Se mai in Italia la diffusione del telelavoro raggiungesse cifre significative credo che si dovrà ripensare ad infrastrutture e servizi. Cambierebbe il ruolo delle aree abitate, specie quelle suburbane, ormai relegate a dormitori e cambierebbero le esigenze di viabilità alleggerendo il peso del traffico e la congestione dei centri urbani ed industriali.
In questi ultimi decenni abbiamo assistito a flussi migratori verso le città in grado di offrire più prospettive di occupazione e servizi ed il conseguente svuotamento ed impoverimento di vasti territori o il fenomeno del pendolarismo. L'italia, inoltre, è piena di paesi fantasma. Piccoli agglomerati, spesso isolati e poco accessibili con panorami unici ed una natura esuberante che si fa spazio tra le rovine. Molti sono ancora in buono stato, magari ancora arredati come se si fossero allontanati tutti i suoi abitanti solo per un poco. Questo gli conferisce un alone di mistero, un po di amarezza ed inquietudine.
Toiano - un piccolo borgo medioevale in Toscana quasi disabitato.
Credo che un territorio vincente debba essere in grado di offrire lavoro, servizi e socialità alla sua comunità ma in questo intento fin'ora l'Italia ha fallito. Ora con il telelavoro si introduce un elemento di forte flessibilità ed il lavoro può divenire più distribuito sul territorio. Piccoli centri e paesini di antica vocazione rurale o artigianale che in questi anni non erano più in grado di dare risposta alle esigenze delle nuove generazioni potrebbero riacquisire valore e vitalità.
Non credo nemmeno che il telelavoro debba essere inteso come il lavoro da casa. Certo, non lo escludo, ed infatti sempre più spesso si parla di lavoro da dove vuoi. Non escludo nemmeno che possano nascere nelle città, nei paesi minori e nei villaggi dei punti d'incontro per telelavoratori in grado di offrire i servizi necessari. Il vecchio bar del paesino, dove i pochi anziani rimasti giocano a carte sorseggiando un bicchiere di vino, potrebbe trasformarsi in un locale con un nuovo lustro: da Gianni wideband, La Web Locanda o Torrent Caffe.
Oggi il modello distribuito sembra essere una risposta alle esigenze di sostenibilità. La valorizzazione dei territori rurali, delle culture e tradizioni, la produzione energetica distribuita, la filiera corta, l'autoproduzione, etc mostrano questo nuovo approccio ed ogni tassello che può favorire e rafforzare questo modello contribuirà ad un cambiamento necessario.
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Telelavoro... ehhh ai miei tempi
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Toiano - un piccolo borgo medioevale in Toscana quasi disabitato.
Credo che un territorio vincente debba essere in grado di offrire lavoro, servizi e socialità alla sua comunità ma in questo intento fin'ora l'Italia ha fallito. Ora con il telelavoro si introduce un elemento di forte flessibilità ed il lavoro può divenire più distribuito sul territorio. Piccoli centri e paesini di antica vocazione rurale o artigianale che in questi anni non erano più in grado di dare risposta alle esigenze delle nuove generazioni potrebbero riacquisire valore e vitalità.
Non credo nemmeno che il telelavoro debba essere inteso come il lavoro da casa. Certo, non lo escludo, ed infatti sempre più spesso si parla di lavoro da dove vuoi. Non escludo nemmeno che possano nascere nelle città, nei paesi minori e nei villaggi dei punti d'incontro per telelavoratori in grado di offrire i servizi necessari. Il vecchio bar del paesino, dove i pochi anziani rimasti giocano a carte sorseggiando un bicchiere di vino, potrebbe trasformarsi in un locale con un nuovo lustro: da Gianni wideband, La Web Locanda o Torrent Caffe.
Oggi il modello distribuito sembra essere una risposta alle esigenze di sostenibilità. La valorizzazione dei territori rurali, delle culture e tradizioni, la produzione energetica distribuita, la filiera corta, l'autoproduzione, etc mostrano questo nuovo approccio ed ogni tassello che può favorire e rafforzare questo modello contribuirà ad un cambiamento necessario.
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