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martedì 29 giugno 2010

Acqua e contatori sempre più lontani

La privatizzazione dell'acqua, privilegiando la logica dei profitti, temo porti anche ad una riduzione dei servizi. Nel comune di Terricciola, ed immagino in tutte le aree servite da Acque SPA, stanno gradualmente modificando la rete di fornitura dell'acqua allontanando i contatori dell'acqua dalle abitazioni. Questo è quanto sta avvenendo nelle aree rurali.

Anche a me hanno proposto di rinnovare le tubazioni dell'acqua ma a condizione di rimuovere il contatore, ora posizionato in una apposita nicchia esterna all'edificio, per sistemarlo, insieme ad altri, ad oltre 300 metri di distanza. Tutto il tratto di tubazione, che nel mio caso attraversa anche proprietà altrui, diventerebbe a mio carico così come i costi e gli eventuali permessi per realizzare i lavori di interramento della tubazione.

In questo modo Acque SPA ottiene diversi vantaggi tra cui una maggiore facilità nella lettura dei contatori, una riduzione della rete idrica che passerà a carico degli utenti così come le eventuali perdide in quei tratti.

Viceversa, per gli utenti, ci sarà una enorme difficoltà nella lettura dei contari e di conseguenza una minor consapevolezza dei consumi, spese aggiuntive e grattacapi per i lavori e naturalmente in caso di perdite, queste saranno a loro carico.

La possibilità che si verifichino delle perdite in questi tratti di tubazione non è una evenienza tanto remota. Le tubazioni infatti attraversano terreni agricoli e strade che per lunghi tratti non sono nemmeno di proprietà dell'utente. In quei tratti potrebbe succedere di tutto (frane, lavorazioni del terreno, allacciamenti abusivi, etc) e non avendone il controllo e nemmeno la possibilità di leggere il contatore potrebbero regalare amare sorprese.

Mi chiedo come sia possibile che tutto ciò avvenga e soprattutto mi domando se sono questi i benefici della privatizzazione oltre a quello dell'aumento delle bollette.

domenica 15 novembre 2009

L'acqua del pozzo

Si, è proprio così, le fonti, le acque sorgive, le pozze carsiche hanno da sempre esercitato un grande fascino. In passato le attribuivano spesso poteri curativi o addirittura magici. E così è anche per i pozzi.
Alcuni sono importanti opere architettoniche ma anche i più comuni pozzi che si trovano nelle case rurali suscitano curiosità ed hanno ispirato leggende e favole.
5 pozzi Zadar
Foto: i cinque pozzi di Zadar, in Croazia

Ebbene, anche a casa mia c'è un pozzo, anzi due. Uno si trova proprio davanti casa, nella corte; l'altro più in basso, nel frutteto. Di quest'ultimo ne scoprii l'esistenza per caso. Ormai era prossimo ad essere inghiottito dalla natura, ricoperto da rovi e da un'enorme nocciolo. Fortunatamente una lamiera ne copriva la bocca, proteggendolo.
pozzo freatico

Sono i tradizionali pozzi freatici che spesso si trovano nei cortili delle case contadine.
Un conoscente mi raccontava che suo babbo, più di 50 anni fa, aveva partecipato alla realizzazione di diversi pozzi utilizzando vanga e piccone. Poi col tempo si specializzo proprio in questa attività ed ora i figli gestiscono un'azienda di perforazioni per realizzare i più efficaci pozzi artesiani.

