martedì 20 marzo 2012

Caffè americano - macchine, preparazione e consigli

La macchina per il caffè americano ha fatto ingresso in casa da poco più di un anno ed ormai la utilizziamo abitualmente con buona soddisfazione. Tra i vari modelli ho scelto la Philips HD7567/20, una delle poche provvista di timer per la programmazione. Questo consente di preparare il caffè la sera e ritrovarlo pronto al mattino. Questo modello, nei negozi, è introvabile ma è facilmente reperibile online sui più importanti siti di e-commerce. Il prezzo è di circa 50,00 euro spedizione inclusa.

Non vi è dubbio che qualitativamente, o meglio come gusto, il caffè americano si trovi agli ultimi posti nella scala delle mie preferenze, surclassato da moka, brikka, caffè turko ed espresso ma l'idea di sorseggiare una tazzona abbondante di caffè caldo al mattino mi attirava. Un modo diverso di concepire il caffè, specie per colazione: un beverone da sorseggiare con calma leggendo le news o passeggiando in giardino e non un gustosissimo concentrato di aromi che svanisce in una boccata.

In Italia il caffè americano non ha mai riscontrato particolare successo, ma viaggiando spesso ci si imbatte in queste macchinette negli hotel con taglio più internazionale. All'estero, invece, è molto frequente. A volte se ne trovano addirittura nelle camere degli alberghi ma io le ho sempre disdegnate anche perché in quelle occasioni ero ancora poco confidente con questi apparecchi.

Superate le prime titubanze per l'inedito elettrodomestico la macchina del caffè americano si scopre semplice e funzionale. Ecco come si procede per utilizzarla al meglio.

Posizionare la macchina
Per prima cosa bisogna piazzarla in un luogo idoneo dove poterla collegare alla presa di corrente. L'ideale è dedicargli un posticino sul banco di lavoro in cucina in modo che filtri, caffè, zucchero, cucchiaini e tazze siano a portata di mano. Per la verità potreste piazzarla anche altrove, magari in soggiorno, a patto che ci sia una presa di corrente e che siate disposti ad andare avanti e indietro per pulire la caraffa.

Collegare la macchina e settare l'ora
Sistemata la macchina del caffè inserite la spina. Se la macchina è programmabile bisogna impostare l'ora corrente agendo su due appositi pulsanti (ora e minuti).

Mettere l'acqua
Utilizzando un contenitore graduato versate dell'acqua fredda nell'apposito serbatoio tenendo conto che per una bella tazza di caffè sono necessari circa 125 ml. Se quindi siete in due e ne volete due belle tazze a testa (magari una al mattino ed un'altra nel pomeriggio) servirà circa mezzo litro di acqua. Naturalmente il quantitativo d'acqua non deve superare la capacità del serbatoio che varia, in funzione del modello, tra 600 e 1000 ml (0,6 - 1,0 litri).

Sistemare filtro e caffè
Dopo aver ripiegato i bordi di cucitura del filtro di carta inseritelo nell'apposita sede e con un cucchiaio da cucina aggiungete il caffè macinato. I filtri sono standardizzati ed identificati da un numero (per la Philips in questione si utilizzano i N° 4, a volte designati con 1x4) e possono essere acquistati in quasi tutti i centri commerciali. Una confezione da 180 filtri costa circa 4,00 euro e vi durerà per circa mezzo anno. Per quanto riguarda il quantitativo di caffè in polvere da versare serve grossomodo un cucchiaio da cucina raso di caffè per ogni tazza. Potete utilizzare qualsiasi caffè macinato, va bene quindi quello che avete sempre utilizzato per la moka.

Avviare la macchina
A questo punto potete avviare la macchina premendo l'apposito pulsante o, se previsto, premere il pulsante timer per programmarne l'avvio all'ora desiderata (altri due pulsanti permettono di regolare l'orario di programmazione altrimenti viene riproposta la precedente impostazione). La macchina entra in funzione ed inizia ad erogare il caffè (naturalmente se è programmabile l'avvio avverrà all'ora X). Una pompetta aspira l'acqua dal serbatoio che viene riscaldata e fatta gocciolare nel filtro con caffè e da qui nella caraffa sottostante. Il caffè è pronto da servire quando tutto il contenuto di acqua del serbatoio è finito nella caraffa, operazione che dura circa 10 minuti. Non togliete la caraffa prima che la macchina abbia terminato il ciclo (si capisce perché non c'è più acqua nel serbatoio e perché la macchina smette di sbuffare).

