martedì 18 giugno 2013

Sigaretta elettronica eGo C - guida all'uso

La ego C Joyetech è attualmente una delle migliori sigarette elettroniche. Il suo funzionamento è relativamente semplice. Il liquido contenuto nella cartuccia viene trasferito da uno stoppino alla resistenza dell'atomizzatore. Questa, attivata dalla batterie tramite la pressione dell'apposito pulsante, scalda il liquido che viene aspirato dall'utilizzatore sotto forma di vapore.

Il suo utilizzo non è immediato anche se col tempo si acquisisce familiarità. Di seguito trovate una guida che, spece se vi avvicinate a questo tipo di sigaretta per la prima volta, vi aiuterà ad acquisire la giusta disinvoltura.

Guida per dummies all'uso della eco C

Acquisto del materiale
Inizialmente conviene acquistare un kit Joyetech ego C completo. Il kit originale è composto da due sigarette elettroniche complete (batteria, base e cono), 5 atomizzatori, 5 cartucce, 2 bocchini in silicone, 1 cavetto usb per la ricarica delle batterie ed una spina elettrica/adattatore usb.

L'acquisto di un kit completo, rispetto ad una sigaretta singola o di singoli componenti presenta diversi vantaggi. Innanzitutto avrete la garanzia della perfetta compatibilità dei vari elementi.  In secondo luogo il kit assicurerà una completa autonomia; la presenza di due sigarette e dei vari accessori, infatti, vi permetterà di disporre sempre di una sigaretta da utilizzare anche quando  l'altra batteria è in carica o state lavando alcuni elementi. Ad ultimo, con il kit, c'è un risparmio economico consistente.  Alcuni negozi online, inoltre, con l'acquisto del kit, offrono in omaggio una o due bottigliette di liquidi rendendo l'acquisto ancora più vantaggioso.

Se le bottigliette di e-liquid non fossero offerte in omaggio dovrete acquistarle. Scegliete inizialmente liquidi con aromi tabaccosi come Virginia, Camel o US Mix che si avvicinano maggiormente al gusto delle sigarette tradizionali e fate attenzione a selezionare il giusto livello di nicotina in funzione delle vostre abitudini di fumatore.

Approfitterei inoltre per acquistare un cordoncino per tenere la sigaretta elettronica a tracolla ed una boccetta con ago per ricaricare le cartucce.

Personalmente mi sono trovato bene ad acquistare tutto il materiale necessario in un negozio online polacco (competitivo ed affidabile). Si chiama ego2 e ne parlo in questo articolo.

Inizializzazione delle batterie
Ora che avete tutto il materiale occorrente, la prima cosa da fare non è iniziare a svapare (portate pazienza!), ma mettere le batterie in carica. Per preservare la vita delle batterie, infatti, è buona norma effettuare prima del primo utilizzo una carica completa utilizzando l'apposito cavetto. Su di una estremità avvitate la batteria ed inserite l'altra estremità in una porta usb (ad esempio quella del PC o del notebook) oppure alla apposita spina che a sua volta potrà essere collegata ad una comune presa di corrente. La ricarica completa avviene in circa 2 o 3 ore. Quando il led da rosso diventa verde, la batteria è pronta e potete mettere in carica l'altra batteria.

Preparazione della e-cig per il primo utilizzo
Per maggiore praticità conviene trasferire il liquido in una boccetta con ago. A questo punto potete riempire una cartuccia (o più cartucce) di liquido. Alcune cartucce sono preforate mentre altre vanno forate (la plastica in corrispondenza del foro è solo improntata). Per farlo dovete inserire un atomizzatore nel cono, fissare la base e inserire la cartuccia pressando e compiendo alcune rotazioni di 360 gradi.
Le cartucce vanno riempite fino ad una tacca posta a circa due millimetri dalla sommità. Per evitare che il liquido fuoriesca vi conviene riempirle osservandole in trasparenza (le cartucce sono semitrasparenti). Alcune gocce di liquido vanno versate sull'atomizzatore per bagnare lo stoppino che inizialmente è asciutto.
Ora potete montare tutti gli elementi. Prima inserite l'atomizzatore nel cono, poi avvitate la base, la batteria ed infine inserite la cartuccia. La sigaretta è pronta per essere utilizzata.

Vi accorgerete presto che in quasi tutte le operazioni che hanno a che fare con i liquidi, ma spesso anche durante il normale utilizzo della e-cig, si può verificare un po di fuoriuscita di liquido o semplicemente di condensa. Avere a portata di mano un po di scottex si dimostrerà di grande aiuto.

Come svapare
La sigaretta elettronica si fuma (svapa) in un modo leggermente diverso rispetto alle sigarette convenzionali. Quando si inserisce un nuovo atomizzatore conviene non inalare i primi tiri. Gli atomizzatori nuovi, infatti, sono spesso impregnati con una sostanza oleosa chiamata primer dal sapore sgradevole (e forse non troppo salutare) che bisogna evitare di inalare. Dovrete quindi fare un certo numero di tiri a vuoto per eliminare il primer e dare il tempo allo e-liquid di affluire al vaporizzatore.

