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giovedì 4 novembre 2010

Volvariella Speciosa o Gloiocephala

Un'altro fungo che in questo periodo abbonda in campagna è la Volvariella Speciosa o Gloiocephala. Cresce un pò dappertutto, tra gli olivi, nella vigna, nei prati; se ne trovano a centinaia.
Volvariella Speciosa

L'anno scorso andai al centro micologo di Pontedera per verificarne la commestibilità ma l'addetto che mi ricevette cestinò il fungo che avevo portato senza tanti complimenti. Beh non era un porcino!

Sui libri ed internet invece la Volvariella Speciosa è classificata come commestibile ma di poco pregio, senza valore, di pessime qualità organolettiche, ... per via del sapore lievemente amarostico, di ravanello.

Questi giudizi non invitano di certo a provarli ma a me i ravanelli piacciono! E l'anno scorso ho rotto gli indugi ed ho sistemato quattro belle cappelle sulla griglia. Li ho trovati speciali, certo con un sapore lievemente amaro come quello dei rapini o del fegato ma piacevolmente gustosi. De gustibus...


Volvariella Speciosa

Volvariella Speciosa

Ora li utilizzo con più disinvoltura, ma mi raccomando, voi non fatelo, anche perché ha una certa somiglianza con l'Amanite Phalloide e forse è anche per questo motivo che rimane un fungo da evitare, soprattutto se non siete dei veri esperti. 

AVVERTENZA: Benché abbia una grande passione per i funghi non sono assolutamente un'esperto. Per determinare un fungo e verificarne la commestibilità consultate sempre un micologo professionista.

venerdì 30 luglio 2010

Riti magici per propiziare la pioggia, Dodolske Pesme

Bhe, le giornate si sono raffrescate parecchio e la temperatura ora è più che piacevole. Se posso chiedere ora ci vorrebbe un po di pioggia ma mi raccomando non un acquazzone devastante come quelli di Maggio e Giugno. Magari una delicata pioggerellina che per una giornata possa risollevare un po le piante, richiudere le crepe nel terreno arso dal sole, ripulire dalla polvere le strade e già che ci siamo una sciacquata anche alla mia auto che ne ha tanto bisogno.

Oggi mia moglie canticchiava una antica canzone propiziatoria per la pioggia. Un canto popolare, trascinante, al quale mi sono unito anch'io. Ecco le parole.

Mi idemo preko polja, oj dodo oj dodole
A oblaci preko neba, oj dodo, oj dodole
Da udari rosna kiša, oj dodo, oj dodole
Da orosi naša polja, oj dodo, oj dodole
I pšenicu u zimnicu, oj dodo, oj dodole
I dva pera kukuruza, oj dodo, oj dodole
Oblaci nas prestigoše, oj dodo, oj dodole
Žito, vino orosiše, oj dodo, oj dodole

Capisco che sia un po ostico per noi italiani ma la sua efficacia è accertata.
Mentre intonavamo la filastrocca ho avuto modo di sentire alcuni tuoni e le nuvole si sono raddensate proprio su di noi. Per alcuni istanti sono cadute anche alcune goccioline di pioggia. Poche per la verità, forse a causa della mia pessima pronuncia.
 
Dodola, parola che ricorre nel canto, è il nome di una divinità femminile della mitologia Slava. E' la Dea della pioggia e moglie di Perun, il Dio del tuono.


 
Nel rito per propiziare la pioggia, giovani donne cantano canzoni per Dodola. Sono canzoni specifiche e ne esiste un vasto repertorio che vengono chiamate appunto Dodolske Pesme. Quella che vi ho proposto è una di queste.

 
I canti sono accompagnati da danze e le giovani donne, nel rituale, sono coperte di foglie e piccoli rami.

Le Dodolske Pesme, fanno parte del repertorio di molti gruppi folcloristici della ex Jugoslavia e se per caso vi trovaste da quelle parti in vacanza vi consiglio di ascoltarli perchè sono bellissimi, ma mi raccomando, portatevi l'ombrello.
 

mercoledì 21 luglio 2010

Ci mancavano solo le temperature percepite

Da un po di anni a questa parte, nelle previsioni meteo, si parla di temperature percepite oltre che di temperature effettive. Le temperature percepite sono sempre più alte di quelle effettive perché tengono conto della sensazione di disagio che si prova nelle giornate calde per effetto dell'umidità. Così se il termometro segna 33°C all'ombra e l'umidità relativa è del 70% noi percepiamo ben 47°C. In pratica cuociamo al vapore!

