domenica 30 giugno 2013

Come varieranno i prezzi delle sigarette elettroniche e dei liquidi dopo l'introduzione dell'accisa

Con la prossima introduzione dell'accisa del 58,5% sulle sigarette elettroniche, dei tanti vantaggi del fumo digitale verrà meno quello economico. Una boccetta di e-liquid da 10 ml, che per molti fumatori corrisponde al consumo di 3 o 4 giorni di svapo, da 7 euro potrebbe schizzare a 24. La stessa impennata dei prezzi avverebbe anche per l'hardware (sigarette elettroniche ed i vari accessori, batterie, atomizzatori, etc).

Ad oggi, le sigarette elettroniche ed il materiale di consumo hanno un prezzo (Poggi) che può essere ottenuto moltiplicando il prezzo base (Pb), costituito della somma del prezzo del produttore e del margine del venditore, per 1,21 per tenere conto dell'IVA.

Poggi = 1,21 * Pb

Dal 1 Gennaio del 2014, a questo prezzo, dovrà essere aggiunta l'accisa del 58,5% sulla quale grava comunque l'IVA

Accisa = Pdomani * 0,585 * 1,21

Pdomani =  1,21*Pb + Pdomani * 0,585 * 1,21

Si ottiene che il prezzo (Pdomani) sarà:

Pdomani = 1,21 * Pb / (1 - 0,585*1,21)

Per rendere più realistico questo incubo proviamo a mettere alcuni numeri e vediamo come cambia il prezzo.
Consideriamo una boccetta di liquido da 10 ml per la quale Pb = 6 euro. Risulta che:

Poggi = 1,21 * Pb = 7,26 euro

Pdomani = 1,21 * Pb / (1 - 0,585*1,21) = 24,85 euro

Ora consideriamo un kit di sigaretta elettronica con Pb = 65,00 euro

Poggi = 1,21 * Pb = 78,65 euro

Pdomani = 1,21 * Pb / (1 - 0,585*1,21) = 269,21 euro
Vedendo queste cifre, sempre che non abbia sbagliato (cosa possibile visto che non sono un'esperto in materia), penso che in molti torneranno a fumare il tabacco.


domenica 23 giugno 2013

Passare alla sigaretta elettronica - le ragioni dell'insuccesso

Non v'è dubbio che la sigaretta elettronica stia riscuotendo un enorme successo. Quasi inatteso considerando l'avversario con cui si sta confrontando: la temibile sigaretta tradizionale. Nulla sin'ora era riuscito a scalfirne il predominio, nè la più ferma volontà, nè i cerotti alla nicotina e tanto meno i chewingum o le altre trovate. Ora invece trema, ed è facile immaginare che la sua vita abbia gli anni contati come è successo per il vinile, le videocassette e per tanti altri prodotti.

Il passaggio all'elettronica non è però così scontato. Lo conferma una recende indagine condotta dall'Istituto Superiore di Sanità ed il Ministero della Salute per la quale risulta che soltanto il 10,6% di chi ci ha provato è riuscito nell'intento, mentre il 67,3% ora le fuma entrambe ed il restante 22,1% continua a preferire le sigarette tradizionali.

L'entità degli insuccessi, a mio avviso, non dipende soltanto dal forte appeal che le sigarette tradizionali continuano ad esercitare, ma è in gran parte dovuto alla mancanza di informazioni adeguate per chi si avvicina al mondo delle sigarette elettroniche. 

Scelta della giusta sigaretta elettronica
Il mondo delle sigarette elettroniche è cresciuto rapidamente e in pochi anni offre una vastissima tipologia di marche e modelli, alcuni validi ed altri che non valgono una cicca. Vi è poi una componente fortemente soggettiva che rende ancor più difficoltoso stilarne una classifica. Come se non bastasse si è sviluppato un linguaggio specifico per designarne i vari aspetti (il tank, l'atom, la head, l'e-juice, etc, etc) che di certo non aiuta chi si avvicina alle sigarette elettroniche per la prima volta. In questo scenario, orientarsi verso un modello adatto alle proprie esigenze non è facile e son convito che buona parte degli insuccessi siano dovuti ad una scelta sbagliata.

