venerdì 17 febbraio 2012

Gli impianti di riscaldamento ed i pericoli per l'uomo

Incendi, esplosioni, intossicazioni, ustioni... ogni anno, durante la stagione invernale, si verificano numerosi incidenti dovuti al mal funzionamento degli impianti di riscaldamento. La causa è quasi sempre l'errata installazione o la mancanza di manutenzione e di controlli periodici, ma in molti casi si tratta solo di sbadataggine.

IMPIANTI ALIMENTATI A LEGNA
Nel caso di stufe, caldaie, cucine economiche, caminetti e termocamini alimentati a legna i pericoli includono incendi, intossicazioni ed ustioni.

Fuoriuscita di fumi
La fuoriuscita di fumi da un camino o stufa a legna all'interno dei locali abitati è un pessimo segnale. Indica che c'è qualcosa che non va nell'impianto ma soprattutto costituisce un rischio per le persone. In alcune circostanze, una piccola fuoriuscita di fumi è tollerabile. Si può verificare spesso all'avviamento quando ancora il meccanismo che assicura il tiraggio non si è innescato ed è favorita anche da particolari condizioni climatiche (giornate particolarmente miti) o dall'impiego di legna poco stagionata. Ma quando la fuoriuscita di fumi non si limita a brevi e sporadici casi è un segnale d'allarme che non deve essere ignorato.

I fumi sono visibili per la presenza di parti solide e vapore acqueo che vengono trascinate insieme ai gas di combustione rendendoli opachi e visibili. Le parti solide, costituite da finissima polvere di carbonio, tendono a depositarsi all'interno della canna fumaria formando incrostazioni (fuliggine) che ostacolano il normale deflusso dei gas di combustione. La loro presenza eccessiva è sintomo di una combustione imperfetta.

Se i fumi si riversano nei locali abitati possono procurare irritazione agli occhi e alle vie respiratorie ma ciò che dobbiamo temere maggiormente sono i gas di combustione, invisibili e velenosi. La composizione dei gas di combustione dipende da ciò che si sta bruciando e da come sta bruciando. Per la legna, i prodotti di combustione sono costituiti essenzialmente da anidride carbonica (CO2), un gas asfissiante solo ad elevate concentrazioni, ed il tristemente noto monossido di carbonio (CO), un gas estremamente tossico.

Intossicazione da monossido di carbonio
Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, inodore e insapore appena più leggero dell'aria. Viene prodotto dall'ossidazione parziale del carbonio contenuto nei combustibili (legna, gas, etc) e in tanti altri composti e si forma quando non c'è abbastanza ossigeno per produrre anidride carbonica (CO2).  Si forma, ad esempio, quando si utilizzano fornelli, stufe a legna o caldaie a gas in uno spazio chiuso o scarsamente aerato.

Il monossido di carbonio, in concentrazioni elevate, è altamente tossico per l'uomo e per gli animali. L'assenza di colore, odore e sapore lo rende particolarmente insidioso tanto da rappresentare la causa più comune di avvelenamento mortale in molti paesi. Se respirato si combina con l'emoglobina rendendola inefficace per la fornitura di ossigeno ai tessuti corporei.

La gravità dell'intossicazione dipende dalla concentrazione di monossido di carbonio e dalla durata dell'esposizione perché l'avvelenamento è persistente ed ha quindi un carattere cumulativo. Con appena 35 ppm ed una esposizione prolungata oltre le 6 ore può provocare mal di testa e vertigini, con 1600 ppm provoca la morte in 2 ore di esposizione e per concentrazioni particolarmente elevate 12800 ppm la morte avviene in pochi minuti. Alcuni sintomi quali mal di testa, nausea, capogiri ed una generale sensazione di stanchezza possono facilmente essere attribuiti a forme influenzali o avvelenamenti da cibo e per questo equivocati e sottovalutati. 