In alcuni casi, per rendere il bollettino meteo ancora più succulento, ci annunciano solo le temperature percepite dandoci così la sensazione di avere un clima ormai africano.
Ecco, vorrei rassicurare tutti quanti sul fatto che 33°C continuano ad essere 33°C e che i nostri vecchi termometri non dovranno essere sostituiti da nuovi termometri percettivi.

Indubbiamente l'umidità elevata, ostacolando l'evaporazione del sudore, risulta fastidiosa nelle giornate calde ma è anche vero che la presenza di vento la favorisce rendendo la calura più accettabile, ma di questo fatto non se ne tiene mai conto.

martedì 4 maggio 2010

Euphorbia Helioscopia

Osservando le piante e le erbe spontanee di tanto in tanto rimango incuriosito da alcune di loro. L'Euphorbia Helioscopia l'avevo già notata in passato. Un'erba elegante, con geometrie regolari e mi ricordo che penai non poco per riuscire a darle un nome e finalmente classificarla.
Euphorbia Helioscopia
Sembra anche che l'Euphorbia Helioscopia abbia proprietà fuori dal comune e temibili. La pianta contiene infatti un lattice altamente tossico ed irritante. Insomma guardare ma non toccare!

lunedì 22 marzo 2010

Perché risparmiare l'acqua

L'acqua è davvero protagonista nella nostra vita. Lo è sempre stata ed ha guidato le scelte degli insediamenti umani fin dal passato facendoci preferire le coste e le piane alluvionali. La penuria d'acqua in alcune aeree ed i cambiamenti climatici sono e saranno responsabili di grandi migrazioni e di disagi nelle mega metropoli. Per questi motivi ci ingegniamo nel risparmiarla e lottiamo perché resti un bene di tutti.


Ogni settore "acquifero" è sviscerato ed analizzato per risparmiare il prezioso elemento ed, a volte, tutte queste attenzioni e gli inviti ad utilizzarla con parsimonia ci sembrano quasi eccessivi.



Ci sono infatti alcune questioni ed interrogativi che ci rendono poco inclini a preoccuparcene  seriamente.

  1. Quando apriamo il rubinetto, l'acqua scorre fresca ed abbondante e volendo anche calda o appena intiepidita per lavarci i dentini.
  2. Il costo dell'acqua dell'acquedotto, che si aggira attorno ad 1 o 2 euro al metro cubo è abbastanza accessibile ed incide in modo marginale sui bilanci familiari e con un centinaio di euro all'anno ci garantiamo acqua in abbondanza. 
  3. L'acqua, di anno in anno, compie un ciclo naturale, rigenerando fiumi, laghi, sorgenti e falde e non c'è motivo per pensare che questo miracolo possa interrompersi. 
  4. Sebbene ormai si sappia che l'altra metà della popolazione mondiale non disponga di acqua potabile o di acqua sanitaria, non comprendiamo come un nostro utilizzo più morigerato di acqua possa portare benefici a queste popolazioni.


Perché risparmiarla allora?  Nel prossimo post le mie riflessioni e risposte.

sabato 26 dicembre 2009

Clima mediterraneo addio

Forse è perchè sono facilmente suggestionabile ma a me sembra davvero che il clima sia sempre più bizzarro.
inverno Toscana
L'altra settimana, dopo un'abbondante nevicata, la temperatura è precipitata a -9 °C. Le tubature si sono ghiacciate ed il vetro del contatore dell'acqua si è incrinato. Sembrava che ci avessero spruzzato azoto liquido!
contatore acqua incrinato
Naturalmente sono rimasto senz'acqua e per rimediare ho dovuto avvolgere il tubo in questione con un sacchetto di plastica e scaldare al suo interno con il fon, si quello per asciugare i capelli. Funziona benissimo!

