lunedì 15 marzo 2010

La valorizzazione delle aree suburbane e rurali attraverso il telelavoro ed il modello distribuito

Se mai in Italia la diffusione del telelavoro raggiungesse cifre significative credo che si dovrà ripensare ad infrastrutture e servizi. Cambierebbe il ruolo delle aree abitate, specie quelle suburbane, ormai relegate a dormitori e cambierebbero le esigenze di viabilità alleggerendo il peso del traffico e la congestione dei centri urbani ed industriali.

In questi ultimi decenni abbiamo assistito a flussi migratori verso le città in grado di offrire più prospettive di occupazione e servizi ed il conseguente svuotamento ed impoverimento di vasti territori o il fenomeno del pendolarismo. L'italia, inoltre, è piena di paesi fantasma. Piccoli agglomerati, spesso isolati e poco accessibili con panorami unici ed una natura esuberante che si fa spazio tra le rovine. Molti sono ancora in buono stato, magari ancora arredati come se si fossero allontanati tutti i suoi abitanti solo per un poco.  Questo gli conferisce un alone di mistero, un po di amarezza ed inquietudine.

Toiano - un piccolo borgo medioevale in Toscana quasi disabitato.

Credo che un territorio vincente debba essere in grado di offrire lavoro, servizi e socialità alla sua comunità ma in questo intento fin'ora l'Italia ha fallito. Ora con il telelavoro si introduce un elemento di forte flessibilità ed il lavoro può divenire più distribuito sul territorio. Piccoli centri e paesini di antica vocazione rurale o artigianale che in questi anni non erano più in grado di dare risposta alle esigenze delle nuove generazioni potrebbero riacquisire valore e vitalità.

Non credo nemmeno che il telelavoro debba essere inteso come il lavoro da casa. Certo, non lo escludo, ed infatti sempre più spesso si parla di lavoro da dove vuoi. Non escludo nemmeno che possano nascere nelle città, nei paesi minori e nei villaggi dei punti d'incontro per telelavoratori in grado di offrire i servizi necessari. Il vecchio bar del paesino, dove i pochi anziani rimasti giocano a carte sorseggiando un bicchiere di vino, potrebbe trasformarsi in un locale con un nuovo lustro: da Gianni wideband, La Web Locanda o Torrent Caffe


Oggi il modello distribuito sembra essere una risposta alle esigenze di sostenibilità. La valorizzazione dei territori rurali, delle culture e tradizioni, la produzione energetica distribuita, la filiera corta, l'autoproduzione, etc mostrano questo nuovo approccio ed ogni tassello che può favorire e rafforzare questo modello contribuirà ad un cambiamento necessario.

Leggi anche:
Telelavoro... ehhh ai miei tempi

4 commenti:

  1. è ciò che sostiene beppe grillo da anni. l'italia è però un paese diffidente nei confronti della tecnologia , quanto meno lo sono le alte sfere, ma per motivi mooolto vari...

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  2. Purtroppo non sono solo le alte sfere ad essere diffidenti, lo sono anche gli imprenditori! Ho provato personalmente a promuovere il telelavoro nelle ditte in cui ho lavorato, anche per creare aziende più leggere e moderne ma devo dire che dai miei primi tentativi che risalgono a più di 10 anni fa ho incontrato solo diffidenza.
    Ciao Max

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  3. passo di qua solo per segnalare un altro paesino quasi abbandonato, dico quasi...ci vive una sola famiglia :madre e figla...
    è Chiapporato vicino al bacino di Suviana...
    stupendo paesino immerso in un bosco di castagni secolari...

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  4. Ciao Val e grazie della tua segnalazione. Molti di questi paesini sono delle opere d'arte e veramente piange il cuore vederli abbandonati e dimenticati. In altri casi si svuotano anno dopo anno finché non rimane l'ultima famiglia come nel caso di Chiapporato. In internet ho trovato alcune foto del paesino, bellissimo posto. Chissà come si sentono queste persone!?

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