Quando scendono le tenebre diventiamo subito più sospettosi. Nell'oscurità la nostra percezione si distorce. Ogni rumore ci allerta, i fruscii si amplificano e scorgiamo solo sagome ed ombre.Immaginate ora di voltarvi ed imbattervi in una creatura come questa.
Forse è per questo che i rapaci notturni come gufi e civette non godono di buona considerazione. Siamo portati a ritenere che gli esseri che si muovono al buio siano malvagi e forieri di sventura. In altre parole portano sfortuna. Questa credenza risale al passato ed anche se da molti sono ormai stati completamente riabilitati per altri permane il pregiudizio e gufi e civette vengono spesso allontanati.
Passiamo al topo, quello comune, il topolino insomma. L'uomo è il più grande amico del topo. Dove c'è l'uomo ci sono anche i topi, nelle campagne, nelle città. Altrove sono più rari. I topi ci adorano perché gli procuriamo cibo, provviste e ripari. Noi non ricambiamo anzi spesso ci fanno un po ribrezzo. I topi inoltre possono fare danni all'interno degli edifici (case, uffici, magazzini, etc) e in agricoltura e sono portatori di malattie.
I topi sono molto proliferi. Una cucciolata può contare da 5 a 15 piccoli che in poche settimane sono pronti per riprodursi con periodi di gestazione di appena 20 giorni. Una femmina può procreare fino a 200 individui all'anno. In assenza di antagonisti la popolazione di topi cresce in modo esponenziale. E' per questo che nei campi coltivati vengono impiegati veleni appositi e nelle città ed industrie si contrastano con derattizzazioni periodiche.
Torniamo ai nostri gufi e civette. Diversamente da quanto si possa pensare, i rapaci notturni hanno anche comportamenti sociali. Spesso vivono in coppie, famigliole, piccoli gruppetti ma anche vaste comunità. I gufi, ad esempio, nelle ore diurne in alcuni periodi invernali si aggregano a riposare su alberi. Questi ritrovi collettivi sono chiamati roost. In Europa vi sono tantissimi roost e molti di questi si trovano nelle città. A Kikinda (in Serbia) ve n'è uno in pieno centro tra i più importanti di tutta Europa.
Un'enorme albero nella piazza principale proprio di fronte ad alcuni bar ed una scuola. Qui si danno appuntamento centinaia di gufi, fino a 740 riporta la targa esplicativa.
Ma la popolazione è assai più vasta perché nidificano anche altrove, su alberi, tettoie, etc. All'imbrunire, abbandonano i posatoi per volare silenziosi verso le campagne e procacciarsi il cibo.
Questi rapaci si nutrono quasi essenzialmente di topi. In media ne predano 3 o 4 al giorno. In una giornata soltanto la collettività del roost di Kikinda preda fino a 600 topi ed in un anno 200.000.
Gufi e civette sono i veri antagonisti dei topi. La loro presenza permette di contenerne il numero senza dover ricorrere a veleni garantendo enormi risparmi, maggiore salubrità dei cibi e dell'ambiente.
Un biologo di questa città sostiene che gufi e civette non portano sfortuna ma sono una benedizione.
Il documentario qui sotto è in lingua serba ma le immagini parlano chiaro.