In questi ultimi giorni invece la temperatura ha raggiunto i 15 °C ed uno scirocco caldo ha portato abbondanti piogge. Un'escursione termica di oltre 20 °C!!!
Mia moglie Nikita sostiene che il clima stà diventando più simile a quello di casa sua. Un clima continentale dove gli sbalzi di temperatura sono frequenti ed in estate si può passare da 30°C a pochi gradi sopra zero e d'inverno da pochi gradi sopra a zero a -25°C. Clima mediterraneo addio!!!
Tuttavia a Copenhagen non mi sembravano preoccupati e la recente conferenza non ha portato a nulla salvo una accordo su base volontaria per limitare l'incremento della temperatura media a 2°C. Se si và oltre si abbassa il termostato. Ma dov'è il termostato!?

sabato 12 dicembre 2009

Mia moglie, nome in codice Nikita

Durante la "fase più buia" della ristrutturazione di questa vecchia casa di campagna, ci siamo ritrovati senza acqua, senza corrente elettrica, senza gas e senza scarichi. Uno scivolone nel medioevo durato quasi 4 settimane che ci ha messo a dura prova.
fase buia
Altro che downshifting o slow life! In quei giorni tutti i contatori si erano bloccati e con  loro le lampadine, gli elettrodomestici, la lavatrice, la TV, i fornelli il forno e con il PC anche il mio blog. La nostra impronta ecologica era quella di un gatto.
impronta ecologica gatto
Il tempo era ancora clemente e lo stile alla survivor man un pò mi divertiva. Ma le giornate si stavano accorciando rapidamente e con la seconda settimana si sono susseguiti una serie di nubifragi e poi un forte calo di temperatura e l'aria sapeva già di neve. Così dopo un'esordio alla Rambo ero finito miseramente influenzato a letto. Il nostro destino ora era nelle mani di survivor woman, mia moglie, di origine jugoslava, e che qui chiamerò Nikita.

Nikita aveva riorganizzato casa attorno alla stufa a legna dove cucinava e scaldava l'acqua per lavarsi. Attorno non si contavano i contenitori e secchi colmi d'acqua. Ma la sera era persino romantico e guardavamo la fiamma della stufa mentre qualche pentolone sbuffava vapore dal coperchio.
stufa a legna morso
Nikita non si fermava mai, portava la legna, approvvigionava l'acqua ed in qualche modo si era anche organizzata con la lavatrice che alimentava con una cisterna. Ogni tanto spariva e ritornava dopo ore. Chissà forse andava anche a caccia. Infatti un paio di volte ho mangiato anche cinghiale!
cinghiale

Dovrò approfondire questa questione ma son quasi sicuro che mia moglie da giovane era il capo delle Giovani Marmotte e facevano pratica sulle montagne della Bosnia.

venerdì 4 dicembre 2009

I cachi non sono moccicosi

I cachi non piacciano a tutti. Se acerbi allappano e troppo maturi sembrano una marmellata liquefatta. Una mia amica li definisce "moccicosi". Ma in questo periodo dell'anno, melograni a parte, non ci sono altri frutti ed a me piacciono molto.
pianta cachi
Ha più fortuna come pianta ornamentale e la si vede spesso nei giardini. Forse anche perchè non ha bisogno di cure ne di trattamenti. Che io sappia non soffre di malattie e non è attaccata da parassiti. E' una pianta robusta e la potete potare selvaggiamente e a primavera ributterà.

Può produrre centinaia di frutti e quelli più maturi, in questo periodo, vengono presi di mira dagli uccellini. Per non doversi accontentare degli avanzi conviene raccoglierne un pò per farli maturare in casa.

Personalmente preferisco i cachi non troppo maturi, quando ancora sono consistenti ed appena astringenti.

cachi frutto

Per farli maturare vanno sistemati in un contenitore, chiuso con un coperchio o della pellicola trasparente, insieme ad una mela. Questa produce un ormone (etilene) che ne accelera la maturazione. In pochi giorni saranno maturi.
Senza questo accorgimento impiegherebbero un paio di settimane diventando raggrinziti e rilasciando un pò di liquido prima di finire buttati.

martedì 10 novembre 2009

La raccolta delle olive in Toscana a mezzadria

La raccolta delle olive in Toscana è cominciata con un certo anticipo. A metà ottobre c'erano già le reti stese sotto agli olivi. Poi il tempo avverso, le piogge e la guazza mattutina ne hanno rallentato il procedere. La raccolta di per se non richiede particolare perizia ma è spesso una lotta contro al tempo ed in un paio di mesi và portata a termine. In alcuni casi si riesce a raccogliere sino a Gennaio ma il più delle volte, per quell'epoca, di olive ne son rimaste ben poco.
Raccolta olive
Alla raccolta spesso partecipano parenti ed amici che saranno ricompensati in olio o con qualche buon manicaretto ma questa tradizione si sta un pò perdendo per via di un generale allontanamento dei giovani dalle campagna. Finiscono risucchiati dagli impegni dei ritmi frenetici cittadini. Ma il raccolto non deve andare perso!

