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martedì 17 gennaio 2012

Come salvarsi dal telemarketing - il Registro Pubblico delle Opposizioni

Come la maggior parte delle persone che dispongono di una linea fissa telefonica ricevo quotidianamente alcune telefonate commerciali di televendita o di ricerca di mercato. Inizialmente le sopportavo abbastanza bene ascoltando ciò che avevano da dirmi ed infine congedandomi gentilmente, ma ultimamente sono diventato più intollerante. La ragione è semplice: non sono assolutamente interessato a ciò che mi propongono, il più delle volte mi disturbano distogliendomi da altre attività ed infine perché percepisco queste telefonate, spesso insistenti, come un'invasione della mia vita privata.

Ho così deciso di iscrivermi al Registro Pubblico delle Opposizioni che è un servizio abilitato di recente (dal febbraio 2011) che permette di escludere il proprio numero telefonico dagli elenchi utilizzati dalle compagnie di telemarketing. La procedura è semplicissima e ben descritta a questo link www.registrodelleopposizioni.it.

Dal momento dell'iscrizione bisognerà attendere 15 giorni perché l'esclusione del numero telefonico venga recepita dalle compagnie di telemarketing ed ancora non sono in grado di dirvi se funziona. Leggo in internet che molti si lamentano e che, nonostante l'iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni, continuano a ricevere telefonate indesiderate.

Questo può verificarsi qualora l'iscrizione non sia andata a buon fine o nel caso sia stato dato il consenso al trattamento dei propri dati per le attività di telemarketing ad aziende che non si avvalgono degli elenchi telefonici pubblici per contattare gli utenti.

Intanto, a metà dicembre 2011, il numero di iscritti ha superato quota 850.000 e cresce al ritmo di oltre 2000 nuovi iscritti al giorno interessando ormai il 5% delle utenze.

A breve, a seguito dell'approvazione del DL 13 maggio 2011 n. 70, anche la pubblicità cartacea che riceviamo per posta potrebbe essere eliminata con una procedura analoga.

martedì 29 giugno 2010

Acqua e contatori sempre più lontani

La privatizzazione dell'acqua, privilegiando la logica dei profitti, temo porti anche ad una riduzione dei servizi. Nel comune di Terricciola, ed immagino in tutte le aree servite da Acque SPA, stanno gradualmente modificando la rete di fornitura dell'acqua allontanando i contatori dell'acqua dalle abitazioni. Questo è quanto sta avvenendo nelle aree rurali.

Anche a me hanno proposto di rinnovare le tubazioni dell'acqua ma a condizione di rimuovere il contatore, ora posizionato in una apposita nicchia esterna all'edificio, per sistemarlo, insieme ad altri, ad oltre 300 metri di distanza. Tutto il tratto di tubazione, che nel mio caso attraversa anche proprietà altrui, diventerebbe a mio carico così come i costi e gli eventuali permessi per realizzare i lavori di interramento della tubazione.

In questo modo Acque SPA ottiene diversi vantaggi tra cui una maggiore facilità nella lettura dei contatori, una riduzione della rete idrica che passerà a carico degli utenti così come le eventuali perdide in quei tratti.

Viceversa, per gli utenti, ci sarà una enorme difficoltà nella lettura dei contari e di conseguenza una minor consapevolezza dei consumi, spese aggiuntive e grattacapi per i lavori e naturalmente in caso di perdite, queste saranno a loro carico.

La possibilità che si verifichino delle perdite in questi tratti di tubazione non è una evenienza tanto remota. Le tubazioni infatti attraversano terreni agricoli e strade che per lunghi tratti non sono nemmeno di proprietà dell'utente. In quei tratti potrebbe succedere di tutto (frane, lavorazioni del terreno, allacciamenti abusivi, etc) e non avendone il controllo e nemmeno la possibilità di leggere il contatore potrebbero regalare amare sorprese.

Mi chiedo come sia possibile che tutto ciò avvenga e soprattutto mi domando se sono questi i benefici della privatizzazione oltre a quello dell'aumento delle bollette.

sabato 17 aprile 2010

Banda larga senza fili nelle aree rurali

Oggi sono felicissimo. Dopo anni di attesa finalmente anch'io, in questa sperduta ma meravigliosa collina toscana, ho la banda larga.

