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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2008

Miglior sistema anti-intrusione

Nel precedente post (Animali buoni ed animali cattivi) suggerisco di dotarsi di un pipistrello ed un gatto per difendere casa da insetti ed altri esseri fastidiosi. Ho omesso il cane, che colloco ovviamente tra i buoni, in quanto è un alleato speciale. Un cane è un ottimo deterrente per animali di media e grossa taglia come volpi e cinghiali. Ma risulta anche particolarmente efficace per allontanare le temibile bestie a due zampe. In questo non ha rivali.

Rispetto ad un qualsiasi sistema di sorveglianza il cane non è soggetto ad avarie. Al più può verificarsi qualche piccolo malfunzionamenti quando azzanna la postina o non mostrarsi affiatato con gli altri membri del team.
In particolare manifesta una certa rivalità col gatto ed a sua volta il gatto con il pipistrello. Di questo ne beneficerà l’intero team che resta vigile e pronto ad intervenire.

Esistono vari modelli di cani, sceglietene uno a vostra immagine e somiglianza, cosa che probabilmente fareste ugualmente anche senza il mio s…

Animali buoni ed animali cattivi

Lo so, ad eccezione di alcuni umani, non esistono animali cattivi! E comunque gli studiosi ci insegnano che, anche se fastidiosi ed insopportabili, come le mosche o le zanzare, fanno parte di un delicato ed a volte insospettabile equilibrio. Se incrinato può portare a devastanti sciagure.
Da tempo anche i lupi sono stati riabilitati ed in alcuni documentari ho udito parole compassionevoli persino per lo squalo tigre, lo spazzino dei mari. Poverino, con lo schifo che ci buttiamo dentro!

Spero, tuttavia, che anch’ora non vi siano evidenti prove dell’utilità della Galerucella dell’Olmo. Un innocuo (…!) coleottero ghiotto delle foglie dell’olmo che ha invaso casa mia. Ho dovuto segare tutti gli olmi per debellarle.
Nell'immagine sotto potete ammirarne un esemplare (la foto è presa da questo link dove potete trovare alcune interessanti informazioni su olmi e l'insettino in questione)


Quello dell’uomo con gli animali è un rapporto difficile e spesso contraddittorio. Ma in campagna, non…

Vivere tra cinghiali

Il titolo fa pensare ad una metafora sugli uomini rozzi che condividono l’esistenza con donne fragili e sensibili. In questo caso, tuttavia, mi riferisco ai cinghiali veri, quelli pelosi che popolano le campagne toscane.

Mai, come quest’anno, sono stati così numerosi ed invadenti. Eppure vederli non è semplice! Si muovono principalmente nelle ore crepuscolari seguendo percorsi precisi, già collaudati, per raggiungere le loro mete più ambite: frutteti, vigneti, noccioleti

Mia moglie, che pare possa percepirne l'odore di selvatico, sostiene che arrivino alle 18,00 massimo alle 18,05. Più puntuali di me! Fino a notte inoltrata si intrattengono ingurgitando cibo e grugnendo.

A volte provo a scacciarli battendo le mani ma non sempre sortisco effetto. Restano lì incuranti, padroni del territorio, a consumare il loro pasto fino a sazietà per poi ritirarsi nella macchia.

I danni all’agricoltura possono essere ingenti! Una famigliola di cinghiali, poco prima della vendemmia, ha preso d’assalto…

Caro vecchio bar

In un recente viaggio nei balcani mi sono immerso in un mondo simile. Grossomodo come il nostro ma allo stesso tempo diverso in quasi ogni sua parte. Non mi riferisco solo agli aspetti più scontati come alla lingua o al cibo, lì, anche i gatti sono leggermente diversi.

