sabato 26 novembre 2011

Certificazione Energetica degli edifici - Calcolo semplificato

La procedura di calcolo descritta in questo articolo corrisponde al metodo di calcolo semplificato indicato sulle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Tale metodologia può essere utilizzata per gli edifici residenziali esistenti con superficie utile inferiore o uguale a 1000 me ha come scopo la determinazione delle prestazioni energetiche invernali dell'edificio EPi. Per il calcolo di altri parametri bisogna far ricorso a metodologie diverse.

Il metodo di calcolo semplificato, anche se in alcuni casi ammesso dalla legislazione, non dovrebbe essere utilizzato da chi svolge l'attività di Certificatore Energetico a livello professionale in quanto non è sufficientemente accurato e non tiene conto di situazione specifiche. Ciò può portare a valutazioni errate dell'ordine di alcune Classi Energetiche. 

La sua semplicità lo rende però adatto a chi, avendo un minimo di conoscenze tecniche e scientifiche, voglia comprendere meglio in cosa consiste la Certificazione Energetica ed eventualmente provare a calcolare le prestazioni energetiche del proprio edificio autonomamente. Ricordate comunque che l'ACE deve essere firmato da un professionista abilitato. 

Può risultare inoltre utile a chi voglia iniziare ad interessarsi a questa materia pensando ad una futura attività professionale.
Molti studi e professionisti che offrono Certificazioni Energetiche low cost non utilizzano metodi tanto più sofisticati. Il calcolo delle prestazioni energetiche di un'edificio è invece una materia complessa che richiede tempo ed altissima professionalità.

Raccolta dei dati
Per la raccolta dei dati è in genere necessario effettuare un sopralluogo dell'edificio. Le informazioni da raccogliere riguardano la geometria dell'edificio, la tipologia degli elementi costruttivi e le caratteristiche dell'impianto di riscaldamento.  Inoltre deve essere nota la posizione geografica dell'edificio (in particolare il Comune di riferimento) che lo caratterizza dal punto di vista climatico.

Per non appesantire la trattazione consideriamo un'edificio semplice, come quello della figura. 
I dati geometrici raccolti consentono di calcolare le seguenti grandezze geometriche.
Volume lordo dell'edificio:  VL = 105 m3
Volume netto dell'edificio (in assenza di informazioni sul volume netto dell'ambiente climatizzato, si assume pari al 70% del volume lordo): Vnetto = 73,5 m3
Superficie utile pavimento:  Apav = 28,16 m2
Superficie edificio:   S = 142 m2
Fattore di forma dell'edificio:  S / VL = 1,35238 1/m 

Conoscendo il Comune di riferimento e consultando l'Allegato A del DPR 412/93 si ricavano le principali caratteristiche climatiche dell'edificio. Nel nostro esempio l'edificio si trova nel Comune di Terricciola in Provincia di Pisa.

Gradi giorno del Comune in cui è ubicato l’edificio:  GG = 1819 K
Zona Climatica: D
Durata del periodo di riscaldamento: 165 giorni
A questo link trovate una breve descrizione del significato delle Zone Climatiche e dei Gradi giorno 



Numero di ore della stagione di riscaldamento:  h = 3960 h

Coefficiente globale di scambio termico per trasmissione

HT = ∑ Si Ui btr,i

Si Superfici esterne che racchiudono il volume lordo riscaldato. Non si considerano le superfici verso altri ambienti riscaldati alla stessa temperatura.
Ui Trasmittanza termica della struttura. Nell’impossibilità di reperire le stratigrafie delle pareti opache e delle caratteristiche degli infissi possono essere adottati i valori riportati nella norma UNI – TS 11300-1, rispettivamente nell'appendice A e nell'appendice C.
btr,i = Fattore di correzione dello scambio termico verso ambienti non climatizzati o verso il terreno. I valori del coefficiente btr,i si ricavano:
- per superfici disperdenti verso ambienti non riscaldati: Prospetto 5 UNI/TS 11300-1 
- per superfici disperdenti verso il terreno: Prospetto 6 UNI/TS 11300-1                 


Coefficiente globale di scambio termico per ventilazione
HV = 0,34 n Vnetto 
n = Numero di ricambi d'aria pari a 0,3 vol / h
HV 7,497 W/K

Calcolo degli apporti solari
Il calcolo permette di determinare il calore fornito dal sole per irraggiamento che attraversa i componenti trasparenti dell'involucro (finestre).

