lunedì 20 dicembre 2010

Certificazione energetica per edifici privi di impianto di climatizzazione

Alcuni edifici sono privi di impianto di climatizzazione. A volte si tratta di case di vacanza utilizzate solo nelle stagioni più miti o di abitazioni in zone climatiche favorevoli come accade al sud Italia. Ma non sono rari gli appartamenti privi di impianto di climatizzazione anche in altre zone meno temperate.
Come si procede allora in questi casi al calcolo dell'indice di prestazioni energetiche (EPi) per il rilascio dell'ACE dal momento che l'EPi tiene conto del rendimento globale dell'impianto di climatizzazione? 

Innanzitutto è necessario determinare se l'edificio in questione è privo di impianto termico. Per la definizione di impianto termico le Linee guida nazionali per la certificazione energetica (DM 26 giugno 2009) rimandano al comma 14 dell'allegato A del Dlgs 19 agosto 2005 N 192. In realtà la definizione è riportata al comma 12!

Impianto termico è un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio delle singole unità immobiliari è maggiore o uguale a 15kW.
Ciò significa che un'abitazione che per il riscaldamento utilizza una stufa a legna o una cucina economica (ad esempio con potenza di circa 6 kW) per le zone living (cucina soggiorno) e magari un termoventilatore elettrico (potenza di circa 2 kW) per il bagno è considerata priva di impianto di climatizzazione.

In questi casi per il calcolo della prestazione energetica si procede nel seguente modo.

Si calcola dapprima l'indice di prestazione energetica dell'involucro edilizio EPi,inv.
Se EPi,inv espresso in kWh/m2 anno è maggiore del valore limite (definiti in funzione della zona climatica).
si presuppone che le condizioni standard di confort siano ottenute mediante l'impiego di apparecchi elettrici. L'energia elettrica per generare il calore necessario è maggiorata mediante un fattore di conversione per tenere conto dell'efficienza media di produzione del parco termoelettrico.

... il valore di riferimento per la conversione tra kWh elettrici e MJ definito con provvedimento dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, al fine di tener conto dell’efficienza media di produzione del parco termoelettrico, e suoi successivi aggiornamenti.

Sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas non c'è traccia di questo fattore di conversione (almeno io non sono riuscito a trovare nulla) tuttavia sul Dlgs 311 del 2006, nell'Allegato A al comma 32 viene riportato che ... Ai fini della conversione di energia elettrica in energia primaria si considera l'equivalenza: 9MJ = 1 kWhe... o se preferite 2,5 kWh (termici) = 1 kWh (elettrici)

Ciò significa che EPi = 2,5 EPi,inv.

Se invece EPi,inv è inferiore o uguale al valore limite si presume un rendimento globale medio stagionale dell’impianto termico pari al valore calcolato con la formula riportata al comma 5, dell’allegato C, del decreto legislativo.
ƞg = 75 + 3 Log Pn

Per l’applicazione della predetta formula, in luogo della potenza utile nominale (Pn) del generatore si utilizza la potenza richiesta dall'edificio calcolata secondo la norma UNI EN 12831 (carico invernale).


Ed in questo caso EPi = EPi,inv / ƞg

Quanto detto vale per tutti gli edifici ad esclusione di quelli industriali (categoria E.8) per i quali si ragiona in modo analogo salvo il fatto di calcolare l'indice di prestazione energetica in kWh / m3 anno ed utilizzando la seguente tabella per i valori limite di EPi,inv.

7 commenti:

  1. Quali sono le fonti normative di questa procedura

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  2. Mi rispondo da solo D.M. 26-06-2009

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    1. Ciao Vincenzo, hai fatto tutto da solo! Comunque nell'articolo c'è scritto.
      Un saluto e buon lavoro

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  3. Salve,
    nel caso in cui un appartamento in condominio possiede 4 pompe di calore monosplit, la cui somma risulta 12kW circa, e 4 stufe elettriche fisse la cui somma risulta 4kW, posso considerare il tutto come impianto termico, visto che la somma delle potenze totali risulta essere 16kW?
    Ed inoltre posso sommare anche la potenza dello scalda acqua (elettrico o a gas), nel caso in cui non raggiungessi i 15kW con l'impianto precedentemente descritto?

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  4. nella casa che sto acquistando c'e' la stufa a pellet sono in possesso del documento di esenzione ace la vecchia cerfificazione ma mi chiedono l'ape come faccio a farla se non c'e' il riscaldamento? ma serve?

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    1. Per quanto ne so l'ape serve ma dovrebbe essere il venditore a fornirtelo

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  5. Buongiorno, ho letto con molto interesse questo articolo. Grazie. Le chiedo una cosa, dovrei redigere un APE per un edificio dei primi novecento, su 2 livelli + sottotetto, riscaldato interamente con stufa a legna ad eccezione di una camera e un bagno che sono riscaldati con una caldaia GPL. Come trattereste questo caso?

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