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domenica 5 febbraio 2012

Noble Gas Engine - Il rivoluzionario motore di PlasmaERG

Non ci siamo ancora risvegliati dal magico sogno del e-cat di Andrea Rossi che l'annuncio di un'altro marchingegno per la produzione di tanta energia pulita a costi ridicoli ci fa nuovamente sognare.

Il Noble Gas Engine (motore a gas nobili), realizzato dalla compagnia PlasmaERG in collaborazione con la Inteligentry è quasi pronto per i test e le dimostrazioni.

Come nel caso dell'energy-catalizer anche l'idea di produrre energia attraverso l'eccitazione di gas nobili non è nuova. Ci aveva già pensato un certo Joseph Papp con il suo Papp Engine (motore Papp) con esiti poco significativi se non disastrosi. La sua invenzione non convinse buona parte della comunità scientifica di allora e da alcuni fu considerato un impostore.

Ora, merito forse delle nuove possibilità tecnologiche, il motore a gas nobili viene riproposto. La meccanica è già assemblata mentre stanno finendo di approntare l'elettronica. Proprio l'elettronica sembra essere il cuore del sistema, la chiave di volta o se preferite, perpetuando nell'analogia, l'ingrediente segreto (per chi non avesse seguito l'odissea dell'e-cat, il suo funzionamento è reso possibile da un misterioso catalizzatore che innesca la reazione nucleare).
Il motore, simile ad un motore a scoppio, non usa combustibili convenzionali ma una miscela di gas pre-caricata all'interno della camera di combustione. La miscela di gas è sottoposta ad un accurato processo governato dal sistema di controllo elettronico. Inizialmente il gas viene eccitato generando un'atmosfera ionizzata (Plasma). Un successivo innesco, avvia un potente processo di espansione (Plasmic Transition Process) che mette in moto il pistone. L'interruzione dell'eccitazione riporta il gas allo stato di quiete causando vuoto parziale ed un fenomeno noto come negative thermal spike, che lascia i gas pronti per il ciclo successivo.

Una piccola quantità di gas è sufficiente per garantire lo sviluppo di oltre 70kW di potenze per un periodo di circa 6 mesi. I costi sono irrisori, il gas è innocuo ed abbondante e non vi sono emissioni. E' assente anche la produzione di calore per cui il motore non necessita di sistemi di refrigerazione e promette esigenze minime di manutenzione.

Come per l'e-cat le applicazioni potrebbero essere molteplici in quanto le due macchine producono energia pulita a costi quasi zero. Le due invenzioni sono, però, in qualche modo complementari prestandosi, la prima (e-cat), alla produzione di calore (riscaldamento e processi industriale) e la seconda (Noble Gas Engine), come propulsore per veicoli (auto, imbarcazioni, etc).

Intanto i costi dell'energia continuano a salire, ma noi, in attesa delle prossime imprese degli inventori, continuiamo a sognare.

lunedì 9 gennaio 2012

Liberalizzazione delle licenze taxi - la rivoluzione della mobilità

Nella zona in cui abito (Valdera in Toscana) i taxi non esistono. Per la verità anche le altre forme di trasporto pubblico sono pressoché inesistenti ad eccezione di alcuni pulmini gialli per il trasporto scolastico ed un'enorme autobus blu sempre vuoto per il trasporto interurbano.

E' un territorio prevalentemente rurale con piccoli villaggi ed abitazioni disperse tra le colline. Fare a meno dell'auto è impossibile ed in molte famiglie ne serve più di una per non rischiare il completo isolamento. Una seconda auto che in alcuni casi esiste solo per precauzione, come mezzo di emergenza.

Ora si parla di liberalizzazione delle licenze dei taxi ed i taxisti sono infuriati. Ritengono che ne scaturirebbe il chaos. Sostengono che il numero di licenze sia già commisurato alla domanda e che la liberalizzazione porterebbe ad inflazionare il numero di taxi rendendo l'attività scarsamente remunerativa e di conseguenza con qualità scadente del servizio. C'è poi il dilemma di come tener conto dalle spese sostenute per l'acquisto della licenza ed il timore che il business venga preso d'assalto e fagocitato da potenti gruppi trasformando il mestiere del taxista da artigianale a dipendente.