Qs = 0,2  ∑ Isol,i Sserr,i 

0,2 = coefficiente di riduzione che tiene conto del fattore solare degli elementi trasparenti e degli ombreggiamenti medi.
Isol,i = irradianza totale stagionale (nel periodo di riscaldamento) sul piano verticale, per ciascuna esposizione. Il valore si calcola come sommatoria dei valori di irradianza media mensile sul piano verticale riportati nella UNI 10349, estesa ai mesi della stagione di riscaldamento. Per i mesi non completamente ricompresi nella stagione di riscaldamento (es. ottobre ed aprile per la zona E) si utilizza un valore di irradianza pari alla quota parte del mese.

I valori di Irradiazione solare globale per superficie verticale dipendono dalla posizione geografica del Comune di riferimento. Nel nostro caso Pisa (N° 63 della tabella)            


Qs = 131,68 kWh

Calcolo degli apporti gratuiti interni
Gli apporti gratuiti interni sono dovuti al calore generato dal metabolismo delle persone, all'utilizzo della cucina e degli elettrodomestici, alle luci, etc.

Qi = Фint Apav h / 1000 
Фint apporti interni gratuiti, valore convenzionale assunto pari a 4 W/m2 per edifici residenziali             
Qi = 446,05 kWh

Fabbisogno di energia termica
A questo punto, sfruttando i calcoli precedenti, è possibile determinare il fabbisogno di energia termica dell'edificio.

Qh = 0,024 GG  ( HT + HV ) - fx ( Qs + Qi )
fx = Coefficiente di utilizzazione degli apporti gratuiti, assunto pari a 0,96
Qh = 6255,36   kWh

Rendimento globale medio stagionale
Il fabbisogno di energia determinata al punto precedente è fornito mediante un'impianto di riscaldamento alimentato da combustibili quali, legna, gasolio, metano, gpl, energia elettrica che nel suo insieme è caratterizzato da un rendimento globale.

ηg = ηe ηrg ηd ηgn

ηe = rendimento di emissione, valori del prospetto 17 della UNI/TS 11300-2 
ηrg = rendimento di regolazione, valori del prospetto 20 della UNI/TS 11300-2 
ηd = rendimento di distribuzione, valori dei prospetti 21 (a,b,c,d,e) della UNI/TS 11300-2 
ηgc = rendimento di generazione, valori dei prospetti 23 (a,b,c,d,e,) della UNI/TS 11300-2 

Per semplificare consideriamo per il nostro edificio
ƞg = 0,75

Indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale
EPi = ( Qh / Apav ) / ƞg
EPi = 296,18   kWh/m2 anno

Definizione delle Classi Energetiche
Per la classificazione della prestazione energetica per la climatizzazione invernale (EPi) di Edifici Residenziali della classe E1 si utilizzano i Valori limite (applicabili dal 1 gennaio 2010) dell'indice di prestazione energetica riportati in tabella. I valori sono espresso in kWh/m2 anno.


Questi valori limite dipendono dai gradi giorno e dal rapporto di forma dell'edificio. Per interpolazione si ricava il valore EPiL (2010) tenendo conto del fattore di forma S/V e GG dell'edificio. Nel caso in esame risulta:

EPiL (2010) 79,9599 kWh/m2 anno

Il valore ricavato costituisce il limite superiore della Classe Energetica Ci. Moltiplicando tale valore per i fattori riportati nella tabella sotto si individuano i range di tutte le Classi Energetiche. 


A questo punto è possibile verificare la Classe Energetica dell'edificio in esame. Con EPi = 296,18 kWh/m2 anno finisce miseramente in Classe G.

Se avete dubbi o annotazioni da farmi lasciatemi un commento. Sarò felice di potervi aiutare.

martedì 22 novembre 2011

Classe Energetica degli edifici, un'invariante in Classe G

La Certificazione Energetica nata come iniziativa comunitaria per valutare e contenere i consumi energetici degli edifici rappresenta una ghiotta opportunità di lavoro per i professionisti (architetti ed ingegneri), una gatta da pelare per costruttori e proprietari ed una grossa incognita per gli acquirenti ed affittuari.

