domenica 30 maggio 2010

La TV nelle aree rurali, Sky Italia o tivusat

La TV terrestre, nelle aree rurali, si riceve male o per niente. L'unica alternativa è la TV satellitare. Così anche noi, dopo aver penato per alcuni anni accontentandoci di vedere solo RAI 1 e RAI 2 siamo passati a Sky Italia. Per la verità RAI 1 e RAI 2 si vedevano abbastanza bene nelle giornate terse ma col maltempo la visione avveniva a righe. Con Sky Italia, devo ammettere, ci fu un bel salto sia per la qualità del segnale che per l'abbondanza di contenuti. Inoltre i decoder Sky hanno sviluppato un'ottima menu a video che permette di destreggiarsi bene tra guida, sinopsi ed eventi pay per view. Con Sky Italia si vedevano anche i canali RAI e Mediaset che costituivano una parte importante dell'offerta. Da quest'autunno, tuttavia, i programmi RAI sono stati parzialmente oscurati  e devo dire che questa lacuna un po mi infastidiva. Nel frattempo nasceva tivusat ed è così che ho deciso di abbandonare Sky Italia.

LA NUOVA PIATTAFORMA TIVUSAT
Tivusat è una nuova piattaforma per la TV satellitare che in sostanza trasmette tutti i canali proposti dalla TV digitale terrestre.
tivusat - guida programmi

Per riceverla bisogna disporre di un impianto per la ricezione satellitare con antenna orientata a 13° Est. Il puntamento della parabola è quindi il medesimo di Sky Italia. Serve inoltre un decoder compatibile, un TV con sat decoder integrato o una apposita CAM da installare su di un decoder che abbia uno slot libero. Nel primo caso la smartcard è contenuta nella confezione mentre negli altri due va acquistata separatamente.

IMPIANTO DI RICEZIONE SATELLITARE
Se si desidera avere diversi punti di accesso al servizio conviene installare un LNB con più uscite da cui si dipartono i cavi coassiali che raggiungeranno le utenze (ad esempio soggiorno, camera da letto, studio, veranda, etc) dove si prevede di poter sistemare TV e decoder. Nel mio caso ho scelto un LNB con 4 uscite. Se si rendessero necessarie più utenze conviene utilizzare un LNB con le 4 polarità distinte ed un multiswitch ad esempio da 8, 12 o più uscite. In quest'ultimo caso i 4 cavi che escono dall'LNB vanno collegati al multiswitch (che richiede un'alimentazione) e dal multiswitch si raggiungono le utenze.

DECODER TIVUSAT
Da alcuni giorni ho acquistato il decoder tivusat ma solo oggi mi sono deciso ad installarlo e ad attivare la smartcard. Ci sono diversi decoder compatibili. Fra questi ho preferito il prodotto i-CAN 1110SH perché leggiucchiando qua e là ho trovato più parole positive che negative. Sul sito si trova un manuale in pdf un po più esaustivo di quello a corredo nella confezione. Una volta installato e controllato che funzioni si può procedere all'attivazione della smartcard che dovrà essere inserita nell'apposito alloggio. Per l'attivazione si può chiamare il centralino o compilare un form via web. Purtroppo sia l'uno che l'altro sono spesso inaccessibili e bisogna avere un po di pazienza. Anche il sito web in questi giorni mi sembra andato in tilt ed alcune pagine, come quella della programmazione dei vari canali, sono sparite.
Tornando al decoder, l'i-CAN ha tutto ciò che serve, e per ora funziona bene. Ha anche un piccolo accorgimento ecologico infatti dopo un determinato tempo di inattività (programmabile dal menu) va in stand-by. Naturalmente se lo spegnete va in stand-by all'istante. Esistono due modalità di stand-by, quello attivo con consumo di 4,5 W e passivo con consumo di appena 0,7 W. Quest'ultima modalità è già impostata di fabbrica ma in ogni caso è accessibile dal menu principale.