Per evitare questo pericolo la combustione deve avvenire in eccesso di ossigeno e deve essere garantita una efficace evacuazione dei fumi. Per questo i fornelli di cucina devono avere una cappa aspirante ed una apertura con l'esterno per l'ingresso di aria; le stufe a legna devono avere un buon tiraggio che garantisca l'evacuazione dei fumi attraverso la canna fumaria e l'apporto di nuova aria comburente attraverso un'apertura esterna, etc.

In commercio sono disponibili dispositivi rivelatori di monossido di carbonio con allarmi visivi e sonori che possono aiutare a scongiurare questo pericolo.

Il monossido di carbonio una volta rilasciato in atmosfera si combina rapidamente con l'ossigeno per formare CO2 e la sua pericolosità si annulla.


Incendi
Gli incendi possono avere esiti imprevedibili e danneggiare seriamente sia le cose che le persone. Il pericolo degli incendi per le persone e legato ad un'infinità di circostanze: elevate temperature, fiamme, cedimenti e naturalmente intossicazioni perché in un incendio, i materiali interessati, producono molteplici tipologie di gas oltre naturalmente a CO2 e CO.

Gli incendi possono verificarsi quando materiale facilmente infiammabile (legno, tessuti ed altre sostanze) si trova a contatto o troppo vicino agli elementi caldi dell'impianto. Questi includono la caldaia in cui avviene la combustione raggiungendo temperature fino ai 350°C e la canna fumaria percorsa da fumi con temperature anche oltre ai 250°C. Per questo le caldaie devono essere installate rispettando le distanze minime prescritte sui manuali di installazione ed analogamente le canne fumarie. Bisogna inoltre prestare attenzione a non lasciare oggetti nelle vicinanze come tappeti che, specie durante le operazioni di alimentazione della caldaia, potrebbero incendiarsi a causa di qualche tizzone di brace. Ma è bene anche evitare di appendere tessuti ed indumenti nelle vicinanze che spesso vengono messi ad asciugare o semplicemente a scaldarsi prima di indossarli. Per l'accensione non usare mai prodotti come alcool ma le apposite piastrine accendi fuoco.

Gli incendi possono anche innescarsi a causa di fuliggine ed altro materiale incombusto che si deposita lungo la canna fumaria. I depositi sono favoriti dalla scorretta combustione della legna, dal tiraggio insufficiente e dalla scarsa qualità della canna fumaria che spesso è in muratura anziché in acciaio. Una buona prevenzione dovrebbe comprendere l'eventuale correzione di difetti impiantistici, l'uso corretto dell'impianto (ad esempio impiego di legna ben stagionata) e, naturalmente regolari ispezioni e pulizia della canna fumaria. In genere questa è costituita da un elemento di tubazione a vista che dalla caldaia s'innesta alla parete in corrispondenza al tratto di canna fumaria verticale che porta al comignolo. Questo tratto di raccordo va smontato e pulito a fine stagione mentre la condotta fissa va pulita con un apposito attrezzo.

E' bene inoltre ricordare che anche la cenere che, grossomodo va smaltita quotidianamente, può diventare fonte di incendi. La cenere raccolta nell'apposito cassetto, può, infatti, contenere ancora brace o tizzoni che anche se apparentemente spenti potrebbero ravvivarsi. E' quindi importante trasportarla con attenzione, sempre in contenitori metallici, e smaltirla all'aperto (mai lasciarla all'interno dell'abitazione) lontano da materiale infiammabile e possibilmente in un contenitore, sempre metallico, o, per chi vive in aperta campagna anche sul terreno ma con le dovute attenzioni.

Ustioni
Chi ha a che fare con un impianto termico alimentato a legna è particolarmente esposto al pericolo delle ustioni. Il corpo di una caldaia, spesso in ghisa o in acciaio, raggiunge temperature molto elevate così come gli elementi della canna fumaria. Le caldaie o stufe rivestite in ceramica o pietra ollare comportano meno rischi ma vi sono comunque elementi caldi come ad esempio gli sportelli di carico. Ed è proprio durante l'operazione di carico e di governo di questi impianti che i rischi di ustione sono maggiori. Una caldaia va caricata con frequenza, spesso ogni una o due ore, e l'operazione di adagiare la legna all'interno del braciere e sistemarla ci espone con frequenza al rischio di ustioni alle mani. Per questo sarà buona norma utilizzare gli appositi guanti di protezione.