Le agenzie immobiliari, crocevia della maggior parte delle transizioni immobiliari, osservano gli eventi in bilico tra sentimenti opposti. Da un lato (i più) percepiscono la Certificazione Energetica come un onere che deprime ulteriormente il già depresso mercato della compravendita e della locazione, dall'altro (i meno) ritengono che la Classe Energetica possa aggiungersi agli altri parametri più tradizionali (dimensione, organizzazione degli spazi, servizi, vicinato, etc) per meglio guidare le scelte degli acquirenti ed affittuari.

Lasciando perdere le nuove o recenti costruzioni che rappresentano, per quantità, una frazione poco significativa del parco immobiliare italiano, il boccone più consistente è costituito dall'esistente.

E' opinione comune, probabilmente suffragata da dati (e per la mia esperienza confermo), che il patrimonio edilizio italiano, dal punto di vista delle prestazioni energetiche, sia pessimo e ricada con poche eccezioni in Classe G. Questo stato delle cose rappresenta per il paese una buona opportunità per conseguire dei facili miglioramenti in tema di sostenibilità perché c'è un'enorme spazio di miglioramento. Con l'obbligo della Certificazione Energetica si voleva cogliere questa opportunità. Si riteneva che, al pari di quanto avvenuto per gli elettrodomestici con l'introduzione dell'etichetta di efficienza energetica, l'ACE portasse i consumatori a prediligere le Classi Energetiche superiori ed i proprietari all'esecuzione di interventi di riqualificazione energetica per poter riproporre gli immobili con maggiore appeal sul mercato (un circolo virtuoso).

Niente di tutto questo. Al momento la Classe Energetica anziché assumere il ruolo di elemento distintivo e miccia di un nuovo dinamismo del mercato è considerata un invariante. L'escamotage di poter assegnare in Classe G gli immobili oggetto di compravendita o locazione ha di fatto reso del tutto facoltativa la Certificazione Energetica e inesistente la diversificazione degli edifici sulla base della Classe Energetica.

In  futuro però, le cose potrebbero cambiare...

sabato 19 novembre 2011

Come ribassare un olivo

L'altezza di una pianta di olivo è bene che sia contenuta al di sotto di 5 metri. Questo non solo favorisce la produttività della pianta ma rende più agevoli e meno pericolose la raccolta dei frutti, le successive potature e gli eventuali trattamenti fitosanitari. Inoltre, gli olivi devono ricevere luce per essere produttivi e l'altezza delle piante deve essere commisurata alla loro distanza reciproca per evitare che si ombreggino fra di loro.

potatura olivo ribassare uliviL'esigenza di ribassare una o più piante di olivo è più frequente di quanto si possa immaginare. A volte si tratta di riprendere un uliveto abbandonato o delle piante trascurate perché in luoghi marginali (argini, etc). Ma questa esigenza si verifica anche in uliveti perfettamente gestiti perché le piante inesorabilmente crescono.

Nel caso di olivi abbandonati l'operazione di ribassare le piante può risultare difficile e pericolosa. La difficoltà e pericolosità è in qualche modo proporzionale al periodo di abbandono ed al vigore della pianta. In alcuni casi possono raggiungere altezze ben al di sopra di 10 metri formando chiome cespugliose con succhioni di svariati metri di altezza e diametri notevoli. Tutta la vegetazione si sposta in alto (anche le olive) ombreggiando e rubando nutrimento alla vegetazione sottostante che tende a seccare e risulta spesso priva di fogliame o con ramificazioni laterali che si allungano in cerca di luce.

Per non ripetere alcuni concetti già espressi, prima di proseguire con la lettura, vi suggerisco 3 articoli:
  1. La potatura dell'olivo - potatura di produzione - Dove potrete apprendere i concetti generali della potatura dell'ulivo
  2. Gli olivi e le gelate - quando iniziare a potare - Qui troverete suggerimenti sul periodo ideale di potatura che, specie per tagli grossi, come nel caso del ribassamento, cade tra fine inverno - inizio primavera (il periodo ovviamente dipende anche alla zona climatica).
  3. Guida alla potatura ed al taglio di alberi - Questo articolo riporta i rudimenti delle tecniche di taglio ma soprattutto ricorda che potatura e taglio di alberi sono attività pericolose da eseguire sempre con estrema prudenza.
potatura olivo ribassare uliviPer procedere al ribassamento bisogna osservare la pianta ed individuare i tagli principali da effettuare. Le piante di ulivo sono normalmente coltivate a vaso con 3 o 4 branche principali (in questo caso solo 2). I tagli vanno eseguiti appena sopra ai grondacci cercando di rendere l'altezza delle tre branche uniformi.

