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La concimazione nella coltivazione biologica dell'olivo


Le piante, per vivere, oltre che del sole e dell'acqua hanno bisogno della terra. Non solo per mettere radici ma anche perchè dal suolo ricevono nutrimento, veicolato dall'acqua.

Dall'analisi chimica del suolo è possibile verificare se il terreno è adatto alla coltivazione.

Come si procede? Per prima cosa bisogna raccogliere un pò di terra prelevandola da almeno tre o quattro punti. Scavate per una decina di centimetri per evitate la porzione superficiale. Mescolate la terra e portatela al laboratorio di analisi del suolo. In Toscana c'è ne sono diversi! Naturalmente non serve portargli una carriola piena. Ne basterà un pò più di un kg.

L'esito dell'analisi mostrerà una serie di dati alcuni particolarmente importanti.

PH in acqua: deve essere > 7 all'olivo non piacciono i terreni subalcalini
Fosforo assimilabile (P2O5): deve essere nel range 30-40 ppm (parti per milione)
Potassio scambiabile (K2O): deve essere attorno a 400 ppm
Calcio scambiabile (Ca): ideale è attorno a 1500 ppm

Sostanza organica: non deve mai scendere sotto al 2%

I dati naturalmente vanno saputi interpretare. Capita, ad esempio, che il fosforo sia catturato dal calcare per cui si trovano alti valori di questo e bassi dell'altro.

L'analisi fornisce anche informazioni sulla granulometria. Ad esempio

sabbia 40%
limo 25%
argilla 33%
tessitura 2%

L'agricoltura biologica si basa quasi esclusivamente sulla sostanza organica che dovrà essere almeno il 3,5%. Nella agricoltura biologica, infatti, la fertilità chimica è poco importante. Ciò che veramente conta e la fertilità microbiologica legata alla presenza di microflora ed ancor più la fertilità fisica (il terreno non deve essere compatto ed asfittico).


Per correggere i parametri del terreno si possono utilizzare concimi che danno un apporto di sostanze nutrienti. I concimi possono essere minerali come l'urea od organici. Nella coltivazione biologica sono ammessi solo concimi organici. In quelli di buona qualità la quantità di carbonio deve essere ben oltre il 15%.

E' ancora meglio ricorrere ad un ammendante organico. Per chi non sapesse la differenza tra concime ed ammendante tenete presente che il concime nutre la pianta, l'ammendante nutre la terra.
Un buon ammendante organico naturale deve essere ricco di sostanza organica. Questa deve essere soprattutto cellulosa (foglie e legno che si trasforma in humus) e non residui della macellazione.

La sostanza organica da un grande apporto alla fisicità del terreno, rendendolo meno compatto ed asfittico. Fornisce, inoltre, nutrimento per la microflora ed aiuta anche la chimica. Infatti nel processo di degradazione parte della massa organica si trasforma anche in minerali come fosforo ed azoto.

La granulometria, invece ha un'importanza relativa. Ad esempio nei terreni sabbiosi ed un pò lavorati (ariosi) la degradazione della sostanza organica è più veloce ma non è un problema.

Nella concimatura è importante l'epoca e le modalità di somministrazione. Il primo picco di assorbimento della pianta si ha dopo la ripresa vegetativa in primavera. In ogni caso concimare prima o dopo la fioritura. Il secondo picco avviene in settembre ed ottobre.

Come si concima? Si concima sotto chioma. L'ideale sarebbe lavorare il terreno ed interrare il concime ma ci si può anche accontentare di tagliare l'erba, concimare e pacciamare.

Un aspetto importante è che mentre nei concimi minerali come l'urea il rilascio delle sostanze è immediato, la sostanza organica si degrada lentamente fornendo con più continuità l'apporto alla qualità del terreno.

Nel periodo di maggior stress della pianta (Luglio, Agosto) per mancanza di acqua si può ricorrere alla concimazione fogliare. In questo caso piuttosto che una miscela di urea (2kg) in acqua (100 litri) si può ricorrere a concimi di origine vegetale irrorando con un atomizzatore il fogliame. A volte si parla di alleganti (concimi fogliari specializzati).

Sulla lavorazione del suolo ci sono inoltre due scuole di pensiero.

Alcuni fresano la terra altri, preferiscono lasciare il terreno inerbito tagliando erba e potatura leggera con un trinciastocchi.

Quest'ultima pratica è particolarmente adatta ai terreni scoscesi in quanto capace di ridurre l'eventuale rischio di frane in caso di abbondanti piogge.



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Commenti

  1. Salve, vorrei un consiglio riguardo la concimazione.
    Ho un uliveto di circa 300 piante da corca 10 anni. Si tratta per la maggior parte di alberi secolari. Non li ho mai concimati ma nel mezzo pascolano due cavalli. Pensi che possa essere sufficiente il letame degli stessi o pensi che sarebbe meglio effettuare in ogni caso una concimazione?