Una pratica assai diffusa, sempre esistita ed ora tornata in auge, è quella di chiamare qualcuno a mezzadria o ad opra che dir si voglia. Sono molte, infatti le persone, a volte pensionati che chiedono di poter raccogliere le olive dividendo poi il raccolto. In genere portano anche le olive al frantoi. L'olio prodotto viene poi diviso a metà mentre i costi di frangitura resteranno a carico del proprietario.

domenica 8 novembre 2009

Caccia al cinghiale - la minaccia della Pseudorabbia

Avvertenza
Se avete programmato cinghiale in umido con polenta per cena, chiudete immediatamente questa pagina.
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Leggo con un pò di apprensione il Tirreno di venerdì 6 Novembre. Parla di Pseudorabbia una malattia virale anche conosciuta come Malattia di Aujeszky che colpisce prevalentemente suini e cinghiali ma anche cani ed alcuni altri animali. Il virus è stato riscontrato su cinghiali nella provincia di Pisa. La preoccupazione tuttavia non è per i cinghiali, ne per gli allevamenti di maiali sottoposti a severi controlli, quanto per i cani da caccia. Per loro la malattia può essere fulminante e facilmente cotraibile attraverso l’ingestione di carni crude infette che gli vengono spesso offerte come ricompensa. Per l'uomo invece non vi è alcun rischio tanto più che il virus viene neutralizzato con la cottura.

La notizia mi ha turbato per innumerevoli motivi. Intanto mi dispiace per i cinghiali che scopro possono essere colpiti da gravi malattie e causare sofferenze. Alcune di queste pregiudicano persino la consumazione di carne. Il ruolo del cacciatore dovrebbe anche essere quello di monitorare lo stato di salute della selvaggina. Credo inoltre che esista la possibilità o l'obbligo di sottoporre a controllo campioni di selvaggina allo scopo di prevenire le principali malattie legate al consumo alimentare delle carni di cinghiali. Mi auguro che questo venga fatto!

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Raccolta acque piovane

Alcuni acciacchi di stagione e le incessanti piogge di questi giorni stanno ostacolando la raccolta delle olive. Recupererò nei prossimi giorni, tempo permettendo. Intanto scribacchio qualcosa ed osservo la pioggia. Tanta pioggia!
pioggia Toscana
















Ricordando dei lunghi periodi di siccità un primo pensiero è quello di provare a raccogliere l'acqua piovana per i periodi estivi, magari per irrigare l'orto ed annaffiare il giardino.

La piovosità in provincia di Pisa è di quasi 900 mm/anno con periodi più piovosi in autunno e siccitosi nel periodo estivo.
precipitazioni mensili














In alcune aree alpine si raggiungono valori assai più elevati, attorno ai 3000 mm/anno mentre altre zone costiere del sud non superano i 400 mm/anno.

Disponendo di un tetto di circa 200 metri quadrati, quale è quello di casa mia, potrei raccogliere nel corso dell'anno circa 180 metri cubi di acqua (200mq X 900mm/anno). Per questo dovrei convogliare tutti i pluviali verso una cisterna di dimensioni mostruose ed ovviamente realizzare un impianto di pompaggio.

Nel mio caso potrei anche accontentarmi di una cisterna di dimensioni minori avendo un fabbisogno di acqua di circa 0,5 mc al giorno nei periodi da Maggio ad Agosto per un totale di circa 60mc. Ma le dimensioni sarebbero comunque notevoli: almeno 20mc di cisterna!!

Nota: la dimensione della cisterna va scelta in funzione del fabbisogno di acqua nei vari momenti dell'anno tenendo conto della piovosità media annua. Che dipenda dal fabbisogno non vi è dubbio, infatti, se non avessimo bisogno di acqua non saremmo nemmeno qui a parlare di cisterne! Ovviamente dipende anche dalla piovosità; nel caso di piogge frequenti tutto l'anno potremmo cavarcela con una piccola cisterna mentre nel caso di forti piogge concentrate in un breve periodo dovremmo ricorrere ad una cisterna di grosse dimensioni. 