Nell'immagine a loto vedete i tagli principali ed alcune operazioni per svuotare la piante all'interno ed eliminare i succhioni laterali. Queste operazioni conviene eseguirle prima del ribassamento per varie ragioni. Innanzitutto per avere un accesso più agevole per sistemare la scala (in genere si poggia internamente) in secondo luogo perché i succhioni laterali possono ostacolare la caduta del fusto che state ribassando.

Naturalmente i tagli da eseguire per ricondizionare la pianta sono molto di più di quelli indicati. Bisognerà ad esempio togliere le parti secche (in genere più a ridosso della pianta) cercando comunque di lasciare un po di verde altrimenti la pianta tenderà a sfogarsi producendo numerosi getti.



potatura olivo ribassare ulivi
Il risultato è una pianta un po spoglia, con tanto legno, che col tempo si rinfoltirà. I tagli stessi, se eseguiti in primavera, favoriscono la formazione di nuovi getti.

Questi, in particolare, potrebbero presentarsi numerosi proprio in corrispondenza dei tagli di ribassamento e dovranno essere gestiti.

Per contenerne il numero favorendo  invece lo sviluppo vegetativo dei grondacci di sommità è importante eseguire i tagli di ribassamento seguendo un profilo che crei continuità tra il tronco principale ed il grondaccio.

potatura olivo ribassare ulivi
Tale accorgimento è evidenziato nell'illustrazione a fianco.

Con la potatura di ribassamento si crea anche tanta massa vegetale a terra. Le parti più legnose potranno essere utilizzate come legna da ardere mentre le fronde rimanenti potranno essere bruciate, trinciate e lasciate sul posto come apporto organico per la pianta ed in parte conservate come fascine per il forno a legna.


Vi suggerisco un'ultimo articolo: Come e quando bruciare i residui della potatura

martedì 15 novembre 2011

Natura e gastronomia in Serbia

Alcuni dei più affezionati lettori di questo blog si ricorderanno che alcuni miei articoli sono dedicati alla Serbia. Un paese che ho la fortuna di visitare spesso, che mi incuriosisce ed ogni volta mi sorprende. Inebriato dai sapori, e probabilmente anche dai massicci quantitativi di rakija, ho provato a raccontare della cucina di questi luoghi.

Finalmente i miei maldestri tentativi di rendere merito a questo magnifico territorio ed alla sua ricca gastronomia saranno risanati. Guardate questa breve presentazione e se ne avete voglia ditemi cosa ne pensate.


SOULFOOD Serbia 4' 13'' from SENSE Production on Vimeo.

lunedì 14 novembre 2011

Guida alla potatura ed al taglio di alberi

In alcuni post tratto della potatura senza approfondire le modalità con cui effettuare i tagli e soprattutto le precauzioni necessarie per mettere in sicurezza le persone e le cose.

La potatura ed il taglio di alberi in generale è una attività da non sottovalutare per varie ragioni. Innanzitutto per il pericolo a cui si è sottoposti trovandosi spesso ad operare su di una scale e con una motosega. Inoltre la caduta dei rami e l'abbattimento degli alberi può costituire un grave pericolo per se stessi, per altre persone e "cose" vicine. Detto questo se non siete certi delle vostre abilità o nel caso di taglio e potatura di alberi di grandi dimensioni rivolgetevi a qualche esperto soprattutto se si trovano vicino a fabbricati, strade, tralicci, etc.

Di seguito riporto alcuni consigli su come operare per la potatura ed il taglio di alberi. Il contesto è quello della campagna toscana. Non vi sono pertanto le situazioni critiche che si presentano nei centri abitati o lungo le strade trafficate. Gli alberi, in genere di media taglia, sono quelli tipici di queste zone: ulivi, alberi da frutto, acacie, olmi, pini da pinolo, querce, lecci, sorbi.

Attrezzatura per la potatura
Come dicevo il taglio di alberi o rami è una operazione pericolosa quindi è bene vestirsi adeguatamente, con pantaloni, giacca a maniche lunghe, scarpe robuste e guanti.