Non larghissima, intendiamoci, ma abbastanza per non dovermi lamentare e per potermi addentrare in aree del web che in passato evitavo accuratamente. Dello streaming ne avevo solo sentito parlare ed evitavo foto, video e quei siti sfarfallanti pieni di gadget. Oggi volto pagina e mentre mia moglie si sfoga su youtube recuperando tutto ciò che non aveva visto negli ultimi anni (e se continua così forse ci riesce in pochi giorni!) ho voluto verificare la velocità della connessione.

Ecco il risultato del test eseguito con uno dei tanti strumenti che il web mette a disposizione e che senz'altro conoscete già. Ben 2,5 Mbit/sec nonostante mia moglie fosse alle prese con youtube.


Ad ogni modo, se a qualcuno dovesse servire, vi lascio il link per testare la linea: broadband speed test

Tutto questo grazie ad Elettropiccoli e non certo a Telecom o i nuovi operatori Wimax che a gran fatica ampliano la copertura dei loro servizi. Stranamente sembra che si espandano in tutte le direzioni evitando proprio la mia.

Di realtà come Elettropiccoli ce ne sono diverse in Italia. Si tratta di piccoli provider che vanno a coprire i buchi lasciati dalle grandi compagnie telefoniche in quelle aree suburbane o rurali dove portare internet a banda larga risulta poco conveniente dando luogo al fenomeno del Digital Divide.

Queste piccole realtà si danno un gran da fare piazzando le loro antenne su pali, torri e campanili delle chiese. Per ricevere il servizio è necessario installare un'antennino sul tetto dell'abitazione che veda una delle loro antenne. La trasmissione avviene senza fili, in radiofrequenza, con velocità nominali in download attorno ai 4 Mbit/sec. Non ci sono restrizioni per cui si possono usare Voip, P2P e quant'altro.

I prezzi sono un po superiori rispetto alle linee ADSL dei vari big e si spendono 30 euro al mese più 200 euro per l'installazione ma il servizio è ottimo ed in caso di problemi si ha il privilegio di parlare direttamente con il titolare e non con la signorina Peppina del centralino.

Ammesso che in qualche area rurale sia disponibile la linea ADSL a filo, il mio suggerimento è di evitarla per svariati motivi. Innanzitutto in funzione della distanza dalla centrale, rispetto alla velocità nominale, si ha un decadimento delle prestazioni ed una ADSL da 7 Mbit/sec risulterebbe poco superiore ad una ISDN. In secondo luogo il doppino che corre per centinaia se non migliaia di metri sarà esposto a svariate insidie che ne pregiudicheranno il funzionamento. La mia linea telefonica, ad esempio, è spesso guasta a causa del maltempo, del vento, di rami che cadono ed addirittura a causa di animali che rosicchiano i fili. Insomma wireless in campagna ha i suoi vantaggi.

venerdì 12 marzo 2010

Risparmiare sulle telefonate internazionali

Telefonare all'estero con gli operatori convenzionali quali Telecom, Infostrada, etc è estremamente costoso. Esistono fortunatamente alcuni operatori che offrono la possibilità di risparmiare sensibilmente. I miei preferiti sono Telesconto, Salditel e Telefosi. Li consiglio spassionatamente. Naturalmente la mia scelta è legata ai paesi che chiamo più di frequente che sono Serbia e Croazia.

Per telefonare è sufficiente digitare un numero d'accesso (diverso in funzione del paese che si intende chiamare), attendere che l'operatrice ti informi sulla tariffa, digitare il numero del destinatario completo di prefissi e premere cancelletto.

Volendo telefonare dall'Italia in Serbia, da fisso a fisso, con Telecom si spendono 30,98 centesimi di euro alla risposta + 36 centesimi al minuto. Con Telefosi, invece, solo 6 centesimi di euro al minuto.

E' chiaro che per chi telefona raramente all'estero il problema non si pone ma per tutte quelle persone che necessitano di telefonare di frequente il risparmio può essere considerevole. Per 100 telefonate ciascuna di 30 minuti verso la Serbia, con Telecom si spenderebbero 1100 Euro, con Telefosi soltanto 180 Euro. Una bella differenza!

Fate attenzione, comunque, che di tanto in tanto i prezzi vengono aggiornati. Quindi controllate sempre la tariffa più conveniente per la vostra destinazione.

