sabato 8 ottobre 2011

Olio ed olive colorati, più facile scoprire le truffe


In un recente articolo raccontavo della vastità del fenomeno delle frodi alimentari nella produzione e commercializzazione dell'olio di oliva. Le tecniche di sofisticazione si basano sulla miscelazione di olio di oliva con olio di nocciole, olio di semi, olio lampante o di sansa. Gli oli lampanti e di sansa vengono preventivamente trattati per renderli commestibili riducendone l'acidità e il cattivo odore. Infine, mediante l'aggiunta di una certa percentuale di olio extravergine di oliva o di coloranti, viene aggiustato il colore che, da quasi trasparente o giallo, acquisisce il colore verdognolo tipico di un buon olio di oliva extravergine. La bottiglia, a questo punto, è pronta per essere venduta.

Chi l'acquista ha la sensazione di aver fatto un'affare perché i prezzi di questi prodotti sono molto competitivi ed in genere inferiore ai 6 euro per litro. Il basso prezzo, giusto per essere chiari, non è sufficiente a discriminare tra un'olio di oliva extravergine genuino ed uno contraffatto. Nulla impedisce, infatti, che questi miscugli, ben confezionati in una bottiglia accattivante e con un'etichetta che evochi i buon sapori contadini, finisca sugli scaffali a prezzi più elevati. Anzi, un prezzo maggiore, potrebbe persino rendere la truffa più credibile.

Nelle frodi sull'olio di oliva, la pratica più diffusa per aggiustare la colorazione, è quella di aggiungere un colorante artificiale, l'E141ii, capace di conferire ai miscugli oleosi un bel colore verde. L'E141 è un colorante verde naturale che viene estratto da ortiche ed erba medica ed è ampiamente utilizzato in campo alimentare. L'E141i è solubile in acqua mentre l'E141ii è solubile in olio. Tale colorante non presenta controindicazioni ma per alcuni alimenti, tra cui le olive da tavola e l'olio di oliva, è vietato. E' probabile, ma è solo una mia supposizione, che il divieto serva proprio per scongiurare la contraffazione di questi alimenti.

Smascherare gli oli contraffatti è una operazione estremamente complessa sia per la vastità dei prodotti circolanti che per le difficoltà di analisi dei campioni. Una buona notizia, riportata da Il Punto Coldiretti, riguarda una innovativa metodologia sviluppata dal Consiglio Spagnolo per la Ricerca Scientifica che permette di rilevare la presenza di coloranti nelle olive da tavola. Tale metodologia potrebbe essere impiegata anche per analizzare gli oli di oliva. La sua peculiarità consiste nella semplicità e rapidità di utilizzo: appena 12 minuti per estrarre i pigmenti in soluzione acquosa e sottoporli ad analisi cromatografica liquida.

Mi auguro che lo sviluppo di nuove tecnologie di laboratorio, più rapide ed economiche, capaci di fornire informazione sulla qualità e genuinità dell'olio di oliva, potrà in futuro contrastare le contraffazioni di questo prodotto. 


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