    RispondiElimina
  2. Ciao Fabrizio670, come avrai letto nell'articolo per valutare un terreno sarebbe opportuno fare un'analisi. Tuttavia negli uliveti lasciati inerbiti che credo sia il tuo caso visto che ci pascolano due cavalli le piante in genere sono più rigogliose rispetto ai terreni molto lavorati. I cavalli sicuramente contribuiranno a tener pulito il terreno dalle erbacce e anche a concimarlo.
    Detto questo potresti semplicemente ragionare in questi termini: se gli ultimi raccolti ti hanno soddisfatto ed anche visivamente il terreno appare ricco di sostanza organica puoi lasciare tutto così. Se viceversa non sei soddisfatto conviene fare un'analisi del terreno e qualora si dimostrasse carente di sostanza organica puoi aggiungere un po di ammendante sotto chioma.
    Un saluto
    MaxT

    RispondiElimina
  3. Grazie dei consigli. Gli ultimi due anni la produzione è stata veramente scarsa. Succede spesso che tra la fine di maggio e i primi di giugno (cioè quando i fiori stanno per diventare frutti) arriva lo scirocco e ne brucia una gran quantità. So che la maggior parte dei fiori cadono per natura ma nel mio caso ne rimangono veramente pochi. Conosci un reimedio? Durante la potatura di quest'anno sto togliendo con la motosega le parti secche dai tronchi, piene di formiche; è un lavoro disumano ma credo che sia salutare per le piante ultrasecolari. Cosa ne pensi?
    Grazie in anticipo per i preziosi consigli.
    Fabrizio

    RispondiElimina
  4. Ciao Fabrizio670 e scusa se ti rispondo in ritardo. La perdita di parte dei fiori è un processo fisiologico naturale dell'olivo. Sicuramente i venti freddi durante la fioritura possono "bruciare" parte dei fiori e farne cadere altri per lo sfregamento dei rami.
    Prosegui con la potatura togliendo i rami secchi, quelli intrecciati e contieni le piante in altezza. In questo modo le piante dovrebbero rinvigorirsi e risultare un po meno esposte al vento. Purtroppo se i problemi sono di natura climatici non ci sono tanti rimedi.
    Un saluto Maxt

    RispondiElimina
  5. Grazie dei consigli...speriamo che quest'anno vada meglio...e per fortuna che l'oliveto non è la mia prima fonte di reddito...ma solo una passione che dura da generazioni :-)

    RispondiElimina
  6. Salve a te, Max, assieme agli amici che ti leggono.
    Sono Piero. Da qualche anno cerco di tenere in vita un oliveto di 35 piante, lasciatomi da mio suocero, in eredità. Le piante sono nella zona di Cassino ma io vivendo a Roma non posso dedicargli assolutamente tempo, se non qualche giornata, all'anno, per la potatura. Detto che fino a 5 anni fa non avevo la minima idea di come si coltivasse l'olivo (e tutto il resto, vivendo in città!), mi dispiaceva far andare in malora quegli alberi che altri avevano curato amorevolmente. In quelle zone è difficilissimo trovare qualcuno capace (ed abbia ancora la forza, dato che, ormai, sono tutti vecchi...) di curarmeli. Così, ho imparato da solo a potare, leggendo le varie indicazioni che trovo su internet, come le tue, oppure guardando con attenzione gli alberi di olivo che incontro nei miei viaggi, o chiacchierando con i contadini della zona. Sono, ormai, diventato bravino (dopo molti errori) nella pota e mi sto sempre di più appassionando. A questo punto, dopo aver salvato le piante con la potatura, vorrei provvedere ad alimentarle con una concimazione. Tu cosa mi consiglieresti, sapendo che le piante sono in un campo incolto, in cui posso far solo passare la trincia, da un vicino, per tagliarne l'erba? Inoltre, leggo pareri opposti sulla "trinciatura", sotto gli olivi, dei rami potati. Tu che ne pensi?
    Grazie. (P.S. ... se vuoi, potrei ricambiare i tuoi utili consigli con una visita guidata al Colosseo!!). Piero

    RispondiElimina
  7. Ciao Piero, per quanto riguarda la trinciatura dei residui di potatura l'unica controindicazione è dovuta al fatto che alcuni rametti, che comunque rimangono nel terreno, possono impigliarsi nelle reti quando raccogli. In compenso costituiscono massa organica che darà nutrimento alla pianta. Naturalmente non è detto che tutta la potatura possa essere trinciata; dipende dalla taglia del trinciastocchi. Con il mio riesco a trinciare fino ad un massimo di 2, 3 cm e raccolgo le parti legnose di dimensione maggiore per usarla come legna da ardere. Naturalmente puoi anche bruciare la potatura. In questo caso verifica prima la normativa prevista nel tuo Comune e comunque procedi con estrema prudenza.
    In genere poto da fine febbraio per evitare il rischio gelete e tolti i legni più grossi brucio la restante parte. Per aggiustamenti della potatura in periodi successivi lascio tutto al suolo e poi passo il trinciastocchi.
    Per quanto riguarda la concimazione se necessario puoi dare un po di ammendante prima della fioritura ma come già suggerivo ad altri nel caso di piante adulte e terreno inerbito la concimazione potrebbe non essere indispensabile specie dopo una potatura decisa.
    Spero di esserti stato utile e soprattutto di essermi guadagnato la visita guidata al Colosseo.
    Un saluto MaxT

    RispondiElimina
  8. Buon giorno MaxT
    Ho un uliveto biologico di circa 2500 piante zona Chianti.Mi sto approcciando alla vita agricola.Ho letto con interesse la possibilità di eseguire delle analisi del terreno e farle analizzare.Hai un idea di quanto possa costare un concime/ammendante per la mia quantità di piante?
    grazie
    Walter

    RispondiElimina
  9. Ciao Walter,come spiegato nell'articolo, solo un'analisi del terreno ti può aiutare a capire se questo necessita di un ammendante. Specie nel tuo caso, con 2500 piante e (ipotizzare circa 10 ettari di uliveto).
    Se vi fosse bisogno di 10 kg di ammendante per pianta dovresti acquistare 25 tonnelate di ammendante al prezzo di circa 50 euro/ton con una spesa di 1250 euro.
    Oltre all'analisi del terreno verifica come sono le piante. Se sono vigorose o magari da potare in modo deciso il quantitativo di ammendante potrebbe essere minore.

    RispondiElimina

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