Bene, dopo alcuni tentativi a vuoto sono riuscito ad attivare la smartcard via web. L'attesa è stata un po fastidiosa ma ho approfittato per scrivere questo post che spero sarà di aiuto a qualcuno.

giovedì 27 maggio 2010

Le ciliegie finalmente

Finalmente i primi frutti! Per la verità è già una settimana che le ciliegie dell'albero dietro casa iniziano a maturare. E' un ciliegio precoce con frutti teneri (tenerine) a polpa rossa e succo scuro di cui non conosco la varietà.
Ciliegio

Durante queste giornate di sole e di lavoro nei campi ogni volta che passo vicino al ciliegio ne prendo qualcuna al volo e poi la sera ne riempo un cestino da sgranocchiare dopo cena. E' una qualità di ciliegie che non si mantiene a lungo e conviene raccoglierle di volta in volta. Oltre ad essere precoce, ha il pregio di non temere parassiti ed i frutti sono sempre sani. Naturalmente sono molto apprezzate anche dagli uccellini che si allontanano dall'albero giusto per farmene raccogliere un po.

Più avanti matureranno anche gli altri ciliegi con frutti più consistenti (duracine) e di qualità superiore.

Il ciliegio è un albero che non richiede particolari cure, basta tenere pulito attorno dalle infestanti.

sabato 22 maggio 2010

Cellulare wifi e voip o cellulare entry level e doppino Telecom?

Alcuni giorni fa ho finalmente acquistato un cellulare. Ne avevo fatto a meno per quasi 5 mesi dopo che, abbandonato il mio lavoro da dipendente, avevo dovuto anche consegnare il cellulare che la ditta mi aveva dato in dotazione.

L'idea era di trovare un modello wifi per poter telefonare in voip, perlomeno da casa, dove posso contare su copertura wifi ed una connessione ad internet decente. Come raccontavo in un mio precedente post, la connessione ad internet avviene grazie ad una sorta di ponte radio tra un antennino installato sul tetto di casa sul palo che sorregge anche l'antenna satellitare ed un'altra antenna posta sulla torre di un paesino poco distante. Tutto questo grazie ad Elettropiccoli e non ai soliti big della telefonia.


Cercavo una soluzione voip per poter eliminare definitivamente anche il doppino telefonico Telecom così da essere totalmente wireless almeno per dati e comunicazione. I fili, in campagna sono sempre fonte di guai specie se distanti dalla centrale perché il più delle volte guasti.



SOLUZIONI VOIP - PRO e CONTRO


BASSE TARIFFE
Di soluzioni voip ne esistono un'infinità ed in generale sono assai più convenienti rispetto alle soluzioni tradizionali con costi dieci volte inferiori. Naturalmente la scelta può essere complessa specie se le esigenze sono variegate. Le tariffe sono di uno o due centesimi di euro al minuto per le telefonate nazionali, una decina di centesimi per le telefonate ai cellulari e di pochi centesimi anche per telefonare all'estero. In alcuni casi è richiesto un canone mensile in altri si paga solo il consumo ma in ogni caso la convenienza è consistente.

Purtroppo ci sono anche degli aspetti negativi.

DUBBI SULL'AFFIDABILITÀ' DELLE AZIENDE
Innanzitutto non ho alcuna idea sull'affidabilità di queste aziende. Fra queste ovviamente c'è anche Skype ma mentre con Telecom, con qualche difficoltà e lunghe attese, ci si riesce a parlare non mi risulta che qualcuno sia mai riuscito a parlare con l'assistenza Skype. E se qualcosa non funzionasse?


LIMITAZIONE DEI SERVIZI
In secondo luogo esistono alcune limitazioni. Ad esempio con Skype non si possono fare telefonate di emergenza. Certo, ci si può organizzare con il cellulare sperando che sia carico quando davvero serve. Con il doppino bene o male, anche se va via la corrente, si può telefonare avendo un telefono tradizionale. Naturalmente se avete un cordless questo non sarà possibile (il cordless deve essere alimentato!).


COMPLESSITÀ ECCESSIVA
Per terzo i servizi voip sono ancora troppo complessi. Prendiamo sempre Skype (poverino! oggi tocca a lui!). Già andando sul sito ufficiale non ci si capisce niente: Skype in, Skype out, Skype to go. Ma cavolo... voglio solo telefonare e ricevere telefonate! Inoltre ammesso che con un po di pazienza si riesca a fare chiarezza sul funzionamento di Skype è necessario dotarsi di un hardware specifico, il telefono tanto per cominciare. All'inizio parlavo di un cellulare wifi. Su questo dovrà essere installato il software Skype immagino. Oppure si potrà acquistare un telefono Skype. Ma al di la di questo ammesso che riesca a risolvere tutti questi problemi ed acquisire un minimo di disinvoltura riusciranno gli eventuali ospiti a fare una semplice telefonata?