Funzionamento dei pozzi freatici ed artesiani
Il sottosuolo è costituito da strati con composizioni differenti. Si possono incontrare strati permeabili all'acqua interrotti da strati argillosi o rocciosi e così via. Gli strati permeabili sono in genere costituiti da sabbia e ghiaia di origine alluvionale e contengono acqua. Questa proviene dalle precipitazioni ed infiltrazioni nel terreno. I bacini più superficiali costituiscono le falde freatiche e l'acqua è a pressione atmosferica. I bacini più profondi costituiscono le falde artesiane ed hanno pressioni superiori a quella atmosferica tanto che quando vengono perforati zampillano. Le falde si riempono nei periodi più piovosi (autunno/inverno) e costituiscono una riserva idrica per i periodi siccitosi in cui l'acqua scarseggia.
pozzo freatico artesiano
I pozzi freatici sono costituiti da una parte più profonda che funge da cisterna, a volte affondata nello strato argilloso. La parte sovrastante, realizzata con pietre e mattoni, si sviluppa nella falda freatica e l'acqua contenuta penetra all'interno del pozzo alimentando la cisterna.
I pozzi artesiani necessitano di una perforazione più profonda che raggiunga la falda artesiana. Sono costituiti da una tubazione che porta l'acqua in pressione in superficie.


Verifica del funzionamento
La falda è alimentata maggiormente nei periodi autunnali ed invernali quando la piovosità è maggiore. Nei periodi estivi particolarmente siccitosi tende a prosciugarsi. Oggigiorno, lo sfruttamento delle falde, l'aumento delle temperature medie ed una minor uniformità delle precipitazioni nel corso dell'anno possono rendere inefficaci i pozzi freatici.

Per verificare l'efficacia bisognerebbe usarli ed osservare se si riempono ed in quanto tempo. Naturalmente questa operazione va eseguita nei periodi estivi fino a settembre, massimo ottobre quando il livello di falda è ancora ai valori minimi.

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Raccolta acque piovane

martedì 3 novembre 2009

Le case sull'argilla - ancoraggio dei micropali al cordolo

I micropali di cui ho raccontato in un precedente post, costituiscono un sostegno inamovibile, un riferimento assoluto. Ora si tratta di ancorare le fondazioni ai micropali per stabilizzare l'edificio. Nei prossimi giorni, oltretutto, si attendono piogge e la mancanza di materiale attorno al perimetro dell'edificio lo rende particolarmente vulnerabile. Bisogna agire rapidamente.

Si procede realizzando le gabbie in ferro che vengono collocate nella traccia perimetrale in corrispondenza dei micropali.


Sul'estremità di ciascun micropalo viene saldato uno spezzone di trave. Altre travi che penetrano sotto alle fondazioni vengono saldate all'armatura.


A questo punto non resta che eseguire la gettata. Saranno necessari svariati metri cubi di cemento e per questo si ricorre ad un camion betoniera. L'arrivo della betoniera è stato piuttosto inquietante. Mi fa un certo effetto vedere questi mostri che manovrano attorno casa. Del giardino, dei fiori, del prato che mia moglie curava con tanta passione non è rimasto più nulla. La casa ormai è circondata da sabbie mobili e ci si avventura solo con gli stivali.


Per assicurare che il cemento penetri bene occupando tutti gli interstizi si usa una specie di vibratore.


La gettata non ha coperto completamente l'armatura. Questo perché mancavano ancoro gli allacciamenti e, d'altra parte, si voleva quanto prima mettere l'edificio in sicurezza.

Ora, con più serenità, si realizzeranno scarichi, allacciamenti dell'acqua, del GPL ed elettrici. Solo dopo si eseguirà la gettata definitiva.

martedì 20 ottobre 2009

Le case sull'argilla - i micropali

L'impiego di micropali per consolidare gli strati superficiali del terreno su cui i fabbricati poggiano stà diventando una pratica assai diffusa. La ragione è legata anche ai cambiamenti climatici che si manifestano con violenti temporali e periodi piovosi e lunghi periodi siccitosi. L'umidità del terreno non è più costante nel tempo ma subisce delle drastiche variazioni responsabili dei cedimenti.
















Foto: micropali mentre vengono scaricati dal camion

I micropali sono tubi in acciaio (Fe 510) di lunghezza attorno ai 10 metri, diametri da 10 a 16 cm e spessore attorno a 10 mm che vengono affondati nel terreno lungo il perimetro dei muri portanti, riempiti di cemento ed ancorati sulla base dell'edificio tramite un cordolo in cemento armato. Si costituisce così una struttura di supporto per l'edificio che non risente dei cedimenti superficiali del terreno.

