giovedì 5 luglio 2012

Raccolta acqua piovana - dimensionamento dell'impianto

Perché realizzare un'impianto di raccolta dell'acqua piovana

Come ormai tutti noi sappiamo l'acqua è una risorsa limitata indispensabile per la nostra esistenza. In alcune regioni, specie nei periodi più aridi, scarseggia e le falde, i bacini e gli acquedotti, etc non sono sempre in grado di soddisfarne la domanda. In futuro la situazione è destinata ad aggravarsi ed i costi dell'acqua a crescere. Per approfondire l'argomento leggi questo articolo.

L'acqua piovana, invece, può essere considerata a tutti gli effetti una risorsa rinnovabile (come il sole!), possiamo usarne quanta ne vogliamo ed è gratis. L'impiego di acqua piovana, insieme al risparmio idrico, possono contribuire a rendere questo prezioso elemento disponibile per tutti (gravando meno sulle sorgenti tradizionali).

L'acqua piovana è idonea per molti utilizzi ma non copre tutte le nostre esigenze.

Ecco un elenco di impieghi tipici dell'acqua piovana:
  • irrigazione (questo è l'utilizzo principe)
  • lavaggio di aree esterne (pavimentazioni, etc)
  • lavaggio auto ed altri manufatti
  • alimentazione delle cassette di scarico dei WC
  • alimentazione di lavatrici
  • piscina (con alcune accortezze potrebbe essere una soluzione praticabile, l'argomento è da approfondire)
  • impieghi industriali
  • sistemi antincendio
  • etc
Note: Per alimentare WC e lavatrici l'impianto deve essere predisposto o adeguato (cosa rara e complessa).

Per il resto degli impieghi (acqua potabile, igiene personale, uso alimentare, etc) bisogna fare ricorso all'acqua dell'acquedotto, quindi, i due impianti devono coesistere.

A mio parere, la scelta di realizzare un'impianto di raccolta dell'acqua piovana deve essere ben motivato. Di sicuro non ne vale la pena per annaffiare le piantine di basilico sul davanzale della finestra. I motivi  devono avere consistenza (scarsità di acqua, costi elevati, consumi elevati, impieghi per cui non è ammesso far ricorso all'acqua dell'acquedotto, etc). Fermo restante l'aspetto ecologico, la scelta di ricorrere ad un'impianto per la raccolta dell'acqua piovana è dovuto a convenienza economica, obbligo o necessità. 

Vediamo allora come dimensionare i due elementi fondamentali dell'impianto, la cisterna e la superficie di raccolta.

Calcolo semplificato del volume della cisterna per la raccolta acqua piovana


A volte si calcola il volume della cisterna tenendo conto dei giorni consecutivi di assenza di precipitazioni e moltiplicandolo per il consumo medio giornaliero. Ad esempio, nel caso di 24 giorni consecutivi di assenza di precipitazioni e di un consumo medio giornaliero di 0,5 mc risulta che:

Volume cisterna = 24 x 0,5 = 12 mc

Naturalmente la superficie di raccolta (tetto, altre coperture, etc) deve essere adeguata. In modo molto approssimativo si potrebbe verificare che:

 acqua raccolta dal tetto in media in un anno > consumi annui

Questo tipo di calcolo presuppone un consumo pressoché costante nel tempo e mira a soddisfare i fabbisogni di acqua nei periodi più siccitosi. E' quindi un buon metodo nella maggior parte dei casi ma non è adatto per valutare situazioni specifiche.

Se ad esempio il consumo di acqua è concentrato maggiormente in periodi piovosi, il metodo precedente porterebbe ad un sovradimensionamento della cisterna. Consideriamo ad esempio un autolavaggio che, proprio nel periodo di maggior siccità (estate) chiude per ferie oppure un frantoio che concentra l'attività in pochi mesi a cavallo tra autunno ed inverno. A che serve calcolare la cisterna con la formula precedente? In questi casi, per il dimensionamento dell'impianto, sarebbe opportuno eseguire una simulazione.

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