domenica 25 novembre 2012

Se l'olio di oliva extravergine è amaro

Tra i cinque sapori di base (dolce, salato, aspro, amaro e umami), siamo particolarmente sensibili all'amaro. Tale spiccata capacità di rilevare il sapore amaro, si ritiene offra un'importante funzione protettiva dal momento che, in natura, molte sostanze amare, sono tossiche. E' per questo che la sensazione sgradevole percepita da molte persone per i sapori amari è sfruttata per evitare l'ingestione involontaria di alcune sostanze come i medicinali.

Naturalmente la repulsione per l'amaro dipende dall'intensità di questo sapore. In molti alimenti, infatti, il sapore amaro è presente ed apprezzato.

A volte capita che anche l'olio di oliva extravergine risulti amaro. E' successo quest'anno a molti olivicoltori della Toscana (ma non è certo la prima volta che si verifica!) generando alcune preoccupazioni. L'amaro, insieme al piccante ed al fruttato è uno degli attributi positivi di un buon olio di oliva extravergine, ma quando l'amaro prevale ciò rappresenta un difetto. Si tratta di un difetto delle caratteristiche organolettiche dell'olio di oliva riscontrabile dall'analisi sensoriale e non di un difetto delle caratteristiche chimico-fisiche. Ciò significa che anche olive perfettamente sane prodotte da uliveti che adottano le migliori pratiche culturali e frante con le migliori metodologie possono generare un olio di oliva amaro, ma pur sempre di olio extravergine di oliva si tratta con tutte le sue salubri proprietà.

Il gusto amaro dell'olio di oliva non svanisce con il tempo, qualcuno sostiene che possa essere attenuato dalla cottura ma forse viene ad essere semplicemente camuffato dalla presenza di altri sapori. Non è nemmeno tanto chiaro quali ne siano le cause.  Una possibilità è che derivi dalla frangitura di olive troppo acerbe. Questa è senz'altro una ipotesi interessante anche se molti ulivicoltori ormai frangono con un certo anticipo rispetto al passato producendo oli extravergini con proprietà organolettiche di gran pregio ed è anche vero che alcuni frantoi che spesso frangono le loro olive (ammesso che ne abbiano) in dicembre inoltrato hanno riscontrato il medesimo difetto. Un'altra ipotesi è che l'amaro derivi dall'eccessiva presenza di fogliame o parti legnose ma questa possibilità credo sia da scartare dal momento che i frantoi dispongono di efficaci metodi per rimuovere fogliame e rametti. Un'ulteriore possibile causa potrebbe essere un prolungato periodo di siccità, come quella di questa estate, ma anche in questo caso non si spiegherebbe perché uliveti dello stesso territorio, che presumibilmente hanno sofferto delle medesime condizioni climatiche, possano produrre oli sia amari che dolci.

Quindi, raccolta troppo anticipata, presenza di fogliame e siccità non sembrano essere condizioni che singolarmente portano ad un olio eccessivamente amaro. Forse lo scenario da ricercare è più complesso e magari oltre alle variabili già considerata  potrebbero intervenire altri fattori, come le pratiche culturali e le tipologie di cultivar.

Posso ancora osservare, ammesso che il caso del mio uliveto faccia statistica, che dalla coltivazione naturale di più varietà di piante prevalentemente autoctone, mantenendo il terreno inerbito ho sempre ottenuto una produzione di ottimo olio di oliva extravergine (scusate la nota di orgoglio!). E' possibile che questa sia una buona strategia per evitare questi difetti?

In attesa che qualche esperto ci illumini sul fenomeno il mio suggerimento è di accettare con un po' di tolleranza anche olii extravergini di oliva amari. Sempre meglio degli olii contraffatti!

sabato 24 novembre 2012

Esempio di Asseverazione - caso sostituzione infissi

Di seguito riporto un esempio di Asseverazione per richiedere la detrazione IRPEF nel caso di sostituzione dei soli vetri.

Asseverazione del rispetto dei limiti di trasmittanza dei nuovi infissi a seguito della sostituzione degli elementi vetrati.

Dati del Cliente e dell’immobile
Nikola Tesla, residente in Via Del Risparmio, 24 - 56100 – Pisa (Pisa)
Immobile  – Via Dei Bassi Consumi, 32 – 56100 Pisa (Pisa) - Piano primo

Descrizione dell’intervento
Le opere di riqualificazione energetica portate a termine in data 13 settembre 2012 consistono nella sostituzione di vetri singoli con spessore di 3 mm con nuovi vetri camera 4-12-4 basso emissivi con valori di trasmittanza dichiarati dal fornitore pari a Ug = 1,6 W/m2K. I lavori hanno comportato l’adattamento delle sedi del telaio al fine di poter ospitare i nuovi vetri, le sigillatura e l’inserimento di guarnizioni sul profilo esterno del telaio per assicurare una migliore tenuta degli infissi alle infiltrazioni d’aria (guarnizioni antispiffero).