RISCHI DI INDISPONIBILITÀ DEL SERVIZIO
Ora supponiamo che nostro nipote proprio mentre dobbiamo telefonare stia scaricando la trilogia di Guerre Stellari mentre gioca in rete con la PS3 risucchiando anche gli ultimi bit di banda disponibile. Che fine farà la mia telefonata? Allora forse bisognerà procurarsi un router che sappia gestire le priorità privilegiando le telefonate Skype.

DUBBI SULLA QUALITÀ
Infine ho seri dubbi sulla qualità dell'audio (ritardi, etc)

Per concludere mi sembra che ci siano ancora troppe complicazioni ed incognite e posso solo sperare che il voip si evolva rapidamente portando quelle semplificazioni per renderlo una vera alternativa alla telefonia tradizionale.

Ed ora torniamo alla scelta del cellulare. Dopo l'approfondimento sul voip, le mie ambizioni hanno cambiato completamente direzione e, raggiunto il negozio, ho chiesto il cellulare meno costoso, senza fronzoli, giusto per telefonare. Inizialmente mi è stato proposto un Nokia dual band senza fotocamera e bluetooth. Stava rintanato in un angolino in basso ma mi era sembrato troppo entry level perché di tanto in tanto mi capita di andare all'estero, la fotocamera in diverse situazioni può essere utile e senza bluetooth avrei dovuto trascrivere a mano centinaia di indirizzi. Per cui sono salito un po di livello. Ho saputo anche resistere alla tentazione del GPS che non mi sarebbe dispiaciuto visto la mia tendenza a perdermi ed alla fine mi son lasciato convincere da un Nokia 2700. Aveva tutto ciò che mi serviva, addirittura quadriband per cui potrò telefonare anche da Marte!


Per chi volesse approfondire la conoscenza del voip e dei possibili fornitori del servizio lascio questo link.
Al sito di Skype ci arrivate da soli senza problemi. All'appello manca ancora un grande illustre: Google Voice.
Di questo servizio mi sembra di averne sentito parlare da oltre un anno ma per noi italiani ci sarà ancora da attendere non si sa bene quanto.

lunedì 17 maggio 2010

Le frane, prevenzione e risanamento

Approfittando di una breve tregua dalla pioggia, questa mattina, ho ripristinato un lungo fossato che negli anni si era completamente ostruito. Su quel terreno alcuni giorni fa si era verificata una frana trascinando a valle un argine con un fronte di una decina di metri e quasi due di spessore. Si è trattato di un evento eccezionale e di pioggia così intensa nemmeno i nonnini della zona ne hanno memoria.
Frana argine terreno argilloso
Frana argine terreno argilloso
Avrei dovuto ripristinare il fossato per tempo (facile dirlo a posteriori!) ma osservando le previsioni meteo che ormai sono una monotona ed inquietante sequenza di vignette di nuvole scure e piovose squarciate da lampi gialli ho preso coraggio e zappa e mi sono messo al lavoro.

LE FRANE
La formazione delle frane è un fenomeno complesso. Ne esistono di diverse tipologie ed anche le cause possono essere molteplici. In questa zona della Toscana caratterizzata da colline, terreni argillosi ed elevata piovosità si verificano di frequente. Le intense piogge sono sicuramente le maggiori responsabili di questo fenomeno e tutte le frane che ho potuto osservare sono sempre occorse a seguito di forti temporali - fermo restando che è la forza di gravità che trascina il materiale a valle. Ma su questi due aspetti si può fare ben poco. L'intensificarsi dei fenomeni franosi può essere dovuto anche al progressivo abbandono delle aree rurali collinari e dalla conseguente mancanza di un'adeguata manutenzione dei terreni e dei sistemi di drenaggio dell'acqua. Sono proprio le opere di drenaggio che conferiscono maggiore stabilità agli argini.