Personalmente, dopo aver provato alcuni modelli con esito deludente, mi sono trovato molto bene con la Joyetech ego C e da allora non ho più toccato una sigaretta tradizionale, ma non è detto che questa sia la giusta scelta per voi. Qualcuno potrebbe preferire una sigaretta più leggera, più semplice da gestire, con maggiore o minore autonomia, che produca un vapore più caldo, etc.

Difficoltà nel gestire la sigaretta elettronica
Ammesso che siate riusciti ad individuare una sigaretta elettronica che soddisfi le vostre esigenze, l'ulteriore insidia potrebbe risiedere nella difficoltà di gestione. La maggior parte delle sigarette elettroniche in commercio sono infatti macchinose da gestire. Oltre all'impegno di dover quotidianamente ricaricare la batteria e riempire le cartucce di liquido, richiedono una manutenzione periodica ed a volte necessitano di un minimo di messa a punto perché, misteriosamente, iniziano a comportarsi in modo anomalo. Tutto ciò, per molte persone, potrebbe risultare impegnativo o incompatibile con il proprio stile di vita. A questo va aggiunta la difficoltà nel reperire il materiale di consumo e gli eventuali componenti da sotituire. Infatti, per quanto i negozi di e-cig spuntino un pò ovunque ed esista anche la possibilità di acquistare online, non sono ancora lontanamente paragonabili per capillarità e diffusione ai tabacchai. Per una guida all'uso della Joyetech ego C visitate questo link.

Utilizzo di e-liquid non adatti alle proprie esigenze
Un'esperienza insoddisfacente nell'utilizzo della sigaretta elettronica potrebbe anche derivare dalla scelta di un liquido inadatto. Potrebbe in parte dipendere dalla scelta di un aroma non di nostro gradimente ma più spesso credo che dipenda da una scelta sbagliata della concentrazione di nicotina (per approfondire visita questo link).

Naturalmente possono esserci altre motivazioni che rendono difficoltoso il passaggio alla sigaretta elettronica ma credo che queste siano le principali.


martedì 18 giugno 2013

Sigaretta elettronica eGo C - guida all'uso

La ego C Joyetech è attualmente una delle migliori sigarette elettroniche. Il suo funzionamento è relativamente semplice. Il liquido contenuto nella cartuccia viene trasferito da uno stoppino alla resistenza dell'atomizzatore. Questa, attivata dalla batterie tramite la pressione dell'apposito pulsante, scalda il liquido che viene aspirato dall'utilizzatore sotto forma di vapore.

Il suo utilizzo non è immediato anche se col tempo si acquisisce familiarità. Di seguito trovate una guida che, spece se vi avvicinate a questo tipo di sigaretta per la prima volta, vi aiuterà ad acquisire la giusta disinvoltura.

Guida per dummies all'uso della eco C

Acquisto del materiale
Inizialmente conviene acquistare un kit Joyetech ego C completo. Il kit originale è composto da due sigarette elettroniche complete (batteria, base e cono), 5 atomizzatori, 5 cartucce, 2 bocchini in silicone, 1 cavetto usb per la ricarica delle batterie ed una spina elettrica/adattatore usb.

L'acquisto di un kit completo, rispetto ad una sigaretta singola o di singoli componenti presenta diversi vantaggi. Innanzitutto avrete la garanzia della perfetta compatibilità dei vari elementi.  In secondo luogo il kit assicurerà una completa autonomia; la presenza di due sigarette e dei vari accessori, infatti, vi permetterà di disporre sempre di una sigaretta da utilizzare anche quando  l'altra batteria è in carica o state lavando alcuni elementi. Ad ultimo, con il kit, c'è un risparmio economico consistente.  Alcuni negozi online, inoltre, con l'acquisto del kit, offrono in omaggio una o due bottigliette di liquidi rendendo l'acquisto ancora più vantaggioso.