Quando si aspira bisogna tenere contemporaneamente premuto il pulsante posta sulla batteria per poi rilasciarlo. L'aspirazione deve essere più graduale, meno intensa e leggermente più prolungata (circa 3 secondi) rispetto a come si tira con le sigarette di tabacco. Tra un tiro e l'altro e bene inoltre lasciare intercorrere 10-15 secondi per consentire a nuovo liquido di raggiungere l'atomizzatore. La e-cig potrebbe altrimenti produrre meno vapore con un aroma che vira al bruciato.

Come impugnare la e-cig è abbastanza soggettivo, ma ciò che è importante ricordare è che la e-cig va tenuta leggermente inclinata verso il basso in modo che il liquido resti in contatto con lo stoppino dell'atomizzatore alimentandolo con nuovo liquido. Dal momento che lo stoppino porta il liquido alla resistenza principalmente per capillarità, e questa si verifica anche dal basso verso l'alto (come nelle candele), è possibile utilizzare di tanto in tanto la e-cig anche inclinata verso l'alto ma dopo alcuni tiri, se lo stoppino non viene bagnato da nuovo liquido, la e-cig cesserebbe di produrre vapore con il già menzionato effetto di sapore bruciacchiato.

Il gusto di bruciato è quindi, in generale, un segnale di mancanza di liquido e questo, naturalmente, avviene anche quando il liquido contenuto nella cartuccia è esaurito. Per assicurarvene potete osservare la cartuccia in trasparenza mentre inclinate la sigaretta. Se non c'è più liquido è il momento di ricaricarla o di utilizzarne una già riempita in precedenza. Per estrarre la cartuccia conviene ruotarla leggermente mentre esercitate un'adeguata forza di trazione.

Durata di una cartuccia piena
Una cartuccia piena contiene circa 1 millilitro di liquido (1,2 ml per la precisione). Questo quantitativo dovrebbe permettervi di svapare l'equivalente di una decina di sigarette. Per il fumatore (ex fumatore) da un pacchetto al giorno bisognerà quindi mettere in conto grossomodo due cartucce al dì.

Autonomia di una batteria
Una batteria piena dovrebbe assicurarvi un'autonomia pari a circa due cartucce di liquido. Le batterie, tuttavia, col tempo degradano perdendo gradualmente autonomia. Se ben tenute potrebbero durare in uno stato di ragionevole efficenza uno o due anni, prima di dover essere sostituite.
Il colore della luce emessa dal pulsante vi fornisce delle importanti informazioni. Se la luce è bianca significa che la batteria ha una carica residua maggiore del 50%. Quando il pulsante emette una luce azzurra significa che la batteria ha ancora una carica residua tra il 10 e il 50%. Quando il led emette un colore blu avete ancora il 10% di autonomia. Continuando ad utilizzare la sigaretta questa ad un certo punto si spegnerà avvisandovi con una sequenza di lampeggi di colore blu. E' il momento sostituirla e metterla in carica. Se i colori emessi dal led fossero differenti da quelli descritti, leggete questo articolo.

Il pulsante permette inoltre di accendere e spegnere la batterie. Per passare da uno stato all'altro basta premere in rapida sequenza il pulsante per 5 volte. I 5 click costituiscono un sistema di protezione. La sigaretta spenta potrà essere tenuta in tasca o in borsa senza il rischio che il pulsante venga premuto inavvertitamente (è poco probabile che involontariamente premiate per 5 volte, in rapida sequenza il pulsante tenedola nel taschino!)

Durata dell'atomizzatore e sostituzione
Dopo aver consumato circa 40 ml di liquido, è probabile che l'atomizzatore sia da sostituire. Tale necessità può anche manifestarsi prima o magari dopo. Con l'ultilizzo, la resistenza dell'atomizzatore perde di efficenza a causa di impurità che si depositano su di essa. Quando i depositi sono eccessivi la quantità di vapore prodotta dall'atomizattore diminuisce ed anche l'aroma diviene più sgradevole. E' il momento di sostituirlo.

Si procede togliendo la batteria e rimuovendo la cartuccia. A questo punto dovete svitare la base. Qualora incontraste delle difficoltà a svitare la base dal cono evitate di utilizzare pinze che potrebbero danneggiare la finitura degli elementi ma utilizzate una moneta a modi cacciavite sfruttando le due tacche che si trovano sulla base.  L'atomizzatore può essere buttato o rigenerato (parlerò di questo in un altro articolo).


Manutenzione
Con frequenza grossomodo settimanale è buona norma pulire i vari componenti. Le cartucce, il cono e la base vanno smontati e lasciati in un contenitore con acqua calda. Le cartucce, aiutandosi con un punteruolo o una forcella possono essere disassemblate per assicurare una migliore pulizia. L'atomizzatore, se ancora in buone condizioni, può essere riutilizzato.

Dopo aver lasciato tutti gli elementi in acqua calda per circa mezz'ora, potete risciacquarli sempre con acqua calda (suggerisco di versarli in un colino per non perdere i vari pezzi). In fine asciugateli singolarmente con uno scottex. A questo punto potete riassemblare le cartucce e riutilizzare normalmente i vari componenti.

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