In termini economici, ipotizzando di avere già convogliato tutti i pluviali in un'unica tubazione, per realizzare l'impianto, saranno necessari circa 6.000 euro (dato molto spannometrico!) con un risparmio di circa 100 euro all'anno sulla bolletta dell'acqua. Un investimento tutt'altro che conveniente. Peccato, con tutta quest'acqua piovana!!!

L'acqua, dalle mie parti, ha un costo di circa 1 euro/mc. Il prezzo, in realtà, è progressivo e varia secondo gli scaglioni di consumo.


A conti fatti non è nemmeno tanto cara e da altre parti i costi sono decisamente superiori. In Germania ad esempio 1 mc costa quasi 4 euro!

Tornando alla raccolta dell'acqua potrei riconsiderare di mettere in funzione due vecchi pozzi da tempo in disuso. Sono pozzi freatici profondi 6-7 metri con un diametro di poco più di 1 metro.

Ne parlerò in un prossimo post dopo un'accurato sopralluogo.

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giovedì 5 novembre 2009

Le grotte di Postumia e il Proteus

In questi giorni mi tornava in mente di una gita nelle grotte di Postumia, in Slovenia.

Era ancora estate e nel tragitto di ritorno dopo un paio di settimane in Vojvodina, a Kikinda città natale della mia dolce mogliettina, provati dal torrido caldo e da una preannunciata coda al confine con l'Italia, decidemmo di fare una pausa per visitare le grotte famose per le stupende concrezioni e per ospitare il rarissimo Proteus, una sorta di salamandra rosa.
Proteus Postumia

All'ingresso della grotta ci attendeva un trenino che ci avrebbe condotto attraversando un lungo cunicolo sino ad una stazione da dove proseguire a piedi con tanto di guida. In questo caso il termine escursione è davvero azzeccato: basta aggiungere termica! Montati sul trenino ancora sudati dall'afa esterna ci trovammo a sfrecciare in una specie di congelatore a 10 gradi °C.
Davanti a noi, fortunatamente, c'erano una coppia di turisti extralarge che ci proteggevano anche dal freddo. Scesi dal trenino tirammo un bel sospiro di sollievo e fummo subito precettati dalla guida. "BuonCiorno io sono gVida e qVeste sono Crotte ..."

Grotte Postumia stalattiti stalagmiti

L'esplorazione è stata davvero interessante. Si passava da un'ambiente all'altro come all'interno delle sale di un palazzo fiabesco decorato con formazioni calcaree davvero artistiche. La guida ci erudiva con i nomi delle sale, i dati, un pò di storia e sulle formazioni più incredibili: "qVeste noi le chiamiamo spaghetti, qVeste invece lasagne, qVeste ...". Ora non ricordo più i nomi con precisione ma sicuramente c'erano anche fusilli, linguine e tagliatelle. Del Proteus invece nemmeno l'ombra.
Grotte Postumia

Al termine del percorso a piedi ci trovammo in un'enorme atrio con la volta forse alta 30 metri. All'interno vi erano anche toilette e vendita di souvenir. In attesa del trenino la guida ci ragguagliò delle speciali caratteristiche acustiche di quell'ambiente e dopo un pò d'indugi alcuni temerari iniziarono ad emettere degli schiamazzi che riverberavano spietatamente. Ecco perché il Proteus era sparito!

Riemersi alla luce del sole era ancora caldo torrido ma ordinammo crauti e salsicce, bellissima escursione!!! E il Proteus!?!? Proteus ... Proooooteuuuus ...

giovedì 29 ottobre 2009

Le cimici (Palomena viridissima o Nezara viridula)

In questo periodo le cimici (Palomena viridissima o Nezara viridula), così chiamate erroneamente perchè fortunatamente cimici non sono, si rintanano dove possono per svernare. Tra i tanti luoghi a disposizione hanno una strana predilezione per le fessure attorno alle mie finestre e qualcuna finisce in casa. Volano ronzando rumorosamente lanciandosi come kamikase contro gli ostacoli e finendo a terra stordite. E' in quel momento che subentro io armato con un cartoncino ed un bicchiere di plastica con cui le catturo per poi "accomodarle" fuori dalla finestra. In casa, è uno dei miei ruoli istituzionali!


Se schiacciate o minacciate emanano un odore pestilenziale e persistente. Si difendono così dai predatori. Per cui, per liberarsene, bisogna anche agire con attenzione, con delicatezza, senza spaventarle ... poverine!