Suggerisco Salditel, Telesconto e Telefosi soprattutto agli stranieri che vivono in Italia e desiderano passare un pò di tempo al telefono (almeno questo!) con i propri cari in santa pace con minor assillo per i costi. Buona conversazione!

Update: Telefosi non è più disponibile. Date un'occhiata anche a EasyCall, in funzione del paese che volete chiamare potrebbe risultare molto conveniente. Per la Serbia (da fisso a fisso) ad esempio le tariffe sono di 6 centesimi di euro al minuto.

sabato 9 gennaio 2010

Quello che manca non è l’offerta ma... la domanda? Ecco il Digital Divide!


"Quello che manca non è l’offerta ma, semmai, …è la domanda". Lo afferma l’amministratore di Telecom Italia, Franco Bernabè, parlando a Milano ai 'Working Capital Camp', il progetto con cui Telecom Italia intende sostenere le migliori iniziative imprenditoriali nell’ambito del web 2.0 e delle nuove frontiere di Internet.
(fonte Key4biz )

Il problema infatti è di un eccesso di offerta da parte di Telecom dove non serve e la totale mancanza di servizio in numerose aree periferiche o rurali. Questo si chiama DIGITAL DIVIDE ed è una enorme piaga che perdura da anni. La gravità della mancanza di attenzione per queste aree svantaggiate è ancor più grave se si pensa che proprio chi vive fuori dai centri importanti potrebbe aver più bisogno di connettività.

venerdì 31 luglio 2009

Come Davide e Golia - il piccolo negozietto ed i colossi della telefonia ed internet

Ancora Digital Divide
In un mio recente post elogiavo un piccolo negozietto di Ponsacco in provincia di Pisa che senza grandi clamori forniva connessione ADSL wireless nella zona circostante. Un'area prevalentemente rurale che in molti casi non può contare nemmeno sulla linea telefonica. Mi colpiva il fatto che aziende assai più strutturate a cominciare da Telecom non ritenessero importante o doveroso garantire l'accesso ad internet in queste aree e che la soluzione fosse fornita dal piccolo negozzietto a conduzione familiare.

Le illusioni
Inoltre mi ero fatto un'idea certamente sbagliata sulle potenzialità del Wimax. Avevo letto che dalla stazione base si potesse coprire un'area con un raggio di quasi 25 km e così immaginavo che, una volta assegnate le licenze, la tanto agognata copertura totale del territorio sarebbe stata raggiunta in breve piazzando un numero tutto sommato limitato di stazioni nel territorio.
La Toscana, che ha una superficie di poco meno di 23.000 kmq, sarebbe stata interamente coperta da una dozzina di antenne Wimax. Tutto ciò alimentava le mie aspettative.

La doccia fredda
Le cose, purtroppo, non stanno così. Le potenzialità della tecnologia Wimax si stanno dimostrando decisamente inferiori ed i fatti lo dimostrano. La copertura, che doveva procedere rapidamente a macchia d'olio, arranca ed i piccoli passi sin'ora compiuti riguardano solo alcuni villaggi.

Le scarse prospettive
Quali possano essere le prospettive è veramente un'incognita. I provider quali AriaDSL, Freemax, etc non sono in grado di fornire una pianificazione temporale della copertura. L'attuale crisi aggrava la situazione. Altri nomi illustri non credono in questa tecnologia preferendo LTE per la quale chissà quanto bisognerà aspettare. Insomma il Digital Divide continuerà ad essere una triste realtà italiana per molto tempo.

Come Davide e Golia
Tornando al piccolo negozietto vorrei rettificare alcune affermazioni. Intanto mi scuso per averlo definito negozietto. Non volevo sminuirlo ma evidenziare il fatto che in una vasta area della Toscana non dobbiamo aspettarci il miracolo dai colossi.
In realtà l'Elettropiccoli, il negozietto in questione, si stà dando un gran da fare ed è presente in una vasta area in provincia di Pisa e Livorno.

Copertura in provincia di Pisa.

Ed ecco la sua offerta.