Questa tecnologia, in realtà, è piuttosto antica. A Venezia, nel medioevo, per erigere gli edifici, si utilizzavano grossi tronchi di legno affondati nel terreno. Questi "pali di legno", ormai mineralizzati, assolvono ancora egregiamente al loro compito dopo diversi secoli. Ma forse la tecnologia è ancora più antica e diffusa, basti pensare alle palafitte che già migliaia di anni fa adottavano il medesimo principio.

Per la messa in opera dei micropali si utilizza una perforatrice che, a ridosso del muro perimetrale che si desidera fortificare, effettua delle perforazioni dove verranno alloggiati i micropali.

Foto: perforatrice

Una volta praticate le perforazioni si inseriscono i micropali e si effettua una iniezione di cemento fino al loro riempimento.


Foto: inserimento di micropali

A questo punto si procederà alla realizzazione del cordolo in cemento armato ma questo argomento lo tratterò in un prossimo post.


domenica 18 ottobre 2009

Le case sull'argilla - schiume espandenti o micropali

Premessa
Come già raccontato in altri post i fabbricati rurali in Toscana poggiano spesso su terreni argillosi che in funzione del grado di umidità possono dilatarsi o contrarsi. Per questo, la costruzione che poggia su questi suoli è soggetta a lievi movimenti. Se questi interessano in egual misura tutta la costruzione non si verificano crepe. L'intero edificio si muove come una nave! Il problema esiste se in questi impercettibili movimenti vi è un differenziale ovvero una porzione della costruzione che si muove maggiormente dell'altra parte.


In questi casi possono insorgere crepe sui muri e spesso ci si trova a dover scegliere tra due approcci assai diversi: le schiume espandenti e i micropali.

Le schiume espandenti
Quest'approccio consiste in schiume espandenti iniettante in pressione sotto alle fondamenta. E' una metodologia recente, assai pubblicizzata, che in alcune situazioni può essere efficace. Personalmente non mi convince più di tanto per svariati motivi tra cui una viscerale riluttanza verso queste sostanze che non mi sembrano così naturali. Insomma, olivi, vigna, natura e schiumoni non mi pare che possano coesistere. Gli schiumoni inoltre mostrano una certa efficacia se le fondazioni sono costituite da una piattaforma rigida come ci si può aspettare di trovare nelle costruzioni recenti. Ma per i vecchi fabbricati contadini, dove per costruire usavano quel che trovavano, la soluzione mi sembra anche inadatta. In alcuni casi si è verificato che la schiuma in pressione sollevasse i pavimenti in stile poltergeist.
La mia vicina di casa, che si è affidata ad una di queste ditte schiumogene, non ha risolto il problema e le crepe e cedimenti persistono.

I micropali
Un'altra soluzione è quella di ricorrere ai micropali. Ecco come si procede. Supponiamo di dover intervenire su di un muro perimetrale. Esternamente, si prepara una traccia nel terreno che corre lungo il muro. Nella traccia, lungo il perimetro, a distanza di circa un metro l'uno dall'altro, si praticano delle perforazioni dove verranno inseriti i micropali in acciaio che poi verranno riempiti di cemento. I micropali hanno lunghezze di circa 10 metri, e diametri attorno ai 10 cm. La traccia viene riempita in cemento armato creando insieme ad i micropali un sostegno rigido per le fondazioni.
A volte bisogna intervenire su entrabe i lati del muro, esternamente ed anche internamente. In questo caso l'intervento diventa molto invasivo e costoso.

Alcune osservazioni ed avvertenze
Bisogna tener conto di alcuni fattori: l'intervento con i micropali crea una struttura rigida che non permetterà ulteriori spostamenti. Il resto dell'edificio, invece, continuerà a seguire le espansioni e contrazioni del terreno. L'impiego di micropali và pertanto ben meditato. Potrebbe verificarsi che là dove si interviene s'irrigidisca troppo la struttura rispetto al resto della costruzione generando un movimento differenziale di segno opposto.