La motosega deve essere perfettamente funzionante. Quindi assicuratevi che vi sia miscela, lubrificante per catena e che la catena sia ben affilata e tarata (alle volte si allenta e và rimessa in tensione). Provate ad accenderla ed a farla girare un pò a vuoto verificando che la regolazione del minimo sia adeguata e che l'olio lubrificante venga spruzzato dalla catena durante la rotazione.

Oltre ad una scala, in alcune situazioni potrebbe esservi utile anche una corda.

Come abbattere un albero
Scegliere la direzione di abbattimento. Per questo dovete osservare la pianta per capire se è sbilanciata ovvero da che lato cadrebbe naturalmente. In secondo luogo tenete conto anche del vento che potrebbe incidere sulla direzione di caduta. Verificate naturalmente che nella direzione scelta non vi siano ostacoli. Inoltre liberate bene la pianta da eventuali polloni o rami bassi che possano ostacolarvi nel taglio.

A volte potrà essere opportuno tagliare alcuni rami che sbilanciano la pianta nella direzione non voluta. In certe circostanze potrà essere utilizzata anche una corda per guidare la caduta.

L'abbattimento di alberi richiede tre tagli. Un taglio a circa 60° (misurato rispetto al piano orizzontale) da praticare al piede del tronco dal lato di caduta dell'albero. Un secondo taglio di circa -30° che insieme al taglio precedente formi un tassello triangolare che sarà rimosso. Questi tagli non devono in genere essere più profondi di 1/4 della sezione del tronco.




A questo punto viene praticato l'ultimo taglio, quello decisivo. Il taglio deve essere sostanzialmente orizzontale, praticato dal lato opposto ai precedenti ed appena sopra (2, 3 cm) al punto d'intersezione. Il taglio non dovrà essere completo ma dovrà lasciare dirca 2, 3 cm di legno. La porzione di legno non tagliata andrà a costituire la cerniera rispetto alla quale l'albero ruoterà cadendo.

Per agevolare la caduta dell'albero, se non è già avvenuta per il peso ed il vento, si potrà dare una spinta, inserire un cuneo nell'ultimo taglio o aiutarsi con una fune sempre che questa sia stata legata in precedenza al fusto dell'albero sufficientemente in alto per garantire una azione efficace. Non stò a ricordare che la fune deve essere ben più lunga dell'albero se non volete che vi cada addosso.

Durante la caduta prestate molta attenzione. La cosa migliore è allontanarsi dal lato opposto a quello di caduta. Il tronco per l'impatto potrebbe sollevarsi di colpo ed addirittura sobbalzare indietro a causa di rami che si piegano eleasticamente per poi rilasciare l'energia spostando il tronco.

Come ribassare un albero
A volte capita di dover solo ribassare/abbassare un albero. E' frequente nel caso degli olivi per favorirne la produttività ed agevolare tutte le pratiche culturali ma vi sono tanti altri casi in cui può essere necessario.
Per il taglio si procede in modo analogo al taglio di alberi alla base con l'aggravante di trovarsi su di una scala spesso proprio a ridosso del fusto da tagliare. A differenza dell'abbattimento di un albero che cadendo effettua una rotazione di circa 90°, nel caso di ribassamento la rotazione è di circa 180° e potrebbe finirvi addosso. In questi casi bisogna essere ancora più prudenti. Eliminare rami che possano ostacolarvi e che sbilancino la parte da tagliare nella direzione non voluta. Spesso, per ridurre i rischi si può procedere con più tagli di alleggerimento o addirittura eseguendo più tagli per abbassare la pianta all'altezza voluta. Ad ultimo, quando ormai e rimasto solo un moncone, potete perfezionare il taglio in modo da ottimizzare lo sviluppo della pianta.
Un accorgimento importante è quello di sistemare la scala e quindi la vostra posizione in modo da rimanere protetti dal tronco o da rami. La scala, quindi, si troverà dal lato opposto a quello di caduta della pianta.