Per maggiori informazioni vi lascio il link al sito http://adsl.elettropiccoli.com/ che mi chiedo come farete a leggere se siete senza internet!!!!!

martedì 28 luglio 2009

Nuove prospettive per la TV satellitare - TVsat

A breve nascerà TVsat una nuova piattaforma che trasmetterà via satellite i canali RAI (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rai 4, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Sport), Mediaset (Rete 4, Canale 5, Italia 1, etc), LA7, MTV ed alcuni altri. Per riceverla, oltre ad una parabola orientata a 13° Est ed un impianto di distribuzione, bisognerà acquistare un decoder adatto e richiedere una apposita scheda. I costi, una volta che l'impianto è installato, saranno solo quelli del canone Rai che già paghiamo.

Tralasciando ragioni politiche ed interessi economici che potrebbero far venire il mal di pancia a molti, il nuovo servizio potrà essere gradito da tante persone. Ad esempio da coloro che non ricevono il segnale TV terrestre o lo ricevono male. Molti di questi "TV divided" avevano come unica alternativa Sky Italia e si trovavano costretti a pagare mediamente 500 euro l'anno oltre al canone Rai; una bella frustrazione!

Ora, se desiderano, avranno la possibilità di rinunciare a Sky Italia e ricevere un ragionevole servizio sfruttando parzialmente l'impianto satellitare già presente.

Esiste poi un settore, dove la TV terrestre non è praticabile: la nautica. In mare è possibile ricevere solo il segnale TV satellitare e nel mediterraneo ciò significa Sky Italia o qualche altro provider (Sky Digital, Channal Plus, etc) che fornisce il servizio a pagamento.


Questa opportunità potrà anche attrarre chi riceve solo la TV terrestre analogica, più povera di contenuti e di qualità ormai ritenuta scadente. Il passaggio alla TV digitale terrestre, infatti, in molte località richiederà ancora anni di attesa. In Toscana ed Umbria ad esempio è fissato per il 2012 ... sempre che non finisca il mondo!

domenica 12 luglio 2009

La farsa Telecom, le alternative ed una piccola bottega che li batte tutti

A settembre del 2008 ho richiesto a Telecom l'allacciamento alla linea ADSL. Certo, quella di serie C, l'unica, almeno sulla carta, disponibile qui a Terricciola.
Dopo un anno di attesa, tra solleciti al 187, Fax di reclamo e dolori di stomaco ho scoperto che la mia domanda era stata annullata. Senza motivo, senza essere stato avvisato. Lo ho appreso semplicemente con la telefonata del venerdì al 187.
Purtroppo ancora non esistono alternative anche se leggendo qua e là in internet sembra che vi sia un gran movimento di operatori che promettono il miracolo. Fra le attese ed i grandi annunci di Nettare, Freemax, Aria, etc sembra che vi sia solo l'imbarazzo della scelta ma la realtà è che fin'ora, da queste parti, l'unico in grado di offrire una connessione wireless decente e un piccolo negozietto in quel di Ponsacco a conduzione familiare (Elettropiccoli).

martedì 7 luglio 2009

Una panoramica dei Conti di deposito sempre aggiornata

Una delle cose che mi fà più disperare quando cerco qualche informazione nel WEB e che buona parte dei risultati sono vecchi ed il più delle volte inutili se non addirittura dannosi.



Su questo sito (http://www.contodeposito.org/) troverete una panoramica sempre aggiornata dei Conti di Deposito che vi aiuterà a scegliere la soluzione migliore per i vostri risparmi. Il sito è semplice ed essenziale e descrive con precisione le condizioni dei vari Conti di deposito.

martedì 10 febbraio 2009

Cara Telecom non raccontare frescacce !!!


Evviva, risolto il problema del Digital Divide !!!! La Telecom ha portato la linea ADSL in numerosi comuni "svantaggiati". Anche nel mio !

Ricevuto la notizia mi sono affrettato a richiedere la inea ADSL e nell'entusiasmo ho comprato anche il modem/router/wifi. Tutto questo succedeva a settembre 2008 ma ad oggi viaggio ancora con una connessione analogica tradizionale ed il modem/router/wifi è sempre lì, ancora imballato.

Con quello di lunedì scorso è il quindicesimo appuntamento che mi fissano al quale non si presenta nessuno. Nemmeno una telefonata per avvissarmi che mi daranno "buca".

Per risolvere il digital divide non basta la presenza di un vecchio terminale DSLAM in centrale.