La frana che si è verificata nel mio terreno potrebbe essere classificata come lama o scivolamento rotazionale. Le lame sono piccole frane tipiche dei terreni argillosi che interessano modeste porzioni del terreno (fronte fino ad una decina di metri e spessori dell'ordine del metro). Si formano in assenza di una buona manutenzione del drenaggio del terreno e sono causate dalla perdita di coesione degli strati argillosi per effetto dell'acqua. Gli scivolamenti rotazionali interessano più consistenti porzioni del terreno (fronte di decine di metri e spessori di svariati metri). In queste risulta evidente in corrispondenza della nicchia di distacco l'andamento cilindrico del terreno.
Frane terreni argillosi

SINTOMI PREMONITORI DELLE FRANE
In alcuni casi si possono osservare dei segnali premonitori senza dover ricorrere ad indagini più sofisticate. Tra questi vi sono le deformazioni del terreno (crepe, depressioni), inclinazioni di pali o alberi ed eccessivi ristagni d'acqua, osservati in zone prospicienti a pendii ed argini a rischio.
Sintomi frana-ristagno acqua

Sintomi frana-deformazioni irregolarità terreno

MANUTENZIONE DEI TERRENI
La manutenzione dei terrei è necessaria non solo a fronte di sintomi ma dovrebbe essere una normale attività preventiva. Nella maggior parte dei casi è necessario eseguire adeguate canalizzazioni che corrono a monte degli argini in modo da intercettare il deflusso d'acqua che altrimenti investirebbe gli argini ed i terreni subito adiacenti. Gli argini vanno inoltre addolciti eliminando fratture ed irregolarità sia sulla sommità che su tutto il fianco e la base. Una buona copertura vegetale con erba ed alberi con radici profonde è inoltre indispensabile per consolidare il terreno. Le opere sono comunque un complesso sistema che deve interessare la totalità del terreno. Per maggiori dettagli vi rimando a questo post (Manutenzione delle strade di campagna, argini e fossi).

RISANAMENTO DELLE FRANE
Quando ormai il danno è avvenuto bisogna comunque intervenire. Se l'aria interessata dalla frana è di grande entità difficilmente si riuscirà a ripristinare la situazione originale sia per le difficoltà tecniche che per i costi da sostenere. Si potranno comunque attuare una serie di operazioni per consolidare il versante ed evitare che il fenomeno si ripeta. Innanzitutto bisognerà realizzare a monte della frana opportune canalizzazioni trasversali. Inoltre sarà necessario rimodellare tutta l'area interessata dalla frana stabilizzando la zona di accumulo ed arrotondando la sommità. A questo punto si potrà ricostituire un manto vegetale costituito anche da piante e alberi con radici profonde.

Questo è quanto sto iniziando a fare. L'arnese che utilizzo, non è una zappa ma un attrezzo che scovai in questo terreno e che probabilmente apparteneva ad un contadino mio predecessore. Probabilmente lo usava anche lui per sistemare i fossi.
attrezzo contadino per fossi
Son partito dal fondo e man mano che il fossato prendeva forma ammiravo con soddisfazione l'acqua che si raccoglieva dall'argine e confluiva ancora intorbidita nel canaletto. Ogni tanto tornavo indietro per ammansire qualche irregolarità che impediva il deflusso. Dopo un paio d'ore di lavoro avevo quasi terminato e mentre formavo gli ultimi metri ricominciava a tuonare e piovere... il maledetto anticiclone Siberiano! Era il momento di rincasare anche perché ero distrutto.
Fosso drenaggio acqua
Naturalmente con le frane non si scherza specie se vicino a centri abitati, abitazioni o strade. Nei casi di pericolo è necessario rivolgersi a ditte specializzate in grado di mettere in sicurezza le zone a rischio.

domenica 16 maggio 2010

Plantago lanceolata

Oggi ho individuato un'altra erba spontanea commestibile molto diffusa. Si tratta della Plantago Lanceolata che ha il pregio di essere molto caratteristica e per questo facilmente riconoscibile.

Le lunghe foglie a forma di lancia presentano cinque nervature longitudinali che la rendono inconfondibile. 

Sviluppandosi, dalla base si innalza un lungo stelo che può raggiungere i 50 cm con una spiga apicale.


Le foglie più giovani e tenere possono essere utilizzate crude in insalata mentre se cotte lessate o aggiunte in un minestrone possono essere utilizzate alche le foglie meno giovani.
La Plantago Lanceolata è disponibile quasi tutto l'anno. Quando raccogliete le foglie potete tagliare tutto il cespo, la pianta ricrescerà ed in poco tempo avrete nuovamente a disposizione giovani foglie.