Come tagliare un ramo
Anche tagliare un ramo di dimensioni consistenti può risultare problematico. Anche in questo caso vi troverete spesso ad operare su di una scala. Per il posizionamento usate le stesse precauzioni del punto precedente ovvero fatevi scudo con il tronco stesso. Il ramo, ovviamente, cadrà verso il basso. Potreste semplicemente praticare un taglio dall'alto verso il basso. Tuttavia il ramo inizierebbe a piegarsi verso il basso sfilacciandosi sulle fibre inferiori e rimanendo attaccato. Per evitare questo si potrebbe praticare un taglio sul lato inferiore ma c'è il rischio che la catena rimanga pizzicata.
La cosa migliore in questi casi è approcciare i tagli lateralmente. Anche in questo caso si potrà effettuare un taglio un pò distante dal fusto per poi eseguire un ultimo taglio di perfezionamento
più a ridosso del fusto principale.

domenica 13 novembre 2011

Nuovo sito-web della Leonardo Corporation

Da alcuni giorni è stato lanciato il nuovo sito web della Leonardo Corporation di Andrea Rossi, l'inventore dell'E-cat. Lo slogan nell'intestazione è ambizioso,  Leonardo Corporation apre l'era della fusione a freddo.


Ma anche la data del lancio del sito11.11.11 è suggestiva. Una data certamente singolare e forse propiziatoria.

Il sito si presenta ben articolato e riporta già numeroso informazioni. Particolarmente interessante la presentazione dei prodotti in vendita: l'impianto E-cat da 1 MW disponibile per la vendita a clienti qualificati e l'E-cat da 5 kW per riscaldamento domestico che sarà commercializzato a partire dal 2013.

Update del 13 Novembre 2011
Andrea Rossi in un commento sul journal of nuclear physics avvisa che il sitoweb di cui sopra non è il loro sito....


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sabato 12 novembre 2011

Confronto combustibili per riscaldamento - prezzi e caratteristiche

Nella tabella sottostante trovate l'elenco dei principali combustibili utilizzati per riscaldamento, i prezzi e le caratteristiche energetiche (potere calorifico inferiore). Per facilitare il confronto nell'ultima colonna è riportato il prezzo per kWh.


Il Legno risulta il combustibile più conveniente. Seguono Metano, Gasolio, GPL e ad ultimo l'energia elettrica, la più cara.

Per calcolare l'energia utile per il riscaldamento bisognerebbe tener conto dell'efficienza degli impianti. Le caldaie a gas e gasolio hanno rendimenti medi di circa 0,75, quelle a legna 0,7 mentre un radiatore elettrico ha rendimento pari ad 1,0.

In questa ipotesi il GPL guizza all'ultimo posto per convenienza (0,21 euro/kWh) insieme al gasolio (0,20 euro/kWh). Il metano (0,12 euro/kWh) resta decisamente più conveniente rispetto a GPL, gasolio e corrente elettrica ma non può certo competere con la legna che con un costo di appena 0,04 euro/kWh risulta il combustibile più economico.


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venerdì 11 novembre 2011

Il sito di Andrea Rossi, Journal of Nuclear Physics, colpito da un'attacco hacker

La popolarità raggiunta in queste ultime settimane da Andrea Rossi, l'inventore dell'E-cat, è alle stelle. Su Google Trend è possibile constatare questa incredibile ascesa che, iniziata nell'aprile di quest'anno, non accenna a fermarsi.

In realtà della sua invenzione, che promette di rivoluzionare il mondo delle energie, non si sa molto. Quasi tutte le informazioni provengono da Andrea Rossi stesso. Il suo sito, in particolare, è una delle fonti che alimenta tutta la blogosfera. Ebbene, questa mattina risultava inaccessibile. Ciò ha messo un po tutti gli appassionati di questa vicenda in subbuglio. Cosa mai sarà successo?

La risposta giunge direttamente da Andrea Rossi che sostiene di essere stato colpito da un'attacco hacker. E' possibile leggerla per esteso direttamente sul suo sito.

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giovedì 10 novembre 2011

Come risparmiare sul riscaldamento

La spesa per il riscaldamento è tra le voci del bilancio familiare che incide maggiormente. Ciò dipende da molteplici fattori tra cui il costo del combustibile, lo stile di vita, la tipologia e le condizioni dell'impianto e naturalmente anche dalle caratteristiche dell'abitazione quali posizione geografica, forma, orientamento, esposizione e qualità dell'involucro edilizio. Può persino dipendere dalle abitudini del vostro vicino di casa.