Nella città di Kikinda, nella Serbia orientale, dove ho trascorso un breve periodo, sono rimasto colpito dalla vivibilità del luogo. Una enorme piazza pedonale, decorata con aiuole e tigli, si estende per tutto il centro della città. Gli edifici sui lati ospitano negozi e bar che contornano quasi l’intero perimetro con invitanti dehors. La piazza è quasi sempre gremita di gente. Scambia due chiacchiere, sorseggia un caffè, socializza.
Anche in Italia ci sono le piazze, i negozi ed i bar ma salvo poche eccezioni il centro è più spesso costituito da una strada che taglia il villaggio in due. E' quasi impossibile passeggiare senza rischiare di essere arrotati da qualche automezzo, figuriamoci socializzare!. In quanto …

L’arte di conservare

Da sempre l’uomo si è ingegnato per riuscire a conservare i cibi. Le tecniche sviluppate si basavano sull’osservazione. Gli alimenti si alteravano più o meno rapidamente se esposti al caldo o al freddo piuttosto che all’aria. La cottura, l’affumicatura, la conservazione al freddo e l’essiccazione furono sicuramente i primi metodi sviluppati. Sarà stato invece un caso fortuito quando l'uomo si accorse che anche in presenza di sale o zucchero la persistenza dei cibi migliorava. Oggi le tecniche si sono certamente affinate, ma basta bazzicare tra le campagne toscane per rendersi conto che le pratiche di un tempo sono ancora vive.

In un precedente post ho già raccontato della frangitura delle olive per la produzione dell’olio. L’olio stivato in coppi, oggi in contenitori d’acciaio, si mantiene a lungo senza deteriorarsi. La trasformazione dell’uva in vino è un’altra tecnica di conservazione attuale che ha le sue radici nel passato. L’uva, che altrimenti marcirebbe rapidamente si cons…

Il gioco delle tre tazze ed il pacco napoletano

,E’ un po’ di tempo che non mi capita più di vedere quegli oscuri figuri che praticavano il gioco delle tre tazzine. Si materializzavano in luoghi affollati, nelle piazze, nei mercati, all’uscita delle fabbriche ed erano subito circondati dalla gente ed alcuni polli che tentavano la fortuna. Allora, scommettevano 10.000 lire per azzeccare sotto quale tazzina fosse finito il fagiolo dopo una serie di acrobazie del figuro con mani e tazzine. Il fagiolo non si trovava mai sotto la tazzina su cui scommettevano! Dopo un certo numero di giocate ed un mazzetto di banconote incassate, il figuro, si dematerializzava e spariva con banchetto e tazzine lasciando un buco nella folla e soprattutto nelle tasche di qualche pollo.

Il pacco napoletano era ancora più sofisticato. Richiedeva lestezza di mano ma anche abilità psichiche per distrarti, confonderti e consegnarti un pacco vuoto.

Oggi, nel XXI secolo, il gioco delle tre tazzine ed il pacco napoletano sono sempre attuali. La tecnica è sempre la…

Fai da te, per noia o per passione

C’è chi lo pratica per noia e chi per passione (mai per professione altrimenti sarebbe un lavoro!). Il fai da te o l’arte di arrangiarsi, spesso a nostra insaputa, ci impegna quotidianamente. E non mi riferisco soltanto al fai da te classico che regna nei bricolage. Ci sono le vacanze fai da te, i distributori fai da te, gli autolavaggi fai da te. Il fai da te a volte ti coglie anche di sorpresa come accade a quei mariti ingenui che escono dall’Ikea.
Così un po’ per noia un po’ per passione trascorriamo buona parte della nostra vita arrangiandoci tra kit di montaggio e self service. Non potevano mancare in rete (“Si sa che la gente dà buoni consigli …”) siti specializzati in consigli per uomini e donne soli alle prese con quasi tutto lo scibile umano.

Di recente mi sono imbattuto nella macchina per fare il pane, in un kit minieolico da 1,5 W con pale di 3 metri ed addirittura in un mini-frantoio mentre già da qualche anno, nei vivai, si trovano accanto a semi e piantine per l’orto tra…

TELELAVORO: Il capo cosa ci guadagna !?