L’immobile è dotato di impianto di riscaldamento e le dieci finestre oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica delimitano locali riscaldati dall’ambiente esterno.


Calcolo dei valori di trasmittanza dei nuovi infissi
Per calcolare il valore complessivo della trasmittanza dei nuovi infissi si procede utilizzando il metodo semplificato considerando che il telaio (in legno con spessore 70 mm) costituisca il 20% della superficie complessiva dell’infisso. Per il telaio si utilizzano i valori di trasmittanza indicati nelle norme UNI EN ISO 10077-1  Appendice F e, nel caso specifico, pari a Uf = 2,0 W/m2K
Per la trasmittanza totale dei nuovi infissi risulta:
Uw = 0,2 x 2,0 + 0,8 x 1,6 = 1,68 W/m2K

Verifica
Per poter beneficiare della detrazione IRPEF prevista dalla finanziaria 2012, i valori di trasmittanza dei nuovi infissi devono essere inferiori o uguali ai valori limite indicati, in funzione della Zona Climatica, nella Tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010 a cui (per i lavori terminati nell’anno 2012) bisogna fare riferimento. Per l’immobile oggetto dell’intervento, ubicato in zona climatica D, i valori di trasmittanza devono essere inferiori o uguali a Ulimite = 2,0 W/m2K. Tale condizione è ampiamente verificata.


Calcolo dei valori di trasmittanza dei vecchi infissi
Per il calcolo della trasmittanza Uw dei vecchi infissi si procede analogamente considerando che i vecchi vetri (di spessore 3 mm) abbiano un valore di trasmittanza Ug = 5,8 W/m2K.

Per la trasmittanza totale dei vecchi infissi risulta:
Uw = 0,2 x 2,0 + 0,8 x 5,8 = 5,04 W/m2K


Pisa, 18 Novembre 2012
Ing. Pinco Pallo

domenica 18 novembre 2012

Sostituzione di serramenti ed infissi - detrazione IRPEF - requisiti

La sostituzione di serramenti ed infissi è tra gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici più efficaci perché comporta lavori non troppo invasivi, ha costi ragionevolmente contenuti e può beneficiare delle detrazioni IRPEF (almeno per ora è così). E' possibile inoltre procedere con gradualità per distribuire spese e disagi nel corso del tempo (una finestra alla volta, magari iniziando da quelle più strategiche ed in condizioni peggiori).

Ammontare delle detrazioni IRPEF
Queste tipologie di interventi possono risultare conveniente a prescindere dalle detradioni IRPEF ma questa possibilità rende l'intervento più appetibile. Con l'ultima finanziaria (vedi scheda informativa per finanziaria 2012) la sostituzione di serramenti ed infissi beneficia di una detrazione IRPEF del 55% per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013 (Dl n. 83/2012). Dopodichè le cose cambieranno.

Requisiti degli edifici e degli interventi perché possano beneficiare delle detrazioni IRPEF
Per poter beneficiare degli incentivi, i lavori devono essere eseguiti su edifici esistenti e dotati di impianto di riscaldamento (qui trovi una definizione di impianto di riscaldamento che non è affatto scontata). L'intervento inoltre deve consistere nella sostituzione di serramenti ed infissi (non può trattarsi di nuova installazione!) e riguardare serramenti ed infissi che delimitano locali riscaldati dall'esterno o da vani non riscaldati (come ad esempio vano scala o garage/rimessa, etc).

In aggiunta a questi prerequisiti è necessario che i nuovi serramenti ed infissi siano caratterizzati da un basso valore di trasmittanza termica. Tali valori devono essere inferiori o uguali ai valori limite riportati nella tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010 (per interventi dal 2010).

Tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010
Valori limite della trasmittanza termica utile U delle strutture componenti l’involucro edilizio espressa in (W/m2K)


Quali sono gli interventi ammissibili?
Gli interventi ammissibili comprendono:
  • la sotituzione di finestre, vetrate fisse, porte (ad esempio portone di ingresso o porta per accedere alla cantina o al garage).
  • la sostituzione dei soli vetri mantenendo i vecchi telai (ad esempio rimozione dei vecchi vetri singoli con nuovi doppi vetri)
  • nel caso di sostituzione di vetri singoli o di infissi e serramenti completi  è ammissibile alla detrazione anche la sostituzione di scurini, persiane, avvolgibili, cassonetti purchè solidali con l’infisso (altrimenti si tratterebbe di nuova installazione!) e degli elementi accessori come ad esempio l'aggiunta di una guarnizione antispifferi (per ridurre gli spifferi tra parti mobili della finestra e telaio fisso).

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