Normalmente sono di un bel color verde pisello ma in autunno assumono una gradazione più bruna. Nella mia classifica personale stanno assieme a zanzare, mosche, tafani, etc. Insomma, se non ci fossero sarebbe meglio!

In realtà, puzza a parte, è un insetto del tutto innocuo che semplicemente soffre il freddo.

Ben più temibile, e fortunatamente meno nota, è la cimice dei letti (Cimex lectularius), quella vera! E' un insetto, strisciante che si nasconde nelle fessure per poi uscire di notte e succhiare il sangue umano provocando a volte eritemi anche gravi. Sembra un film dell'orrore! Purtroppo pare che la sua presenza, dopo essersi quasi estinto per l'uso del DDT, sia in aumento anche in Italia. Forse è da questo insetto che derive il nome del micro congegno elettronico anch'esso subdolo e spesso usato in modo malefico.

Ripensando ora alla mia classifica rivaluto le cimici verdi. In fondo sono anche graziose con quella carrozzeria un pò futuristica.

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mercoledì 28 ottobre 2009

Avvistamento 3 - Il picchio verde

Di questo volatile (Picchio Verde) non so dirvi più di tanto a parte il fatto che è un gran rompiscatole. E' lui che al mattino presto inizia a picchiettare attorno casa e spesso anche la casa stessa tanto che più di una volta ho dovuto scacciarlo.
Picchio-Verde-A
Si nutre di insetti o di larve che scova prevalentemente negli alberi e nel terreno. E' molto guardingo ed al primo rumore vola via. Fotografarlo non è stato semplice ed il risultato è un pò sfocato.
Picchio-Verde-B
Di aspetto è piuttosto buffo: un pò tozzo, con il dorso di un bel verde muschio ed una grossa testa con una caratteristica cresta color rosso vinaccia.
Picchio-Verde-C
Nel canto è un disastro e per lo più emette delle urla.

Picchio-Verde-D

domenica 25 ottobre 2009

Un prataiolo forse (Psalliota ?) ma non ne sono certo

Con i funghi bisogna essere prudenti. Questi che crescono nel prato in piccoli gruppetti mi sembrano proprio dei prataioli e probabilmente sono ottimi da mangiare.


Consultando la mia enciclopedia dei funghi credo che appartengano al gruppo delle Psalliota ma con precisione non saprei dire quale. Purtroppo, e da qui la mia reticenza a metterli in padella, mostrano anche delle somiglianze con la Psalliota Xanthoderma che è un fungo tossico e si riconosce anche per uno sgradevole odore di inchiostro.
Questi, invece, hanno un delicato profumo di fungo. Un'altra loro caratteristica è che dove vengono toccati assumono una colorazione giallo zafferano.



Chissà se questi elementi e le foto potranno aiutare qualche esperto lettore a classificarli con più certezza. Ma fate in fretta, i funghi non aspettano!

martedì 13 ottobre 2009

Pinarello - Boletus granulatus

Il pinarello (Boletus granulatus) si riconosce abbastanza facilmente. Cresce ad inizio ottobre e predilige due zone del terreno vicino a dei grossi pini nel bel mezzo della carciofaia ma quest'ultimo fatto credo sia solo una coincidenza. Come dice il nome volgare è la presenza dei pini che in qualche modo lo stimola.



Spesso si formano delle vere e proprie colonie con decine di esemplari.



Il pinerolo è un buon fungo che trovo molto delicato.

Per prepararlo tolgo la cuticola, che viene via abbastanza facilmente, la spugna ed il gambo.
Non serve lavarli in acqua anche perchè s'inzupperebbero.

La parte che rimane è di un giallo tenue quasi inodore.
Cotti al forno insieme a patate ed alcuni peperoni verdi dell'orto sono veramente ottimi.


Prima di infornare aggiungete un pò di olio e sale.

sabato 10 ottobre 2009

Funghi dell'olivo - Clitocybe olearia

I funghi sono davvero abitudinari e capricciosi e se non ci sono le condizioni ottimali non "spuntano". Il periodo deve essere quello giusto magari con un pò di sole ma solo se prima ha piovuto in abbondanza. Qualcuno poi cresce solo se ci sono i faggi o le querce o i pini. Insomma sono pieni di esigenze.

