approccio alle nuove tecnologie risulta difficoltoso. Ma anche in questo caso i due paesi mostrano valori simili e l'età media della Repubblica Ceca di 39,8 anni rispetto a quella dell'Italia di 42,9 può giustificare solo in parte una così diversa diffusione del telelavoro.

Ma c'è un dato che forse può spiegare il fenomeno.

In questi giorni sono stati diffuse le statistiche sulla disoccupazione in Italia. I dati sono allarmanti con un tasso di occupazione (occupati / intera popolazione) appena superiore al 38%. Il tasso di occupazione specifico, riferito alla popolazione con età compresa tra 15 e 64 anni, che a mio avviso descrive meglio la situazione del nostro paese, è di appena il 57,9%. Ciò significa che oltre il 40% della popolazione in età lavorativa sta a casa. Ma chi è maggiormente penalizzato sono i giovani con un tasso di disoccupazione giovanile del 26,9% contro il 17,5% della Repubblica Ceca.

Svelato l'arcano. Un mondo del lavoro antiquato: vecchi sono i lavoratori, vecchie le politiche, vecchie le infrastrutture e vecchia la mentalità. Mancano i giovani che restano a casa a giocare con la Playstation 3. Ecco come viene utilizzata la nostra banda larga!

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lunedì 1 marzo 2010

Formaggio di asino da conservare sotto chiave

Nella riserva di Zasavica a Sremska Mitrovica, in Serbia si produce formaggio d'asino. Per una formaggetta di un chilo servono 25 litri di latte che è quanto produce un asino in due anni. Per questo e forse anche per la sua singolarità il suo prezzo è di 1000 euro al chilogrammo.

Il formaggio d'asino, per la prima volta in esclusiva planetaria, è stato presentato alla Fiera Internazionale del Turismo a Belgrado catalizzando l'attenzione dei visitatori ed anche la mia che ho letto la notizia sui principali quotidiani serbi.

Il formaggio si chiama Pula e la preziosa forma era custodita sotto chiavi in una formaggiera blindata.
La foto è tratta dalla rivista Blic. Spero che non si offendano e che apprezzino il mio tentativo di promuovere le specialità di produzione locale in Serbia. 

Il formaggio d'asino, spiega il capo della riserva di Zasavica, è un alimento naturale e salubre. Il latte è molto simile a quello umano e per questo adatto ai bambini. Ha inoltre effetti curativi ed è indicato per la pelle. Ha un contenuto di vitamina C 60 volte superiore al latte di mucca ed è consigliato per chi soffre di asma o bronchite. Il prezzo è di appena, si fa per dire, 40 euro al litro.

A breve sarà possibile acquistare formaggio d'asino su ordinazione. Potrete tenerlo in frigo (con lucchetto) o in cassaforte!

Per chi fosse interessato ecco il link
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