L'Italia fortunatamente ha un clima temperato ma è anche vero che il parco degli edifici ha pessime caratteristiche termiche e che la maggior parte dei Comuni si trovano nelle zone climatiche D, E ed F, le più fredde del territorio italiano.

Le strategie per contenere la spesa per il riscaldamento sono numerose. In alcuni casi si tratta di semplici accorgimenti o piccoli interventi in altri di cambiamenti radicali. Di seguito trovate un'elenco di suggerimenti che col tempo mi ripropongo di ampliare in modo da fornirvi una guida sempre più completa su questo argomento.

Soluzioni e consigli per ridurre le spese di riscaldamento


Trasferirsi in una zona più mite - La posizione geografica dell'alloggio incide tantissimo sui consumi. A parità di tutte le altre caratteristiche un alloggio a Lampedusa (zona climatica A con 568 GG) consumerà quasi dieci volte meno rispetto ad un alloggio a Sestriere (zona climatica F con 5165 GG). Zone Climatiche e Gradi Giorno GG.

Scegliere un'abitazione con buone prestazioni energetiche - La scelta dell'abitazione in cui vivere, sia che si tratti di locazione che di acquisto, è un momento cruciale della nostra esistenza. I parametri da tenere da conto sono tantissimi: dimensioni, organizzazione degli spazi, rumorosità, servizi, posti auto, etc, etc, etc. Quasi nessuno, in questa complessa valutazione, tiene in considerazione i consumi. Ora, con l'introduzione dell'obbligo di certificazione energetica degli edifici, sarà più facile orientarsi. Certificazione Energetica dal punto di vista dell'acquirente o dell'affittuario

Riscaldare solo gli ambienti utilizzatiAmbienti adiacenti non riscaldati - calcolo della temperatura

Usare la legna come combustibile - La legna, oltre ad essere una risorsa rinnovabile, è molto più economica dell'energia elettrica, del gasolio, del GPL e del metano. La legna come combustibile per il riscaldamento

Scegliere un piumino da letto adatto - In camera da letto può essere ragionevole mantenere una temperatura più bassa. L'importante è scegliere il piumino giusto. I piumini da letto, il grado calore e i Tog



giovedì 3 novembre 2011

Quando accendere il riscaldamento - le zone climatiche ed i gradi giorno

Con l'arrivo dei primi freddi autunnali in molti si domandano da che giorno è possibile avviare l'impianto di riscaldamento. Tale data, infatti, non è la medesima su tutto il territorio italiano. Nelle zone più temperate del Sud bisogna attendere fino al 1 Dicembre mentre per alcune zone del Nord non vi sono limitazioni e se fa molto freddo si può accendere il riscaldamento anche per ferragosto.

Il periodo di riscaldamento e quindi le date di accensione e spegnimento degli impianti così come il numero di ore giornaliere di funzionamento è stabilito per legge in funzione della zona climatica in cui si vive.

Con il DPR 412/93 il territorio italiano è stato suddiviso in 6 zone climatiche designate con le lettere A, B, C, D, E, F dalle più miti alle più rigide in funzione dei Gradi Giorni (GG) della località. I Gradi Giorno si determinano calcolando giorno per giorno, durante tutta la stagione di riscaldamento, la differenza tra la temperatura all'interno dell'abitazione (assunta convenzionalmente pari a 20°C) e quella media esterna. La somma di tutte queste differenze di temperatura fornisce i gradi giorno della località considerata.

In Italia, Lampedusa e Linosa con appena 568 GG risulta il Comune più mite mentre il clima più rigido si registra a Sestriere a 2035 metri di quota con 5165 GG.



Per ciascun Comune i Gradi Giorno e la zona climatica di appartenenza sono riportati nell'allegato A del DPR 412/93.

Per coloro che non si attengono a queste indicazioni sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di 1000,00 euro sino ad un massimo di 5000,00 euro. Le sanzioni sono previste anche per il superamento della temperatura massima e per la mancata manutenzione dell'impianto o compilazione del libretto caldaia. Ricordo che la massima temperatura consentita all'interno degli ambienti residenziale è di 20°C con una tolleranza di +2°C.

