venerdì 28 febbraio 2014

Problema mini-jack uscita audio notebook/PC - risolverlo con una scheda audio USB

Avete presente l'uscita audio mini jack che si trova in tutti i notebook e PC insieme all'ingresso microfonico? Si, quella dove si collegano le cuffie o magari degli speaker esterni. Ebbene, alcune settimane fa quella porticina del mio notebook ha smesso di funzionare. Forse si trattava solo di un filo che si era dissaldato o una parte della scheda audio che era andata in tilt. In ogni caso la riparazione avrebbe comportato di lasciare il notebook in qualche centro assistenza per risistemare le cose.

La prospettiva di lasciare il mio notebook per lunghi giorni in mani sconosciute non mi attirava per niente, ed ancor meno mi avrebbe poi fatto piacere pagare il conto che il tecnico interpellato stimava tra i 50 ed i 200 euro. Quasi il prezzo di un notebook nuovo, pensavo, ... per un mini-jack!

Sono sicuro che la maggior parte delle persone riesca a vivere bene anche senza quella porticina, ma per me è importante. La uso per comunicare, per ascoltare musica, video. Farei piuttosto a meno degli speaker integrati del notebook che trovo così scadenti dal risultare quasi insopportabili.

Morale della favola, il guasto non lo ho risolto, ma sono riuscito ad aggirare il problema acquistando uno di quegli accrocchietti elettronici che si trovano in vendita online.
Si tratta di una micro schede audio USB dotata di due mini-jack, uno per l'uscita audio e l'altro per l'ingresso microfonico.
Per aspetto e dimensioni è del tutto simile ad una pen-drive. Per metterla in funzione basta inserirla in una porta usb e attendere che vengono (automaticamente) installati i driver. A quel punto può essere utilizzata normalmente al posto delle porte cuffie e microfono del notebook.

In internet se ne trovano di tante tipologie e di vari produttori con prezzi che partono da pochi euro fino ad una decina di euro. Io ne ho acquistata una della gigatech per 4 euro in un negozio vicino a casa e funziona perfettamente.


giovedì 6 febbraio 2014

Carne di soia, opinioni a confronto

A quanto pare ero rimasto l'unico a non aver ancora provato la carne di soia a parte i fratelli McDonalds e le tigri del Bengala, ma in questi giorni ho voluto accorciare il divario con il resto della popolazione mondiale. Il primo passo è stato semplice, ho acquistato al supermercato una confezione di cotolette di soia dal reparto dei surgelati (non dico la marca per non scoraggiare i produttori). Ero curioso, e le ho preparate in padella la sera stessa. Sinceramente le ho trovate insignificanti, ma non spiacevoli e l'argomento mi ha comunque suscitato interesse. Così ho provato le humburger di soia, poi le polpette ed infine un ragù preparato da una vegana integralista partendo dal granulare di carne di soia disidratata. La mia opinione non si è comunque spostata di molto per quanto riguarda il gusto ma non posso negare di aver provato anche una certa sorpresa per l'indubbia capacità di questi alimenti di evocare la carne convenzionale.

La soia è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose diffusamente coltivata in tutto il mondo principalmente per uso alimentare. Il prodotto primario è l'olio di soia comunemente utilizzato in cucina, che si ottiene in genere per estrazione chimica mediante solventi. Il prodotto secondario è la farina di soia degrassata, che, per l'elevato contenuto proteico, è anch'essa impiegata per uso alimentare prevalentemente come mangime per animali.

Dalla farina di soia, tramite un processo industriale di estrusione, si ottiene anche la proteina di soia strutturata, più comunemente nota come carne di soia. Durante il processo, per effetto della pressione e della temperatura, le proteine modificano la loro struttura formando un tessuto fibroso più simile alla carne. La carne di soia viene prodotta in forma di granuli, fiocchi, strisce, bocconcini ed essiccata affinché si conservi più a lungo (fino ad un anno in genere).

La carne di soia disidratata può essere acquistata nei supermercati e nei negozi specializzati. Per consumarla va dapprima reidratata e preparata seguendo una delle tante ricette che in genere prevedono l'aggiunta di spezie e verdure per conferire gusto e profumo. La carne di soia è infatti di per se piuttosto insipida ma con la sua capacità di assorbire oltre due volte il suo volume in liquidi si presta ad essere utilizzata come una sorta di substrato neutro da caratterizzare di volta in volta per ottenere il sapore desiderato. In funzione del piatto che si vuole preparare è importante scegliere il formato di carne di soia più adatto, granuli per un ragù, fiocchi per hamburger, strisce o bocconcini per spezzatini, e via discorrendo. Nei banchi dei surgelati si trova invece la carne di soia pronta all'uso in forma di cotolette e hamburger.

Per certo, questi prodotti, con la carne vera hanno poco a che fare, sono lontani anni luce da una fiorentina ed anche da un semplice petto di pollo ai ferri. Ma utilizzati in ricette sapientemente congegniate possono creare l'illusione della carne e soddisfare pancia e palato.

Le scelte alimentari, oltre che a tirare in ballo questioni etiche, hanno grande impatto sull'ambiente e sulla nostra salute. Per questo l'idea di trovare un'alternativa alla carne che produca il medesimo appagamento sensoriale ed un apporto nutrizionale paragonabile è una questione importante ed è anche intrigante dal punto di vista gastronomico e della ricerca.

La carne di soia potrebbe essere una risposta? Sinceramente non lo so. Non lo so perché non lo so e non perché non lo credo. E voi invece avete già maturato una vostra idea al riguardo?

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