Se avete acquistato o preso in affitto un'abitazione di buona Classe Energetica che risulta gelida d'inverno e rovente d'estate o che comunque ha costi di climatizzazione eccessivi rispetto alle vostre aspettative, probabilmente siete stati fregati.
L'attestato di certificazione energetica (ACE) ormai interessa una frazione importante del parco edilizio italiano e con alcune differenze da regione a regione è obbligatorio per le nuove costruzioni, per quelle ristrutturate e per quelle oggetto di compravendita e locazione.
Alcune circostanze, tuttavia, fanno temere sulla attendibilità dei certificati energetici.
Mancanza di controlli e sanzioni
Il primo aspetto negativo e che non sono ancora previsti controlli sull'operato dei professionisti e di conseguenza non vi è alcun timore di essere sanzionati. Per la verità, i Comuni e le Regioni più attente sulle tematiche energetiche in edilizia, stanno avviando un'attività di controllo ma, per ora, si tratta solo di un timido segnale (se ne parla a Trento e in Lombardia).
Per pianificare dei controlli sulla correttezza delle certificazioni energetiche bisognerebbe definire dei parametri di accettabilità che riguardino la documentazione raccolta ed i calcoli eseguiti. Ma è anche necessario definire i criteri con cui selezionare gli ACE da sottoporre a controllo (percentuali, classi energetiche elevate, costi eccessivamente bassi delle parcelle, etc). Non meno importante è poi l'esigenza di costituire degli organismi di controllo (enti, gruppo di professionisti, etc) che operino in tutto il territorio italiano e che non abbiano conflitti di interessi e siano estremamente preparati. Su tutti questi punti siamo ancora in alto mare ed i professionisti (non tutti ovviamente) guazzano liberi e spensierati in queste acque.
Competenze scadenti dei professionisti
Anche la competenza dei professionisti mediamente lascia molto a desiderare. E' vero che esistono software che aiutano ad elaborare i dati esonerando in parte il tecnico da qualsiasi tipo di conoscenza di termotecnica. Il lavoro, nella maggior parte dei casi (situazioni standard), si riduce all'inserimento di informazioni geometriche e sulla caratteristiche degli elementi costruttivi. Non vi è naturalmente la capacità di gestire situazioni particolari o complesse e questo porta a semplificare eccessivamente la trattazione.
Chi s'interessa di questa materia avrà notato che da un lato esiste una normativa tecnica estremamente sofisticata costituita da decine e decine di norme UNI a cui bisognerebbe far riferimento, d'altra parte c'è la possibilità di utilizzare dei metodi di calcolo eccessivamente approssimativi che trascurano gran parte dei fattori che influiscono il risultato finale. La catena delle approssimazioni porta ad errori anche di diverse Classi energetiche.
Da un certo punto di vista è corretto, dovendo caratterizzare ogni edificio del territorio italiano (e sono tanti!) con degli indicatori prestazionali, avvalersi di strumenti semplice. Ma le approssimazioni sono eccessive e questo approccio, a mio avviso, si sta dimostrando un grande errore e lo sarà maggiormente in futuro.
Il parco edilizio, infatti, deve progressivamente migliorare le performance energetiche. Gli obiettivi stanno divenendo sempre più restrittivi e vi sono già progetti europei che introducono concetti di edifici quasi passivi. Questi devono adottare soluzioni costruttive sempre più sofisticate (recuperi aria, serre bioclimatiche, muri trompe, pozzi provenzali, elementi architettonici dinamici, connessioni smart grid, ombreggiamenti, schermature, tetti verdi, sistemi solari, etc) dove anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza. Tanto più elevate sono le prestazioni e tanto più accurati dovrebbero essere gli strumenti di verifica. Giusto per esprimere meglio questo concetto si pensi ad alcune discipline sportive dove, per discriminare tra i risultati, e stato necessario nel tempo introdurre i decimi di secondo, poi i centesimi ed ora i millesimi.
Inflazione dei costi degli Attestati di Certificazione Energetica
L'assenza di controlli e sanzioni e quindi la possibilità di operare anche in modo molto approssimativo e l'apertura a (quasi) chiunque di poter svolgere questa attività ha portato ad una progressiva riduzione dei costi delle certificazioni ed anche coloro che, con professionalità e coscienza si dedicano a questa attività, sono oggettivamente scoraggiati nel perderci più tempo ed attenzioni del dovuto.
Per tutti questi motivi è possibile che alcuni ACE non rispecchino le reali prestazioni energetiche dell'immobile. In questa circostanza potrebbero risultare penalizzati gli acquirenti ed affittuari che acquistano o affittano un'immobile anche per le prestazioni energetiche dichiarate. La Classe energetica di un edificio, infatti, può incidere sui costi di acquisto/locazione fino al 30% ed una informazione non veritiera sulle prestazioni energetiche si configura proprio come una truffa.