Torna all'elenco - Le erbe spontanee commestibili in Toscana

mercoledì 12 maggio 2010

Acquazzone autunnale a primavere - qualcosa non mi torna

Alcuni giorni fa scrissi sulla Manutenzione delle strade di campagna, argini e fossi. Un post un po profetico vista la pioggia torrenziale che oggi ha flagellato la zona in cui abito (Alta Val d'Era). Non avevo mai visto venir giù così tanta acqua ed osservando gli argini che traboccavano ed il deflusso di acqua fangosa che accerchiava la casa ho passato alcune ore d'inquietudine. Con mia moglie osservavamo spostandoci da una finestra all'altra per controllare la situazione sui quattro cantoni. Si alternavano scrosciate violentissime e grandine. L'orto sembrava una risaia con le piantine di pomodoro annegate nell'acqua. Insomma le mie misure di protezione contro le piogge facevano acqua da tutte le parti.
Ora tutto si è calmato ma, tornando all'argomento argini e fossi, mi rendo conto che vanno pensati per far fronte agli eventi eccezionali perché sono sempre quelli che ti fregano.
Vi indirizzo al post di Decomondo dove trovate un breve filmato sull'acquazzone di oggi.

Cassetta Geberit, un rompicapo idraulico

Oggi ho avuto un incontro ravvicinato con la cassetta Geberit. Si chiama così uno dei più eleganti e funzionali sistemi di risciacquo. Per chi non la conoscesse sto parlando dello sciacquone del WC, così come lo abbiamo sempre chiamato, in modo chiaro ed efficace, da alcuni secoli a questa parte.

Tornando alla Geberit, dopo 5 anni di impeccabile servizio, questa mattina ha iniziato a perdere, o meglio a lasciar scorrere un rigagnolo d'acqua senza interrompersi come avrebbe dovuto.

Il modello in questione è la Geberit Unica con i due pulsanti che permette fra l'altro di ridurre i consumi di acqua. Armato di cassetta degli attrezzi ho iniziato a smontare la mascherina. Sotto la mascherina si trovano ancora alcuni elementi da rimuovere, una placchetta ad incastro che blocca le due levette che azionano il risciacquo, poi una piastrina su cui è incollato un foglietto con le istruzione ed il telaio. Le istruzioni, relative allo smontaggio appena descritto, sono una sequenza di vignette miniaturizzate e per decifrarle serve un microscopio elettronico.

A questo punto la bocchetta della cassetta è libera da ingombri e si può operare. La bocchetta ha forma rettangolare delle dimensioni di una busta da lettere ed all'interno c'è tutto un mondo di oggetti idraulici montati ad incastro. Probabilmente esiste una branca dell'idraulica che si occupa solo di cassette Geberit. E solo dopo anni di studi, chini sugli sciacquoni, l'idraulici Geberit sono pronti ad operare. Devono conoscere tutto a memoria e riconoscere i vari oggetti al tatto, visto che operano alla cieca.

Pensavo fosse uno sciacquone come tutti gli altri ma la Geberit è qualcosa di più. Dopo circa due ore di tentativi seduto sul WC ma ruotato di 180 gradi sono riuscito ad estrarre dalla Geberit gli organi fondamentali: il dispositivo con il galleggiante e la campana che aziona il risciacquo. Per smontare questi due dispositivi c'è il trucco e poi, per estrarli, bisogna piegarli e ruotarli in una sequenza specifica, come il cubo di Rubik.

A questo punto ho smontato galleggiante e campana nei circa 30 elementi che li compongono e li ho puliti tutti rimuovendo i depositi di calcare e riportandoli allo splendore originario. Il montaggio è stato decisamente più semplice e dopo una mezzora lo sciacquone (ops! cassetta Geberit!) era di nuovo funzionante.

In questa impresa mi ha aiutato il video riportato subito sotto. Nel video, per spiegare come intervenire su di una cassetta Geberit,  utilizzano un simulacro della cassetta con appositi intagli per vedere all'interno. Nel descrivere l'intervento, il tecnico, usa parole come rimuoviamo facilmente, molto semplice, lavorare comodamente ma non fatevi ingannare!