Se le bottigliette di e-liquid non fossero offerte in omaggio dovrete acquistarle. Scegliete inizialmente liquidi con aromi tabaccosi come Virginia, Camel o US Mix che si avvicinano maggiormente al gusto delle sigarette tradizionali e fate attenzione a selezionare il giusto livello di nicotina in funzione delle vostre abitudini di fumatore.

Approfitterei inoltre per acquistare un cordoncino per tenere la sigaretta elettronica a tracolla ed una boccetta con ago per ricaricare le cartucce.

Personalmente mi sono trovato bene ad acquistare tutto il materiale necessario in un negozio online polacco (competitivo ed affidabile). Si chiama ego2 e ne parlo in questo articolo.

Inizializzazione delle batterie
Ora che avete tutto il materiale occorrente, la prima cosa da fare non è iniziare a svapare (portate pazienza!), ma mettere le batterie in carica. Per preservare la vita delle batterie, infatti, è buona norma effettuare prima del primo utilizzo una carica completa utilizzando l'apposito cavetto. Su di una estremità avvitate la batteria ed inserite l'altra estremità in una porta usb (ad esempio quella del PC o del notebook) oppure alla apposita spina che a sua volta potrà essere collegata ad una comune presa di corrente. La ricarica completa avviene in circa 2 o 3 ore. Quando il led da rosso diventa verde, la batteria è pronta e potete mettere in carica l'altra batteria.

Preparazione della e-cig per il primo utilizzo
Per maggiore praticità conviene trasferire il liquido in una boccetta con ago. A questo punto potete riempire una cartuccia (o più cartucce) di liquido. Alcune cartucce sono preforate mentre altre vanno forate (la plastica in corrispondenza del foro è solo improntata). Per farlo dovete inserire un atomizzatore nel cono, fissare la base e inserire la cartuccia pressando e compiendo alcune rotazioni di 360 gradi.
Le cartucce vanno riempite fino ad una tacca posta a circa due millimetri dalla sommità. Per evitare che il liquido fuoriesca vi conviene riempirle osservandole in trasparenza (le cartucce sono semitrasparenti). Alcune gocce di liquido vanno versate sull'atomizzatore per bagnare lo stoppino che inizialmente è asciutto.
Ora potete montare tutti gli elementi. Prima inserite l'atomizzatore nel cono, poi avvitate la base, la batteria ed infine inserite la cartuccia. La sigaretta è pronta per essere utilizzata.

Vi accorgerete presto che in quasi tutte le operazioni che hanno a che fare con i liquidi, ma spesso anche durante il normale utilizzo della e-cig, si può verificare un po di fuoriuscita di liquido o semplicemente di condensa. Avere a portata di mano un po di scottex si dimostrerà di grande aiuto.

Come svapare
La sigaretta elettronica si fuma (svapa) in un modo leggermente diverso rispetto alle sigarette convenzionali. Quando si inserisce un nuovo atomizzatore conviene non inalare i primi tiri. Gli atomizzatori nuovi, infatti, sono spesso impregnati con una sostanza oleosa chiamata primer dal sapore sgradevole (e forse non troppo salutare) che bisogna evitare di inalare. Dovrete quindi fare un certo numero di tiri a vuoto per eliminare il primer e dare il tempo allo e-liquid di affluire al vaporizzatore.

Quando si aspira bisogna tenere contemporaneamente premuto il pulsante posta sulla batteria per poi rilasciarlo. L'aspirazione deve essere più graduale, meno intensa e leggermente più prolungata (circa 3 secondi) rispetto a come si tira con le sigarette di tabacco. Tra un tiro e l'altro e bene inoltre lasciare intercorrere 10-15 secondi per consentire a nuovo liquido di raggiungere l'atomizzatore. La e-cig potrebbe altrimenti produrre meno vapore con un aroma che vira al bruciato.