Il digital divide è anche il disservizio, i malfunzionamenti, i mesi di attesa, la frustrazione dei poveri clienti.


Cara Telecom non raccontare frescacce !!!

sabato 17 gennaio 2009

Aspettando WiMax


Le notizie, spesso, corrono assai più in fretta dei fatti. O forse sono così attese che per rabbonirci c’è ne servono piccoli assaggi con buon anticipo. Così è stato per il Wimax: la possibilità di liberarsi per sempre del filo per navigare e telefonare ad altissima velocità risolvendo la maledizione del digital divide.
Impaziente di poter anch’io sfrecciare nel web mi sono sorbito tutte le vicissitudine del Wimax: … è in arrivo il Wimax, Wimax libero, la mappa del Wimax Italiano, … Ma a distanza di tre anni ancora niente di fatto: navigo clickando con parsimonia per non affaticare la mia striminzita connessione. Intanto leggo ancora …Wimax a Taiwan, … in Belgio, … in Lituania.
Speriamo che non si dimentichino proprio di me, il mio modem ISDN fuma!

mercoledì 24 dicembre 2008

Il gioco delle tre tazze ed il pacco napoletano

,E’ un po’ di tempo che non mi capita più di vedere quegli oscuri figuri che praticavano il gioco delle tre tazzine. Si materializzavano in luoghi affollati, nelle piazze, nei mercati, all’uscita delle fabbriche ed erano subito circondati dalla gente ed alcuni polli che tentavano la fortuna. Allora, scommettevano 10.000 lire per azzeccare sotto quale tazzina fosse finito il fagiolo dopo una serie di acrobazie del figuro con mani e tazzine. Il fagiolo non si trovava mai sotto la tazzina su cui scommettevano! Dopo un certo numero di giocate ed un mazzetto di banconote incassate, il figuro, si dematerializzava e spariva con banchetto e tazzine lasciando un buco nella folla e soprattutto nelle tasche di qualche pollo.

Il pacco napoletano era ancora più sofisticato. Richiedeva lestezza di mano ma anche abilità psichiche per distrarti, confonderti e consegnarti un pacco vuoto.

Oggi, nel XXI secolo, il gioco delle tre tazzine ed il pacco napoletano sono sempre attuali. La tecnica è sempre la stessa, quella di illudere e confondere, perfezionata da una ulteriore strategia: quella dello sfinimento.

Prendiamo ad esempio il caso della telefonia mobile. Un pollo vuole cambiare profilo tariffario sperando di spendere meno.

L’illusione – “Che bello, quante offerte e promozioni …”
La pagina appare infatti attraente, ricca di colori, di menu, di immagine e banner. Il pollo è contento e speranzoso. Razzola beatamente becchettando qua e là.

La confusione - “… ma quante cavolo sono! ..”
Inizia a confrontare i vari profili tariffari, opzioni e promozioni. L’analisi è complessa. Tra scatti alla risposta, tariffazioni a tempo, roaming, call home, SMS, MMS, wap e TV si sente veramente perso. Il pollo è confuso e disorientato.

Lo sfinimento – “ … ma andate a quel paese, lascio le cose così come stanno!”
Il pollo è cotto. Rinuncia per sfinimento e continua a tenersi il profilo tariffario di sempre…si, quello che assolutamente non gli conviene.

La truffa non riguarda solo la telefonia fissa e mobile ma anche connessione ad internet, assicurazioni, abbonamenti TV, conti correnti e tanti altri servizi.

Un caso esemplare. I miei genitori hanno pagato per circa un anno l’abbonamento Alice ma utilizzavano FastWeb. L’abbonamento FastWeb comprendeva la TV di Sky Italia che non utilizzavano. Ora continuano a pagare la connessione FastWeb ma non hanno più il computer.
Confusi e spossati scelgono le tazzine sbagliate e ritirano pacchi vuoti.