La prevenzione
Un aspetto curioso è che per evitare l'insorgenza di crepe dovute alle contrazioni del terreno si potrebbe pensare di irrigare in corrispondenza delle fondazioni nei periodi più aridi in modo da mantenere un'umidità pressocchè costante del suolo durante tutto l'anno.

venerdì 16 ottobre 2009

Le case sull'argilla - l'ispezione geologica

Come dicevo nel precedente post, le crepe che si formano sui muri delle case di campagna, spesso non sono tanto legate a cedimenti strutturali derivanti da collasso di strutture portanti ma a cedimenti del terreno su cui poggiano dovute a naturali contrazioni e dilatazioni tipiche dei suoli argillosi o limosi.

Cosa si può fare in questi casi per mettere in sicurezza gli edifici ed evitare che questi fenomeni si ripetano!? Innanzitutto consiglio una perizia tecnica di un bravo strutturista.

La perizia potrà richiedere anche un'ispezione geologica del terreno che aiuterà nel definire la migliore strategia di intervento. L'ispezione geologica viene effettuata da ditte specializzate. In genere è di tipo meccanico.

Per questo si utilizza un marchingegno che ficca una sonda nel terreno ed aggiungendo delle aste penetra sempre più in profondità sino a 10, 12 metri. Ogni 25 cm si effettua una misurazione di sforzo alla penetrazione della punta, degli sforzi di attrito laterali e dello sforzo complessivo e si compila una tabella. In qualche modo, analizzando questi dati, si riesce a comprendere sia la composizione del terreno che la solidità di questo.


Nella prova effettuata i valori dello sforzo di punta iniziavano con circa 15 kg/cm2 per arrivare a valori attorno ai 70 kg/cm2 negli strati più profondi. Gli sforzi laterali variavano anch'essi ma non in proporzione: dove si incontravano strati con maggior contenuto sabbioso risultavano meno intensi. Infatti la sabbia non offre grande resistenza agli sforzi laterali a differenza dell'argilla che ha una maggiore coesione.

L'esito della prova ha suggerito, per consolidare gli strati superficiali del terreno, di intervenire con dei micropali di cui racconterò in uno dei prossimi post.

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giovedì 1 ottobre 2009

Le crepe nelle case di campagna

I vecchi fabbricati di campagna mostrano spesso numeroso imperfezioni. Sono realizzati con i materiali che si riusciva a reperire come pietra e cotto. Spesso poi sono privi di fondazioni.
foto: fondazioni di una vecchia casa rurale in Toscana

In questa zona della Toscana, inoltre, quel poco di fondazione poggia su terreni per lo più argillosi o limosi che, a causa dell'alternanza di siccità e periodi piovosi, subisce delle contrazioni e da qui l'insorgenza di crepe nei muri più o meno gravi.
foto: crepa nel muro di una casa rurale Toscana

A differenza da altre composizioni di terreno, come quelli sabbiosi, i terreni argillosi e limosi, hanno un comportamento particolare: con l'acqua "gonfiano" e con la siccità si ritraggono. La sabbia, invece, se bagnata non modifica il suo volume. E' per questo che nelle spiagge sabbiose non si formano mai delle crepe mentre sui terreni argillosi e limosi è un fenomeno frequente.

foto: crepe nel terreno argilloso dovute a siccità

Questo fenomeno ha quindi una certa stagionalità ed in questa lunga arida estate si è manifestata col fenomeno di crepe che hanno interessato molti fabbricati in Toscana.

Naturalmente il fenomeno delle crepe può dipendere anche da altri fattori come un errato drenaggio delle acque piovane o da perdita di acqua localizzata. In questi casi le zone più umide del substrato su cui poggia l'edificio tenderanno a rigonfiarsi sollevando l'edificio mentre l'altra parte della costruzione che poggia su terreno asciutto tenderà ad abbassarsi. Questo differenziale darà luogo a fratturazioni e crepe.

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