Questi funghi dell'olivo (Clitocybe olearia) ad esempio crescono sempre sullo stesso ceppo di olivo nella prima metà di ottobre, una specie di amore!

Clitocybe olearia

Sono belli e tossici, quindi ... guardare ma non toccare!

Clitocybe olearia

giovedì 1 ottobre 2009

Le crepe nelle case di campagna

I vecchi fabbricati di campagna mostrano spesso numeroso imperfezioni. Sono realizzati con i materiali che si riusciva a reperire come pietra e cotto. Spesso poi sono privi di fondazioni.
foto: fondazioni di una vecchia casa rurale in Toscana

In questa zona della Toscana, inoltre, quel poco di fondazione poggia su terreni per lo più argillosi o limosi che, a causa dell'alternanza di siccità e periodi piovosi, subisce delle contrazioni e da qui l'insorgenza di crepe nei muri più o meno gravi.
foto: crepa nel muro di una casa rurale Toscana

A differenza da altre composizioni di terreno, come quelli sabbiosi, i terreni argillosi e limosi, hanno un comportamento particolare: con l'acqua "gonfiano" e con la siccità si ritraggono. La sabbia, invece, se bagnata non modifica il suo volume. E' per questo che nelle spiagge sabbiose non si formano mai delle crepe mentre sui terreni argillosi e limosi è un fenomeno frequente.

foto: crepe nel terreno argilloso dovute a siccità

Questo fenomeno ha quindi una certa stagionalità ed in questa lunga arida estate si è manifestata col fenomeno di crepe che hanno interessato molti fabbricati in Toscana.

Naturalmente il fenomeno delle crepe può dipendere anche da altri fattori come un errato drenaggio delle acque piovane o da perdita di acqua localizzata. In questi casi le zone più umide del substrato su cui poggia l'edificio tenderanno a rigonfiarsi sollevando l'edificio mentre l'altra parte della costruzione che poggia su terreno asciutto tenderà ad abbassarsi. Questo differenziale darà luogo a fratturazioni e crepe.

sabato 19 settembre 2009

Domani, 20 settembre, apre la stagione venatoria

Domani, 20 settembre, apre la stagione venatoria che durerà sino al 31 gennaio 2010. Per chi è interessato all'argomento, perchè ama la caccia o perchè la disapprova, suggerisco una visita al sito www.cacciapassione.com dove si trovano molte informazioni utili come ad esempio i calendari, gli orari, le limitazioni, le zone protette, etc.

Per quel che mi riguarda so che mi sveglierò al sorgere del sole per i botti come mi era già successo in occasione della pre-apertura della caccia.
Speriamo che i cacciatori si comportino con giudizio senza farsi prendere dalla bramosia del primo giorno, in fondo potranno cacciare per i prossimi 4 mesi!
Intanto vi riporto alcuni dati. In Italia il numero dei cacciatori è dimezzato in 20 anni e l'età media si è elevata. Ai giovani la caccia in sostanza interessa sempre meno. Le aree dove si può cacciare sono diminuite per effetto dell'urbanizzazione. I due trend, diminuzione cacciatori ed aree di caccia, fan si che la densità dei cacciatori sia pressoché costante.

Forse, un giorno, la caccia sarà solo una manifestazione folcloristica ma per il momento non posso che preoccuparmi per alcuni simpatici conigli selvatici che gironzolano nei paraggi e per una coppia di caprioli che di tanto in tanto sorprendo nella vigna la mattina presto.



Vorrei dirgli di rifugiarsi qui da me che è riserva di caccia ma sono schivi e fifoni ... beh, spero proprio di rivederli!

lunedì 14 settembre 2009

Ombelico di venere (Umbilicus rupestris)

Oggi vi racconto di una pianta un pò speciale. Speciale per me, naturalmente, per gli altri non saprei. Si tratta dell'ombelico di venere (Umbilicus rupestris).

E' una pianta di minute dimensioni con foglie carnose tondeggianti. La leggera depressione al centro della foglia ricorda proprio un ombelico.



Ho scattato una foto in primavera ed una alcuni giorni fa, al termine dell'estate. Come potete osservare, le foglie sono sparite ed è rimasta la caratteristica spiga.


Inizialmente pensavo fosse l'unico esemplare a crescere sui miei terreni e per questo la trattavo con particolari attenzione, ed invece ho scoperto che popola il tetto di casa. Evidentemente adora le vecchie tegole!



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