Illustrazione: Mirna Radovanovic


sabato 20 settembre 2008

Assicurazione "a consumo"

Le salassate delle assicurazioni auto si percepiscono ancor più quando si dispone di una seconda auto o di una moto che per la maggior parte del tempo stà ferma parcheggiata nel garage o sotto casa. Ma anche molti possessori di un'unico veicolo, a volte, ne fanno un uso assai limitato. Vuoi perchè anziani, perchè amanti delle passegiate a piedi, delle pedalate in bicicletta o semplicemente perchè vicini all'ufficio.
Per quei veicoli che trascorrono lunghi periodi in letargo trovo interessante l'opzione di ricorrere ad assicurazione a consumo o pay per use che dir si voglia.
Alcune compagnie (Sara, Axa, Ras), poche per ora, propongono già polizze di questa natura.

Sara, propone due soluzioni:

Sarafree Km
- si paga una quota fissa ed una quota variabile proporzionale ai km percorsi.
Un dispositivo GPS montato a bordo controlla gli spostamenti della vettura. Oltre ai 15.000 km percorsi la polizza a km si trasforma automaticamente in polizza tradizionale.

Sarafree Day - anche in questo caso si paga una quota fissa ed una quota proporzionale ai giorni di effettivo utilizzo del mezzo. Il giorno prima e al termine dell'utilizzo dell'auto bisogna telefonare o inviare un SMS alla compagnia (che palle! E se ne ho bisogno subito!).


Per verificarne la convenienza ho calcolato vari preventivi per una Fiat Punto, ecco il confronto.
SaraBox (Assicurazione tradizionale): 600 Euro/anno
Sarafree Km: 190 Euro/anno + 0,0367 Euro/km
Sarafree Day: 350 Euro/anno + 1,936 Euro/giorno

Visto il tempo che si perde nel fare i preventivi online per oggi mi fermo qui riservandomi di proseguire l'analisi delle offerte in un altro momento. Ecco le mie conclusione con i dati ottenuti fin'ora.

Coviene Sarafree Km se si percorrono meno di 11.000 km / anno. Ovviamente meno nè fate di km è più consistente sarà il risparmio. Trovo interessente anche il meccanismo per cui oltre i 15.000 km/anno la polizza si trasforna in SaraBox (polizza tradizionale). Se non fosse così si rischierebbe una bella batosta andando a pagare di più che una polizza tradizionale. Inoltre per percorrenze intermedie (tra 11.000 km e 15.000 km) non è chiaro cosa si andrà a pagare. Temo qualche sorpresa...non mi è chiaro!

Con Sarafree Day si ottine un risparmio se si utilizza l'auto meno di 130 giorni all'anno. In pratica tra telefonate ed SMS troverei ragionevole questa soluzione per chi usa l'auto non più di due volte alla settimana, altrimenti non ne vale la pena! Non mi è chiaro se anche con Sarafree Day esista la possibilità di passare automaticamente ad una polizza tradizionale in caso di utilizzo superiore ad un certo numero di giorni. Anche qui vedo qualche rischio!

Ad ogni modo mi sembra interessante, cosa ne dite ?

Telecom - Stop alla carta

Con la promozione Stop alla Carta si rinuncia al Conto Telecom Italia in formato cartaceo.
Idea moderna ed ecologica. Peccato che l'affidabilità del servizio lasci davvero a desiderare.
Per mia esperienza personale, da quando ho aderito a questo servizio, il pagamento online con carta di credito non è quasi mai andato a buon fine. Dopo una paziente compilazione dei dati, sull'area clienti del sito 187, ricevo sempre la stessa email di notifica:

Si e' verificato un problema nel circuito di pagamento, non e' possibile in questo momento fornirti l'esito della transazione.
Non appena saranno risolti i problemi nel circuito di pagamento, ti manderemo una email all'indirizzo che segue, per aggiornarti sull'esito della transazione stessa.Tentativo di pagamento effettuato il: 20/9/2008 alle ore 15.04.

Telecom Italia
Servizio Clienti 187.it


Non resta che andare alle poste, procurarsi un bollettino postale, compilarlo e finalmente dopo l'attesa in fila, effettuare il pagamento. Tralascio gli ulteriori 5 minuti di attesa al Call Center 187 per procurarsi tutte le informazioni su numero di conto corrente e causale necessari alla compilazione del bollettino.
Naturalmente, per il pagamento, a questo punto avvenuto in ritardo, saranno addebitati gli interessi di mora.
Non voglio pensare che questi disservizi siano intenzionali (perchè no! un euro qua un euro là...ci si arrangia!) ma per la verità qualche sospetto lo nutro.

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