Come impugnare la e-cig è abbastanza soggettivo, ma ciò che è importante ricordare è che la e-cig va tenuta leggermente inclinata verso il basso in modo che il liquido resti in contatto con lo stoppino dell'atomizzatore alimentandolo con nuovo liquido. Dal momento che lo stoppino porta il liquido alla resistenza principalmente per capillarità, e questa si verifica anche dal basso verso l'alto (come nelle candele), è possibile utilizzare di tanto in tanto la e-cig anche inclinata verso l'alto ma dopo alcuni tiri, se lo stoppino non viene bagnato da nuovo liquido, la e-cig cesserebbe di produrre vapore con il già menzionato effetto di sapore bruciacchiato.

Il gusto di bruciato è quindi, in generale, un segnale di mancanza di liquido e questo, naturalmente, avviene anche quando il liquido contenuto nella cartuccia è esaurito. Per assicurarvene potete osservare la cartuccia in trasparenza mentre inclinate la sigaretta. Se non c'è più liquido è il momento di ricaricarla o di utilizzarne una già riempita in precedenza. Per estrarre la cartuccia conviene ruotarla leggermente mentre esercitate un'adeguata forza di trazione.

Durata di una cartuccia piena
Una cartuccia piena contiene circa 1 millilitro di liquido (1,2 ml per la precisione). Questo quantitativo dovrebbe permettervi di svapare l'equivalente di una decina di sigarette. Per il fumatore (ex fumatore) da un pacchetto al giorno bisognerà quindi mettere in conto grossomodo due cartucce al dì.

Autonomia di una batteria
Una batteria piena dovrebbe assicurarvi un'autonomia pari a circa due cartucce di liquido. Le batterie, tuttavia, col tempo degradano perdendo gradualmente autonomia. Se ben tenute potrebbero durare in uno stato di ragionevole efficenza uno o due anni, prima di dover essere sostituite.
Il colore della luce emessa dal pulsante vi fornisce delle importanti informazioni. Se la luce è bianca significa che la batteria ha una carica residua maggiore del 50%. Quando il pulsante emette una luce azzurra significa che la batteria ha ancora una carica residua tra il 10 e il 50%. Quando il led emette un colore blu avete ancora il 10% di autonomia. Continuando ad utilizzare la sigaretta questa ad un certo punto si spegnerà avvisandovi con una sequenza di lampeggi di colore blu. E' il momento sostituirla e metterla in carica. Se i colori emessi dal led fossero differenti da quelli descritti, leggete questo articolo.

Il pulsante permette inoltre di accendere e spegnere la batterie. Per passare da uno stato all'altro basta premere in rapida sequenza il pulsante per 5 volte. I 5 click costituiscono un sistema di protezione. La sigaretta spenta potrà essere tenuta in tasca o in borsa senza il rischio che il pulsante venga premuto inavvertitamente (è poco probabile che involontariamente premiate per 5 volte, in rapida sequenza il pulsante tenedola nel taschino!)

Durata dell'atomizzatore e sostituzione
Dopo aver consumato circa 40 ml di liquido, è probabile che l'atomizzatore sia da sostituire. Tale necessità può anche manifestarsi prima o magari dopo. Con l'ultilizzo, la resistenza dell'atomizzatore perde di efficenza a causa di impurità che si depositano su di essa. Quando i depositi sono eccessivi la quantità di vapore prodotta dall'atomizattore diminuisce ed anche l'aroma diviene più sgradevole. E' il momento di sostituirlo.

Si procede togliendo la batteria e rimuovendo la cartuccia. A questo punto dovete svitare la base. Qualora incontraste delle difficoltà a svitare la base dal cono evitate di utilizzare pinze che potrebbero danneggiare la finitura degli elementi ma utilizzate una moneta a modi cacciavite sfruttando le due tacche che si trovano sulla base.  L'atomizzatore può essere buttato o rigenerato (parlerò di questo in un altro articolo).