Io la penso diversamente. Il concetto di auto personale è sempre meno compatibile con le esigenze di sostenibilità. Il servizio taxi dovrebbe essere potenziato e reso più efficiente per renderlo una reale alternativa all'uso dell'auto personale. Un servizio che colmi le lacune degli altri servizi di trasporto pubblico e che copra bene l'ultimo miglio. Solo così buona parte di noi (ed a maggior ragione chi vive in città) potrebbe rinunciare all'auto. I vantaggi nel ridurre il numero di auto personali sarebbero enormi (più spazi liberi in città, riduzione costi, meno auto da rottamare, etc). 

Spero proprio che la liberalizzazione delle licenze dei taxi non porti al chaos ma piuttosto a nuove opportunità di lavoro ed una rivoluzione della mobilità con un servizio taxi più moderno, più capillare e con tariffe popolari





mercoledì 4 gennaio 2012

I veicoli del futuro saranno senza conducente? Lo spero proprio!

Veicoli senza conducente o se preferite robotizzati o autonomi, è questo il futuro della mobilità? A giudicare dal crescente numero delle sperimentazioni in questo campo sembra che questa prospettiva non sia poi così remota. D'altronde già oggi le auto sono dotate di tecnologie intelligenti che assistono i conducenti nella guida, come adaptive cruise control, automated parking, etc. Certamente le vetture commerciali attuali sono ancora lontane da questa visione robotizzata dei trasporti ma indubbiamente esiste un trend che mira ad automatizzare/assistere la guida dei veicoli rendendola sempre più semplice e sicura.

Le tecnologie utilizzate nei prototipi dei veicoli autonomi sono invece molto più all'avanguardia ed in grado di comprendere l'ambiente in cui si muovono. Impiegano radar, GPS, LIDAR, elaborazioni grafiche ed altre tecnologie. A noi rimarrà solo da chiamarle e scegliere il percorso.

In un futuristico scenario di auto robotizzate cambierebbero tantissime cose. Magari gli automezzi non saranno mai tutti automatici ed in alcuni casi rimarrà la possibilità per l'uomo di riprendere il sopravvento per poter guidare fuori dagli schemi (emergenze, sicurezza, etc) ma la gran parte dei veicoli saranno senza conducente.

Il concetto di veicolo personale è destinato quindi a scomparire perché basterà fare una chiamata affinché un'auto (tutta sola!) venga a prenderci per portarci al lavoro, a fare shopping o qualche commissione o per scorrazzarci là dove desideriamo, magari in vacanza. Assolto il proprio compito l'auto tornerebbe disponibile per altri utenti ed in attesa di una nuova chiamata se ne starebbe in qualche parcheggio a rifornirsi di energia o a cederla alla rete che per quei tempi sarà diventata molto smart. Il parco auto diverrebbe quindi molto più efficiente ed essenziale e se è vero che attualmente le auto sono ferme, inutili ed inutilizzate per la gran parte della loro esistenza (sembra sino all'80%) il parco auto del futuro sarà drasticamente ridotto. Ogni auto potrà servire forse 3, o 4 famiglie.

Una delle prospettive più interessante è poi quella di dare la possibilità anche alle persone anziane, ai giovanissimi o a chi ha qualche disabilità di spostarsi con libertà. Un mega servizio taxi senza i taxisti a prezzi più abbordabili si spera. Anche la patente perderà di senso così come le multe, l'assicurazione e il bollo auto, la polizia stradale, gli autovelox e gran parte della segnaletica.

I veicoli del futuro saranno profondamente diversi anche per gli allestimenti e l'abitabilità.

Ne esisteranno per le varie esigenze, per trasporto persone, per trasporto merci, per brevi o lunghi tragitti. Sparirà il posto guida e l'abitacolo potrà essere più simile ad un salottino dove fare conversazione o quel che ci pare mentre per i brevi tragitti andrà bene anche qualcosa di più spartano.

