
Foto: Giuggiolo
E' una pianta antica non particolarmente vigorosa ma tenace. Cresce molto lentamente senza bisogno di cure e può raggiungere 5 o 6 metri di altezza. In tarda primavera iniziano a spuntare foglie minute di un bel verde brillante e verso giugno inizia la fioritura. Si riproduce spontaneamente da seme.
Le giuggiole sono piccoli frutti di forma tonda od ovale con una buccia leggermente coriacea, poca polpa ed un nocciolo. La buccia, dapprima verde, con la maturazione inscurisce divenendo marrone fino ad avvizzire. I frutti maturano in autunno tra ottobre e novembre, almeno qui in Toscana. Non sono frutti succosi e, a mio parere, possono sostituire la frutta secca magari accompagnati con qualcosa da bere.
Le giuggiole difficilmente si trovano nei supermercati, ormai non le apprezza più nessuno. Eppure un tempo si utilizzavano per preparare una bevanda prelibata in genere riservata agli ospiti: il brodo di giuggiole.
Gli ingredienti sono uva bianca, giuggiole, mele cotogne e scorza di limone. Questo è quanto sono riuscito a scovare leggendo qua e là ma mi sembra plausibile visto che tutti gli ingredienti maturano in autunno.

Foto: Uva in Giugno

Foto: Giuggiole in Giugno

Foto: Mela Cotogna in Giugno
Le giuggiole snocciolate, l'uva e le mele cotogne tagliate finemente vanno cotte in un tegame aggiungendo un pò di zucchero e la scorza di un limone. Il composto ottenuto deve essere passato al setaccio e conservato al fresco prima di essere servito.
E' già qualche anno che mi riprometto di provare questa antica specialità. Gli ingredienti li ho tutti nel giardino, ora ho anche una ricetta ... ad ottobre vi saprò dire...
Gli ingredienti sono uva bianca, giuggiole, mele cotogne e scorza di limone. Questo è quanto sono riuscito a scovare leggendo qua e là ma mi sembra plausibile visto che tutti gli ingredienti maturano in autunno.

Foto: Uva in Giugno

Foto: Giuggiole in Giugno

Foto: Mela Cotogna in Giugno
Le giuggiole snocciolate, l'uva e le mele cotogne tagliate finemente vanno cotte in un tegame aggiungendo un pò di zucchero e la scorza di un limone. Il composto ottenuto deve essere passato al setaccio e conservato al fresco prima di essere servito.
E' già qualche anno che mi riprometto di provare questa antica specialità. Gli ingredienti li ho tutti nel giardino, ora ho anche una ricetta ... ad ottobre vi saprò dire...








2 commenti:
Ciao Max,
lo sai che anch'io ho un giuggiolo in giardino? Il papà del mio compagno ci teneva tanto!
L'anno scorso aveva una chioma molto folta e per tutta l'estate era la meta preferita delle api... dovevi vedere che festa!
Poi quest'inverno è stato potato di brutto... però dubito che le potature siano state fatte ad arte... è normale che vengano potati i rami più alti?
Il 'giardiniere' che viene a potare ha questo vizio taglia tutte le cime: così il susino, i cipressi e addirittura un abete... secondo me è contro natura!
I frutti quest'anno sono pochissimi e i rami degli arbusti più vicini si danno fastidio a vicenda.
Mah...
Sinceramente non ho grande esperienza di potatura dei giuggioli. Non li ho mai potati anche perchè si sono assestati e non crescono più. Li ho sempre visti così, forse avranno 100 anni. Sono curioso di sapere se si riprenderà il tuo. Ma penso di si. Ho imparato che alcuni alberi se tagliati gettano, proprio in corrispondenza dei tagli. Succede agli olivi, alle acace, ai salici, agli olmi ed anche al susino. Non direi altrettanto per i cipressi, gli abeti e le conifere in generale: dai tagli non si rigenerano.
Ciao, un saluto e scusa per il ritardo nella mia risposta ... sai il caldo!!!
Posta un commento