Servire e gustare (si fa per dire!)
Per servire il caffè basta estrarre la caraffa e riempire le tazze. Tenete presente che queste macchinette, tramite una piastra riscaldata su cui appoggia la caraffa, mantengono il caffè in caldo per circa due ore. Se utilizzate tutto il caffè potete spegnere la macchina in modo che la piastra non scaldi inutilmente. Conviene spegnerla anche se avete intenzione di consumare il caffè rimasto in un secondo momento, magari nel pomeriggio. In questo caso, se lo desiderate caldo, potete scaldarlo mettendo la caraffa nel microonde. 

Pulizia e smaltimento filtri e caffè esausto
La caraffa va sciacquata semplicemente con acqua fredda o tiepida mentre il filtro di carta insieme al caffè  va smaltito nell'umido o direttamente nella compostiera (i filtri in genere sono compostabili ed il caffè pure).

Alcune osservazioni

Scelta del caffè
Il caffè, si sa, ha un'impatto ambientale elevato, per questo bisognerebbe consumarne poco. Coloro che si sono presi la briga di valutarne il peso ecologico ritengono che dell'intero ciclo di vita la coltivazione e trasformazione del caffè sia la parte che normalmente incide maggiormente. Con particolari accorgimenti durante questa fase del processo, questa percentuale può scendere fino quasi ad annullarsi. I caffè prodotti con tali attenzioni si riconosco per la presenza della etichetta EcoLabel sulla confezione e dovrebbero essere preferiti negli acquisti. Purtroppo credo che siano alquanto rari e non ne ho mai trovati (ma io vivo un po sperduto nel bel mezzo della campagna toscana!).
Anche le modalità di preparazione incidono ed il caffè americano insieme a quello solubile risultano i più sostenibili. Le macchinette a cialde, che ahimè, stanno riscuotendo un gran successo e diffusione sia negli uffici che nelle abitazioni private sono invece le più devastanti per l'ambiente.
Tutto questo, naturalmente, è vero a parità di caffè (macinato) utilizzato. Con il caffè americano ho constatato che si utilizza meno caffè, circa la metà.

Trattamenti anticalcare della macchina del caffè
Tutte le macchinette per il caffè, impiegando acqua a temperatura elevata, risentono molto della formazione di calcare, tanto più quanto l'acqua è dura. Per non comprometterne la funzionalità e l'efficienza di tanto in tanto è necessario fare un trattamento anticalcare. Sulla Philips che utilizzo quando i depositi sono eccessivi compare sul display l'avviso CALC.

Per eliminare il calcare la cosa migliore è versare circa mezzo litro di aceto (con acido acetico di almeno il 4%) nel serbatoio e, ovviamente senza filtro di carta ne caffè, avviarla come per preparare il caffè. Quando l'aceto è passato alla caraffa conviene spegnere e rimuovere la caraffa (non serve tener in caldo l'aceto che oltretutto evapora impestando l'ambiente!). Se non fosse sufficiente, una volta che l'aceto si è raffreddato, potete ripetere il trattamento utilizzando il medesimo aceto sino a 3, 4 volte.
Per la verità esistono anche prodotti anticalcare specifici per macchine del caffè ma non credo che il risultato sia differente a parte il fatto di aver speso soldi inutilmente. In internet, a proposito dei prodotti anticalcare, ho sentito che molti utilizzano Viacal. Tuttavia lo stesso produttore dice espressamente che Viacal "...non può essere utilizzato dentro bollitori (o altri piccoli elettrodomestici con funzione di cottura) in plastica..."
Inutile dirvi che dopo il lavaggio anticalcare è necessario risciacquare bene i vari elementi e compiere alcuni cicli con sola acqua per togliere ogni traccia e odore dei prodotti impiegati.

3 commenti:

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