Manutenzione
Con frequenza grossomodo settimanale è buona norma pulire i vari componenti. Le cartucce, il cono e la base vanno smontati e lasciati in un contenitore con acqua calda. Le cartucce, aiutandosi con un punteruolo o una forcella possono essere disassemblate per assicurare una migliore pulizia. L'atomizzatore, se ancora in buone condizioni, può essere riutilizzato.

Dopo aver lasciato tutti gli elementi in acqua calda per circa mezz'ora, potete risciacquarli sempre con acqua calda (suggerisco di versarli in un colino per non perdere i vari pezzi). In fine asciugateli singolarmente con uno scottex. A questo punto potete riassemblare le cartucce e riutilizzare normalmente i vari componenti.

mercoledì 12 giugno 2013

Scegliere il giusto livello di nicotina degli e-liquid

Una delle prime questioni che un fumatore che passa alla sigaretta elettronica si trova ad affrontare, è la scelta del corretto livello di nicotina degli e-liquid. La densità di nicotina indicata sull'etichetta degli e-liquid è il quantitativo espresso in milligrammi di nicotina per millilitro di e-liquid. Ciò significa che un flacone di e-liquid da 40 ml a 12 mg di nicotina contiene 480 mg di nicotina (12 mg/ml x 40 ml = 480 mg).

Tra densità di nicotina degli e-liquid e concentrazione di nicotina nelle sigarette (quella indicata sui pacchetti), non vi è una corrispondenza matematica. Sono due oggetti diversi che rilasciano nicotina in modo differente anche in relazione al modo in cui vengono aspirate. Inizialmente, per scegliere il livello di nicotina che maggiormente si avvicini alle proprie esigenze, si può fare riferimento al seguente schema dove, in base alla forza delle sigarette (leggere, medie, forti), è indicato il livello di nicotina degli e-liquid verso cui orientarsi:


Chi ad esempio fuma le classiche Marlboro rosse (con nicotina 0,8 mg) potrà optare per un e-liquid da 18 mg, chi fuma le Pall Mall Miami (quelle azzure da 0,4 mg di nicotina) potrà orientarsi verso e-liquid da 9 mg di nicotina.

Utilizzare liquidi con densità di nicotina superiore alle vostre abitudini è fortemente sconsigliato perché oltre a condurvi ad uno stadio superiore di dipendenza da nicotina, potrebbe causare degli effetti indesiderati come capogiri, tachicardia o ancora più gravi. Viceversa una bassa concentrazione di nicotina rispetto alle vostre abitudini potrebbe portare ad una sensazione di insoddisfazione e quindi al rifiuto della sigaretta elettronica a favore di quelle tradizionali. Per i fumatori, oltre alla gestualità, è la nicotina che da l'appagamento. La sua presenza nei liquidi che inaliamo con la sigaretta elettronica è subito percepita fornendo quello che nel gergo degli svapatori viene comunemente chiamato hit (colpo in gola).

Purtroppo non sempre gli e-liquid confezionati offrono un range completo di livelli di nicotina. A volte si trovano da 18, 12, 6 mg. Qualora non fosse disponibile la gradazione di nicotina più adatta, conviene utilizzare la concentrazioni di nicotina subito inferiore. Col tempo e prendendo confidenza con la materia si potranno realizzare liquidi ad hoc combinando opportunamente gli ingredienti di base.

Naturalmente, oltre alla scelta della corretta concentrazione di nicotina, bisognerà limitare il quantitativo di liquido utilizzato giornalmente in coerenza con il numero di sigarette fumate quotidianamente.

Questi accorgimenti aiuterenno a passare in modo soft, senza rimpianti e soprattutto senza ricadute, dalle sigarette tradizionalli alla sigaretta elettronica.


sabato 8 giugno 2013

Scaldabagno elettrico - che fare se non esce acqua calda?

