lunedì 8 febbraio 2010

La città di Kikinda

Kikinda è una sorta di oasi nella pianura Pannonica. Attorno non c'è nulla salvo migliaia di ettari di terre fertili e campi coltivati, ora ricoperti di neve. Altri villaggi e città sono distanti e distinti. Non vi è il fenomeno italiano dell'edilizia selvaggia dove le città non finiscono mai e proseguono nelle periferie ed aree extraurbane ricongiungendosi alle città limitrofe senza soluzione di continuità.
Kikinda

Kikinda
La città è ben strutturata. Ha un'ampia piazza pedonale, ricca di verde, in cui sorgono le chiese, il municipio, le scuole, i negozi e diversi luoghi di ritrovo. Adiacente alla piazza si apre un vasto spazio dedicato al mercato mentre allontanandosi dal centro vi sono larghe strade dove si affacciano le tipiche case ad angolo (kuce na lakat). Dispongono di corti interne dove coltivare l'orto ed allevare qualche animale, galline, tacchini e magari qualche maiale.
Kikinda
Ma come si vive a Kikinda? Bhe, come in Italia ma con molto meno. Con 300, 400 euro si può condurre una vita più che dignitosa senza farsi mancare niente. Qualche pensionato che in Italia stenta a campare potrebbe valutare di trasferirsi da queste parti e vivere da re. L'unico problema è la lingua ma in compenso la gente sa essere accogliente e senza pregiudizi per gli stranieri. Per i più giovani credo possa esserci qualche problema perché di lavoro ce ne è poco anche qui e poi, come dicevo, la lingua. Tuttavia in questi ultimi anni si stanno formando le prime comunità italiane ma anche cinesi e di altre etnie. C'è una bella gioventù e non mancano i divertimenti: strutture sportive, culturali, artistiche e poi i locali (Kafic) che nei periodi più miti si arricchiscono di dehor colorando le piazze e le vie con tendoni, ombrelloni, comode poltroncine e fiori diventando davvero accoglienti.

Nelle vie si trovano botteghe e chioschi di ogni genere. Anche qui spopolano i telefonini ed ultimamente vedo un certo proliferare di banche che spuntano come funghi dall'oggi al domani. Ma per chi, come me, fosse più interessato al cibo suggerisco, al mattino, di gustare un burek al formaggio o alle mele magari con un bicchiere di yogurt mentre la sera, sino alle ore piccole, ci si può rimpinzare con una pljeskavica o cevapcici cotti alla piastra e guarniti con salse e verdure. Ma il cibo, in realtà, merita un capitolo a parte, anzi diversi volumi grassi e sugosi (eccone un piccolo assaggio).

Fatto salvo quello alimentare, l'offerta di prodotti non è così ricca e variegata come quella italiana. I settori dell'abbigliamento, per l'arredo della casa, delle finiture edilizie, i mobili bianchi, etc sono più limitati ma ciò che davvero serve si riesce a procurarselo senza problemi. Basta chiedere all'amico dell'amico dell'amico.

Mi ricordo ancora della prima volta che venni a Kikinda, quasi 15 anni fa. Al mercato i banchi erano quasi vuoti: un paio di scarpe, un sellino di una bicicletta, un cuscinetto a sfera ed una anguria che riuscii a conquistare. Era anche un problema tornare in Italia perché i benzinai erano a secco.  Ma bastò chiedere e mi procurarono taniche di benzina e tutto il necessario. Forse questo spirito balcanico di arrangiarsi è un po rimasto e se ti serve ti procurano anche una ruspa.

Ora, comunque e per fortuna, le cose sono assai diverse e nonostante il paese sia ancora tenuto in castigo dalla Comunità Europea, in attesa che svolga gli ultimi compiti assegnatogli, le cose stanno migliorando rapidamente e già si parla di ingresso nell'Europa.


Ancora dal dentista di Kikinda

2 commenti:

  1. Thank you for such an introduction to the city of Kikinda.

    Vengo da Decomondo.

    Il tuo blog `e un tesoro.

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  2. You come from Decomondo! Is it on Earth? Of course, I'm joking. Eco & Deco Mondo are both in Kikinda right now. Thank you for your visit.

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