Se quindi ritenete che le prestazioni dell'immobile siano inferiori a quelle riportate sull'ACE fareste bene ad approfondire la questione avvalendovi di un bravo tecnico ed eventualmente di un avvocato.
L'attestato di certificazione energetica (ACE) ormai interessa una frazione importante del parco edilizio italiano e con alcune differenze da regione a regione è obbligatorio per le nuove costruzioni, per quelle ristrutturate e per quelle oggetto di compravendita e locazione.
Alcune circostanze, tuttavia, fanno temere sulla attendibilità dei certificati energetici.
Mancanza di controlli e sanzioni
Il primo aspetto negativo e che non sono ancora previsti controlli sull'operato dei professionisti e di conseguenza non vi è alcun timore di essere sanzionati. Per la verità, i Comuni e le Regioni più attente sulle tematiche energetiche in edilizia, stanno avviando un'attività di controllo ma, per ora, si tratta solo di un timido segnale (se ne parla a Trento e in Lombardia).
Per pianificare dei controlli sulla correttezza delle certificazioni energetiche bisognerebbe definire dei parametri di accettabilità che riguardino la documentazione raccolta ed i calcoli eseguiti. Ma è anche necessario definire i criteri con cui selezionare gli ACE da sottoporre a controllo (percentuali, classi energetiche elevate, costi eccessivamente bassi delle parcelle, etc). Non meno importante è poi l'esigenza di costituire degli organismi di controllo (enti, gruppo di professionisti, etc) che operino in tutto il territorio italiano e che non abbiano conflitti di interessi e siano estremamente preparati. Su tutti questi punti siamo ancora in alto mare ed i professionisti (non tutti ovviamente) guazzano liberi e spensierati in queste acque.
Competenze scadenti dei professionisti
Anche la competenza dei professionisti mediamente lascia molto a desiderare. E' vero che esistono software che aiutano ad elaborare i dati esonerando in parte il tecnico da qualsiasi tipo di conoscenza di termotecnica. Il lavoro, nella maggior parte dei casi (situazioni standard), si riduce all'inserimento di informazioni geometriche e sulla caratteristiche degli elementi costruttivi. Non vi è naturalmente la capacità di gestire situazioni particolari o complesse e questo porta a semplificare eccessivamente la trattazione.
Chi s'interessa di questa materia avrà notato che da un lato esiste una normativa tecnica estremamente sofisticata costituita da decine e decine di norme UNI a cui bisognerebbe far riferimento, d'altra parte c'è la possibilità di utilizzare dei metodi di calcolo eccessivamente approssimativi che trascurano gran parte dei fattori che influiscono il risultato finale. La catena delle approssimazioni porta ad errori anche di diverse Classi energetiche.
Da un certo punto di vista è corretto, dovendo caratterizzare ogni edificio del territorio italiano (e sono tanti!) con degli indicatori prestazionali, avvalersi di strumenti semplice. Ma le approssimazioni sono eccessive e questo approccio, a mio avviso, si sta dimostrando un grande errore e lo sarà maggiormente in futuro.
Il parco edilizio, infatti, deve progressivamente migliorare le performance energetiche. Gli obiettivi stanno divenendo sempre più restrittivi e vi sono già progetti europei che introducono concetti di edifici quasi passivi. Questi devono adottare soluzioni costruttive sempre più sofisticate (recuperi aria, serre bioclimatiche, muri trompe, pozzi provenzali, elementi architettonici dinamici, connessioni smart grid, ombreggiamenti, schermature, tetti verdi, sistemi solari, etc) dove anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza. Tanto più elevate sono le prestazioni e tanto più accurati dovrebbero essere gli strumenti di verifica. Giusto per esprimere meglio questo concetto si pensi ad alcune discipline sportive dove, per discriminare tra i risultati, e stato necessario nel tempo introdurre i decimi di secondo, poi i centesimi ed ora i millesimi.
Inflazione dei costi degli Attestati di Certificazione Energetica
L'assenza di controlli e sanzioni e quindi la possibilità di operare anche in modo molto approssimativo e l'apertura a (quasi) chiunque di poter svolgere questa attività ha portato ad una progressiva riduzione dei costi delle certificazioni ed anche coloro che, con professionalità e coscienza si dedicano a questa attività, sono oggettivamente scoraggiati nel perderci più tempo ed attenzioni del dovuto.
Per tutti questi motivi è possibile che alcuni ACE non rispecchino le reali prestazioni energetiche dell'immobile. In questa circostanza potrebbero risultare penalizzati gli acquirenti ed affittuari che acquistano o affittano un'immobile anche per le prestazioni energetiche dichiarate. La Classe energetica di un edificio, infatti, può incidere sui costi di acquisto/locazione fino al 30% ed una informazione non veritiera sulle prestazioni energetiche si configura proprio come una truffa.
Se quindi ritenete che le prestazioni dell'immobile siano inferiori a quelle riportate sull'ACE fareste bene ad approfondire la questione avvalendovi di un bravo tecnico ed eventualmente di un avvocato.