In attesa delle auto senza conducete percorreremo ancora molta strada al volante, magari di un'auto ibrida o elettrica.



mercoledì 5 ottobre 2011

Auto, pedoni e ciclisti: pessimi rapporti sulle strade

Sarà il contrasto con la vita campagnola ma quando vado in città, per una ragione o per l'altra, resto un po scioccato. Mi è capitato anche oggi. Questa volta notavo i pessimi rapporti tra pedoni e automobilisti. Gli uni sono profondamente infastiditi dagli altri. In termini di prepotenza le auto, essendo meglio corazzate, hanno il sopravvento. Per carità, capita, a volte, che un'auto si fermi sulle strisce pedonali per far passare un pedone, ma è una concessione. Più spesso bisogna usare la forza per raggiungere il lato opposto della carreggiata. Funziona bene l'attraversamento deciso, assicurandosi che ti abbiano notato per non fare una brutta fine ma meglio ancora intimare l'ALT protraendo il braccio verso gli automobilisti furiosi: vade retro, Satana!

traffico auto pedoni ciclisti camionisti apinoPer la verità anche con i ciclisti i rapporti non sono buoni e poi ci sono evidenti risentimenti tra automobilisti e camionisti ed un'odio unanime verso gli apini.

Questi, insieme a tutti quelli che procedono con ritmo blando, come forestieri, turisti o anziani, raccolgono le ire di tutti gli altri automobilisti stressati.

Come si svilupperà il conflitto con l'avvento delle auto elettriche? Queste auto silenziose, ecologiche, più rispettose, potrebbero innescare un processo di riappacificazione stradale?

Purtroppo temo di no. In alcuni test condotti recentemente è stato riscontrato che i conduttori delle auto elettriche soffrono di una nuova forma di stress, quella di rimanere a secco. In inglese la chiamano range anxiety. 

Ci mancavano solo altri stressati per le strade!


giovedì 30 giugno 2011

Veicoli personali volanti - La Comunità Europea inizia a pensarci

Muoversi liberamente con un piccolo aereo personale evitando traffico, code ed ingorghi. Un sogno che, forse, ha solleticato la mente di molti di noi. Ma davvero un giorno viaggeremo così? Forse si.

myCopter, PAV, PATS, veicolo aereo personale
Il progetto myCopter, finanziato dalla Comunità Europea, nasce proprio con l'obiettivo di risolvere la congestione del traffico in Europa fornendo un mezzo alternativo, economico, sostenibile e facile da utilizzare... come un'auto.

L'idea è quella di realizzare un sistema di trasporto aereo personale (Personal Air Transport System -  PATS) pensato specificatamente per coprire i tragitti casa-lavoro e per volare a bassa quota negli ambiti urbani; uno spazio libero dal traffico aereo convenzionale che avviene a quote superiori.

Il progetto coinvolge un consorzio di esperti per lo sviluppo delle tecnologie necessarie per rendere questo tipo di trasporto possibile per una vasta utenza. A questo scopo saranno sviluppati modelli di prova per la gestione dinamica dei PAV (Personal Air Veichle), prototipi senza equipaggio, simulatori di movimento, elicotteri con equipaggio, etc. Il progetto, giusto per chiarire, non ha l'ambizione di realizzare dei prototipi funzionanti ma, più realisticamente, si prefigge di porre delle basi per un futuro sviluppo di queste tecnologie.

myCopter, PAV, PATS, veicolo aereo personale
Sono molte le questioni ancora da risolvere prima che un sistema di trasporto aereo personale possa essere realizzato. Sarà necessaria una efficacie interfaccia uomo-macchina, lo sviluppo di comportamenti autonomi del veicolo per ridurre i rischi e renderlo utilizzabile dalla maggior parte delle persone, la valutazione degli impatti sociali ed economici e per finire anche un design accettabile.

Quello della foto, tutto sommato, non mi sembra niente male.


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