sabato 6 febbraio 2010

Viaggio nel cuore della Vojvodina

Di questo viaggio sino nel cuore della Vojvodina in Serbia, tralascio la prima parte del tragitto, quello da Pisa a Zagreb, che abbiamo compiuto in un'unica tirata giusto sbirciando i paesaggi dal finestrino dell'auto. Subito dopo Zagreb, imboccata l'autostrada che porta a Beograd, ci siamo fermati a dormire in un motel in vero stile socialista nella cittadina Ivanic Grad.

Novi Sad
Che tra Croazia e Serbia vi sia ancora un po di risentimento si intuisce anche dalla assoluta mancanza di indicazioni stradali dalla Croazia per la Serbia e viceversa. Ma non vi sono tante altre autostrada così che la direzione da seguire rimane intuitiva. Solo quando ormai ci si trova a ridosso del confine compare su un'insegna in piccoli caratteri con le indicazioni Serbia Beograd.

Nel centro di Ivanic Grad c'erano solo alcuni bar e nessun luogo dove rifocillarsi tranne che un kebab che abbiamo voluto evitare. All'indomani eravamo in viaggio sin dalle 7. Questo lungo tratto di autostrada corre diritto, con poche pieghe, poche aree di servizio abbastanza spartane ed una segnaletica essenziale. Si viaggia piacevolmente diversamente da quanto accade su alcune autostrade nostrane zeppe di camion e con una segnaletica da elettroshock.

Giunti a Ruma, dopo aver passato il confine Croazia-Serbia, voltiamo per Novi Sad lasciando l'autostrada. Per raggiungere Novi Sad si sormonta un promontorio, Iriski Venac, di rinomata bellezza per la natura e le fitte foreste. Novi Sad è una bella città, antica, attraversata dal Danubio, che vale la pena di visitare.
Novi Sad
Tempo addietro, d'estate, mangiammo in una bellissima terrazza affacciata sul fiume. Ci servirono una deliziosa zuppa di pesce, di fiume ovviamente. Visitammo il centro e la fortezza.
Ma in questa occasione dobbiamo proseguire per raggiungere la nostra meta, Kikinda, città natale di mia moglie che ovviamente conosce bene tutti questi luoghi che descrivo ed in particolare Novi Sad dove si è diplomata all'Accademia delle Belle Arti. Ho la fortuna, quindi, di poter contare su di una esperta guida che mi risparmia dai miei penosi tentativi di comunicare in Serbo-Croato e nel decifrare il cirillico.

Ci lasciamo Novi Sad alle spalle e proseguiamo. Per strada s'incrociano pochi veicoli un po datati e si attraversano immensi campi ricoperti di neve. Siamo nel bel mezzo della pianura Pannonica che si estende piatta fino alla Siberia.

3 commenti:

  1. Bellissimi i paesaggi e le foto...buon proseguimento del viaggio, scrivi ancora!
    ciao val

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  2. Grazie Val, non ho fatto a tempo a pubblicare il post che avevi già scritto un commento.
    Certamente scriverò altri post su questo viaggio perché sono molto attratto dai paesaggi e le culture diverse.
    Ciao e a presto

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  3. che bel viaggio, anche se nel freddo... brrrrr!
    divertiti!

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