E' già la seconda volta che mi succede a distanza di alcuni anni, per cui suppongo che sia uno di quei problemi frequenti per gli scaldabagni elettrici. Il sintomo è che non esce acqua calda dai ribunetti o che ne esce un filo.

Le cause possono essere molteplici. La più banale è che uno dei due rubinetti dell'acqua che collegano lo scaldabagno all'impianto sia rimasto chiuso. La soluzione in questo caso è molto semplice, basta aprirlo.

Se invece non si tratta di una semplice dimenticanza, il problema può essere dovuto alla presenza di qualcosa che ostruisce il passaggio dell'acqua. Tale problema è facile che insorga dopo un prolungato periodo di inutilizzo del boiler.

L'elemento più critico, in genere, è la valvola di sicurezza posta sul tubicino flessibile a destra (quello della mandata dell'acqua fredda). La valvola, che normalmente dovrebbe consentire il passaggio dell'acqua verso il boiler (ed impedirne il cammino in senso inverso), a fronte di un periodo di inutilizzo, può perdere di efficacia e rimanere bloccata anche per la presenza di impurità e calcare.

Il rimedio, in questo caso, è sostituirla o pulirla adeguatamente. In ogni caso sarà necessario smontarla. L'operazione è abbastanza semplice di per sè, ma il vero problema è quello di portare a termine il lavoro senza allagare la casa. Per questo bisogna organizzarsi molto bene.

Vi serviranno del teflon idraulico o in alternativa un pò di pasta idraulica e stoppa. Delle chiavi inglesi, una pinza per tubi ed un cacciavite. Un paio di secchi e stracci. La nuova valvola di sicurezza.

Prima di cimentarvi in qualsiasi operazione di smontaggio assicuratevi che il rubinetto della mandata dell'acqua (quello alla base del tubo flessibile a destra) sia chiusa, e siccome la prudenza non è mai troppa, chiudete anche il rubinetto generale. Togliete l'alimentazione elettrica al boiler, ed anche in questo caso, per lavorare in assoluta sicurezza chiudete anche l'interruttore generale.

Fatte queste due operazioni preliminari potete lavorare in tranquillità, il peggio che vi possa capitare e che gli 80 litri di acqua del boiler finiscano sul pavimento. Questo problema naturalmente non sussiste se lo scaldabagno è montato sopra la vasca da bagno o al catino della doccia.

Per sostituire la valvola di sicurezza bisogna prima svitare il tubo flessibile e poi la valvola di sicurezza. A questo punto l'acqua contenuta nel boiler non ha più impedimenti ed inizierà ad uscire. Non è acqua in pressione per cui potete anche tapparla con un dito (e giusto per evitare malintesi il dito non va ficcato dentro al tubo, ma poggiato perpendicolarmente al tubo!!!), ma a quel punto sarete condannati ad eseguire tutte le altre operazioni con una mano sola. La cosa migliore è chiedere aiuto al vostro partner o a chi sia disposto a svolgere questo prezioso ruolo "da tappo".

Nel frattempo dovrete avvolgere il teflon (o la stoppa e la pasta idraulica) attorno alla filettatura sia sulla nuova valvola di sicurezza che sulla estremità filettata del tubo che il vostro collaboratore sta pazientemente tappando. A questo punto dovete avvitare la nuova valvola di sicurezza al boiler procedendo rapidamente e con precisione perché durante questa operazione uscirà acqua dal boiler, ma il vostro collaboratore vi ringrazierà. La valvola di sicurezza, se ben montata, eviterà la fuoriuscita di acqua e potrete, in tutta calma, fissare il tubo flessibile alla valvola di sicurezza.

Ora potete aprire l'acqua e verificare se il problema è stato risolto. Prima di festeggiare pulite ed asciugate bene per terra e ripristinate l'alimentazione elettrica. Se, invece il problema persiste, chiamate il vostro idraulico di fiducia.

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