Non sono uno psicologo - tuttavia, mi rendo perfettamente conto che di solito si intraprende una qualsiasi azione se c’è una motivazione. Ora, perché un datore di lavoro dovrebbe concedere ai propri dipendenti di lavorare da casa ? Cosa ci guadagna ad abbandonare un modello organizzativo ben collaudato per avventurarsi in un terreno ancora sconosciuto?
Prima di suggerire delle motivazioni (un tornaconto) è forse meglio rimuovere i timori. Le paure ed ossessioni possono essere tante e di varia natura. Proviamo a passarle in rassegna nella speranza che, come suggeriscono gli psicologi, anche prendere coscienza del problema aiuti a ridimensionarlo.

Agorafobia. Questa è una delle angosce maggiori. L’idea di trovarsi con una enorme sede di lavoro vuota non è facile da accettare.
Possibile soluzione: vendere la sede di lavoro. Al suo posto potrà nascere un parco botanico o un night club.

Sindrome da abbandono e paura del buio (ignoto). Entrare in azienda e ricevere quei saluti un po’ timorati …

TELELAVORO: Il segreto per il successo

Cercando con google telelavoro si trovano oltre un milione di risultati. Ma di telelavoro serio neanche l'ombra! Forse ci sarà anche qualche eccezione ma in prevalenza si tratta di offerte illusorie e spesso anche truffaldine. Il telelavoro serio nasce come ogni altro lavoro dalla propria professionalità. E' il medesimo lavoro che ci impegna quotidianamente in ufficio che semplicemente viene svolto da casa o da dove ci pare. E' il lavoro di un progettista, di un contabile, di un preventivista, di un artista. Insomma è il lavoro di sempre! Certo, non tutte le attività si prestano ad essere svolte da casa ma quelle che richiedono prevalentemente PC, collegameno ad internet e telefono hanno buone chance.
Il telelavoro vero nasce da quello tradizionale per cui non chiedetelo a google ma al vostro datore di lavoro. Detto questo siamo già sulla buona strada. Ora si tratta di convincerlo, questo è il vero problema! Ci sono svariati preconcetti da rimuovere.

Un fatto importante da…

Software collaborativi ... una spinta al telelavoro?

Se è vero che una ciabatta intelligente può far risparmiare un'ottantina di euro all'anno il telelavoro ne potrebbe far risparmiare diverse migliaia oltre che a generare una serie di ulteriori benefici individuali e collettivi. Tuttavia non decolla! Una nuova spinta potrebbe derivare dalla diffusione dei software collaborativi. Applicazioni Web-based che consentono l'accesso simultaneo a più utenti (il team) fornendo molteplici strumenti atti alla pianificazione di attività, allo sviluppo di discussioni su punti d'attenzione, alla verifica di carichi di lavoro, alla archiviazione di documenti, alla gestione di email e di svariate altri ausilii alla conduzione organizzata e collaborativa del lavoro. Non potevano mancara ovviamente strumenti di video conferenza e di instant messaging. In questi giorni ne ho provati diversi (l'immagine in alto è di Liquid Planner). Difficile esprimere un giudizio senza eseguire un collaudo in una situazione lavorativa reale. Difficil…

Olio di Oliva ..... quello Extravergine

E’ tempo di raccolta delle olive in Toscana. L’attività è iniziata in anticipo rispetto alla tradizione e dalla seconda metà di ottobre sono comparse le prime reti sotto agli olivi.Qui a Terricciola, dove abito, la raccolta avviene ancora a mano. Il raccolto viene poi trasportato al frantoio. C’è ne sono diversi in questa area. Quello di Casciana Alta frange a freddo e la separazione dell’olio dall’acqua vegetale avviene per centrifuga. Si ottiene un olio ottimo, poco purtroppo, perché la resa e mediamente di appena il 13%.
Con processi industriali a caldo ed estrazione chimica con solventi la resa sarebbe decisamente superiore. Ma il prodotto che ne deriva è pessimo e forse non troppo salubre se si tiene anche conto dei trattamenti pesanti che vengono eseguiti per massimizzare il raccolto. Questo è l’olio che si spaccia nei supermercati a pochi euro alla bottiglia. Si riconosce perché c’è scritto olio di oliva. Ma l’olio vero è tutta un’altra cosa! Al frantoio c’è un gran via vai di ca…