Detto questo, la Geberit rimane un ottimo prodotto ma, per i non addetti ai lavori, è complessa e non sono riuscito a trovare un manuale o un video che spiegasse come rimuovere la campana (nel video qui sopra il tecnico sorvola proprio su questa fase!).

domenica 9 maggio 2010

Manutenzione delle strade di campagna, argini e fossi

In campagna, oltre alla gestione delle colture, è necessario tenere in buona efficienza le strade sterrate, gli argini ed i fossi di drenaggio dell'acqua. Con l'intensificarsi delle precipitazione, che sempre più spesso si concentrano in alcune stagioni con particolare violenza, questo compito diviene sempre più importante ed oneroso.

Argini e fossati, che delimitano gli appezzamenti di terreno, devono in qualche modo costituire un sistema idraulico che convogli l'acqua piovana evitando ristagni e la formazione di vie di corsa nelle colture, oltre che naturalmente nelle parti abitate e nelle strade. Per questo le colture ed il sistema di smaltimento acque deve essere ben progettato e gestito.

I nuovi impianti colturali devono essere realizzati tenendo conto della conformazione del terreno e per quanto possibile non devono svilupparsi in filari, emblematico è il caso dei vigneti, orientati secondo la linea di massima pendenza. Ma anche la lavorazione del terreno e bene che venga condotta procedendo con traiettorie di lieve pendenza in modo da creare solchi poco ripidi.


Anche i fossi, per quanto possibile, devono svilupparsi con pendenze ridotte. Nei punti più scoscesi, specie se i tratti sono consistenti e la massa d'acqua è importante, potrebbe essere necessario interromperli con delle piccole cascatelle e bacini. In questo modo verrebbe a ridursi la velocità ed irruenza dell'acqua e di conseguenza l'effetto erosivo.

Personalmente credo che, a differenza da quelle che sono le pratiche più diffuse in agricoltura, vi sia la convenienza a mantenere inerbiti i terreni coltivati a frutteto, oliveto e vigneto piuttosto che fresarli, specie se insistono su terreni collinari e scoscesi.

Il manto erboso, rinvigorito da periodici tagli, ha una buona capacità di assorbire l'acqua e trattenere il manto superficiale del terreno. A mio avviso è necessario passare il terreno almeno tre volte all'anno con trinciastocchi e decespugliatore.


Anche gli argini vanno puliti, in quanto come dicevo, è la vegetazione nuova, ringiovanita, che assicura la miglior tenuta. Per garantire stabilità degli argini e magari conferire anche un buon aspetto estetico si potranno piantare filari di alberi con radici profonde come olivi o cipressi. La presenza degli alberi aiuterà inoltre a contenere la vegetazione. Anni addietro, mia moglie, mi segnalò una pianta perenne della famiglia delle graminacee, il Vetiver, che si presenta come un cespuglio ma possiede radici profondissime fino a 5 metri ed è particolarmente adatta per consolidare i terreni a rischio idrogeologico.


Per quanto riguarda le stradine di campagna in ghiaia e pietrisco accade spesso che col tempo si formino dei solchi e depressioni causati dalle ruote ed il peso dei veicoli separati da un dosso centrale.

Sulle stradine più scoscese questa conformazione è paragonabile a due condotte forzate ed una precipitazione intensa potrebbe danneggiarle seriamente.

In questo caso il rimedio più semplice è di creare dei solchi inclinati di 15, 20 gradi rispetto la trasversale che spezzino il flusso d'acqua convogliandolo verso il fossato laterale. Ancora meglio sarebbe inserire una canaletta trasversale in legno o in cemento.

martedì 4 maggio 2010

Euphorbia Helioscopia

Osservando le piante e le erbe spontanee di tanto in tanto rimango incuriosito da alcune di loro. L'Euphorbia Helioscopia l'avevo già notata in passato. Un'erba elegante, con geometrie regolari e mi ricordo che penai non poco per riuscire a darle un nome e finalmente classificarla.
Euphorbia Helioscopia
Sembra anche che l'Euphorbia Helioscopia abbia proprietà fuori dal comune e temibili. La pianta contiene infatti un lattice altamente tossico ed irritante. Insomma guardare ma non toccare!
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