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martedì 1 novembre 2011

La legna come combustibile per il riscaldamento

Legna combustibile riscaldamento stufa
La legna è un ottimo combustibile. Il suo impiego per riscaldamento e per la cottura dei cibi risale alla notte dei tempi e solo negli ultimi secoli è stato progressivamente accantonato preferendo prima il carbone, poi il petrolio ed infine il gas. Indubbiamente la facilità di gestione ed utilizzo del gas naturale ha rappresentato un salto nella modernità al quale non si poteva rinunciare, specie nelle città e metropoli. Tuttavia, nelle località montane e rurali l'uso della legna per riscaldamento è rimasto abbastanza diffuso. Ultimamente a causa dell'aumento del costo dei combustibili, in particolare gasolio e gas, la legna sta ritornando in auge.

La legna, come combustibile, presenta numerosi vantaggi. Innanzitutto le stufe e caldaie a legna di ultima generazione offrono rendimenti elevati ed una buona installazione garantisce assenza di fumi negli ambienti. Ma l'aspetto più interessante è che si tratta di una risorsa rinnovabile con un costo decisamente inferiore rispetto ad altri combustibili. Un chilogrammo di legna ben stagionata ha un potere calorifico di circa 4000 kcal ed un costo di 0,13 euro. La medesima quantità di energia ha un costo di quasi 0,73 euro nel caso del GPL da riscaldamento e di circa 0,39 euro nel caso del metano.

Per chi vive in campagna o in montagna e possiede un po di terra vi è poi la possibilità di procurarsi la legna a costo quasi zero. Alcuni Comuni inoltre concedono di raccogliere la legna dai boschi attenendosi ad alcune regole (se interessati informatevi presso il vostro Comune). Nelle città, purtroppo, il riscaldamento a legna, è poco proponibile per le difficoltà di approvvigionamento e di stoccaggio del legname e di smaltimento delle ceneri.

Riscaldarsi con la legna richiede lo svolgimento di diverse mansioni. Per molti questo costituisce uno svantaggio per altri un piacevole rituale.

  • procurarsi la legna e accatastarla in un luogo coperto e ventilato
  • trasportarla quotidianamente in casa
  • accendere la stufa (operazione che non va sottovalutata)
  • alimentare la stufa ad intervalli regolari (ogni due o tre ore)
  • rimuovere la cenere
  • pulire attorno alla stufa
  • pulire periodicamente la canna fumaria

I beneficio però sono consistenti sia in termini ecologici che economici. Giusto per farsi un'idea, per un edificio a solo di 200 metri quadri di classe energetica G (come la maggior parte delle costruzioni in Italia) e prestazione energetica EPi = 150 kWh/m2 anno, riscaldandosi con GPL, saranno necessari circa 4730 euro/anno. Con la legna la spesa sarà di circa 840 euro se la acquistate o gratis se disponete di sufficiente terreno. Ciò rappresenta una bella boccata di ossigeno nell'economia familiare ed una rassicurante autosufficienza almeno per questa voce di bilancio. Per un confronto più corretto bisognerebbe tenere conto anche dei rendimenti degli impianti. In genere le caldaie a gas sono un po più efficienti rispetto a quelle a legna ma questo non compensa il divario nei prezzi dei combustibili.

La legna inoltre è una risorsa reperibile localmente a "km zero" e la scelta di utilizzarla come combustibile favorisce lo sviluppo della comunità in cui si vive anziché le multinazionali del gas e del petrolio.

Legna combustibile riscaldamento
Ci sono altri vantaggi da non sottovalutare particolarmente evidenti per chi dispone di terreno boschivo o culture arbustive (olivi, noccioli, etc). Il fabbisogno di legna, in questi casi, viene generato dalla normale gestione dei terreni (potatura, pulizia degli argini, etc) e la scelta di riscaldarsi con la legna aiuta a smaltire ila legname che altrimenti sarebbe solo d'intralcio. La cenere inoltre, ridistribuita nei campi, costituisce un buon nutrimento per le piante. In altre parole nella vita in campagna l'utilizzo della legna come combustibile fa parte di un ciclo virtuoso del tutto naturale.

La presenza in casa di un focolare modifica il modo di vivere e di concepire gli spazi accentrando attorno a se la vita familiare. Per questo conviene installare stufa o termocamino in soggiorno o in un'ampia cucina / living come avveniva un tempo con le cucine economiche nelle case contadine. Naturalmente esiste anche la possibilità di installare una caldaia a legna in un apposito locale tecnico ma questo, a mio avviso, toglie un po di magia.

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