In presenza di bambini bisogna adottare adeguate misure di sicurezza. La ditta Morso, ad esempio, specializzata in stufe a legna di grande qualità, commercializza tra gli accessori vere e proprie recinzioni.


IMPIANTI ALIMENTATI A GAS
Per le caldaie a gas sono quasi assenti i pericoli di ustioni ma permangono quelli delle intossicazioni a cui si aggiunge il pericolo di esplosioni causate in genere da fughe di gas. I combustibili gassosi, sia metano che GPL, sono appositamente addizionati con sostanze che ne permettono il riconoscimento olfattivo. Per il metano, più leggero dell'aria, bisogna inoltre prevedere opportune aperture in alto mentre per il GPL, più pesante dell'aria, le aperture vanno predisposte in basso. In presenza di fughe di gas arieggiate i locali, non accendete interruttori o dispositivi elettronici, chiudette eventuali rubinetti del gas a monte e chiamate un tecnico al più presto. In commercio sono disponibili appositi rilevatori di gas e di monossido di carbonio con allarme sonoro e visivo.

CONCLUSIONE
I pericoli insiti negli impianti termici non devono mai essere sottovalutati. Le macchine termiche operano ad elevate potenze bruciando combustibili con un enorme contenuto energetico. La messa in sicurezza e prevenzione, per altro obbligatoria, ci preserva da eventuali rischi. Ma gli incidenti, a volte, si verificano per circostanze difficilmente prevedibili: nidi di vespe che ostruiscono il corretto tiraggio dei fumi, cedimenti strutturali che compromettono la canna fumaria, usura o rottura di elementi impiantistici. Le cautele non sono mai troppe ed un po di timore aiuta a gestire gli impianti termici con meno leggerezza e spavalderia.  

2 commenti:

  1. Alcune volte l'anno sui gradini esterni di casa compariva tracciato a gesso uno strano disegno: due linee verticali che tendevano a convergere attraversate da tre segmenti orrizontalli, affianco due numeri separati da una sbarretta...
    Era la rappresentazione stilizzata di una scala a pioli affiancata da giorno e mese.
    Comunicava quando sarebbe passato lo spazzacamino. Già 50 anni fa era obbligatoria la pulitura periodica dei camini e un libricino che veniva vistato indicava l'avvenuto intervento.
    Ironia del destino lo spazzacamino del nostro quartiere si chiamava Karbon.
    Vestiva come quelli del film Mary Poppins, tutto in nero, capellino cilindrico con visiera, viso un po' scurito dalla fuliggine, con tanto di atrezzi arrotolati in spalla.
    I primi giorni dell'anno passava casa per casa a fare gli auguri, lo spazzacamino è dove sono nata simbolo di fortuna, facile capire il perchè, e lasciava un piccolo omaggio di solito un calendario.
    Se a capodanno fate un giro per Bolzano troverete nelle pasticcerie piccoli spazzacamino di cioccolata o marzapane, minuscoli numi tutelari della casa.
    Mi risulta che tutt'oggi il figlio del nostro spazzacamino continui il mestiere ache se non credo passi più a capodanno casa per casa :-) ma non è detto... Bolzano è un po' speciale

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    1. Bella storia del passato. Ora di spazzacamini se ne vedono pochi o forse non sono più riconoscibili come un tempo. C'è il "caldaista" che la canna fumaria non la guarda nemmeno anche perché le caldaie a gas di fuliggine ne producono ben poca. Non è escluso, però, che con i costi dei combustibili convenzionali in salita libera non si ritorni alla legna, come in passato. Forse dovremmo chiedere a Karbon junior quali sono gli attuali trend.

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