martedì 29 marzo 2011

Falso allarme, il Teatro del Silenzio riparte a gran voce

Immaginate una mite serata d'estate nelle profumate colline toscane e sopra di voi il cielo stellato. Ad un tratto il brusio delle voci della gente come il frinire delle cicale cessa e lo spazio si riempe della voce di un grande tenore...

Miserere, miserere
Miserere, misero me
Pero' brindo alla vita!
...


E' il concerto di Andrea Bocelli nel Teatro del Silenzio a Lajatico.

Con l'edizione del 2010 sembrava che quel miracolo dovesse finire per sempre e che il suggestivo teatro naturale realizzato su di una collina tornasse ad essere un campo coltivato a bietole. A quel triste destino molti si opposero ma il tenore sembrava risoluto. Pur di mantenere il Teatro in vita si fecero avanti altri illustri protagonisti della musica, tra questi Zucchero Fornaciari.

...
Pippo, che c...o fai
...

Ma, senza nulla togliere a Sugar, che peraltro fu ospite del concerto riscuotendo un grandissimo successo, sembrava un po un ripiego perché quel teatro ha bisogno di qualcosa di più solenne e di quel contrasto tra aristocratica eleganza e ruralità; in altre parole di Andrea Bocelli.

Ora, Andrea ci ripensa, e tutti (me incluso!) tirano un sospiro di sollievo. La data del concerto è fissata per il 21 Luglio 2011 e si prevedono ospiti di portata internazionale come il pianista Lang Lang, il tenore Dai Yuqiang e tanti altri.

E si, sarà stata la prospettiva delle bietole, ma il concerto di Lajatico sarà rilanciato alla grande e come già si intuisce insieme a Bocelli sarà protagonista la Cina.


lunedì 28 marzo 2011

Balcani, alcune novità

Come ormai accade ogni anno eccoci nuovamente a Kikinda, in Serbia a rivedere parenti, amici e a spassarcela un po. Approfitterò anche per andare dal dentista che dopo l'esperienza positiva dell'anno scorso è diventato il mio dentista.

Per chi ha interessi in questa zona dei Balcani vorrei intanto segnalare alcune novità positive.

La prima riguarda la viabilità in Slovenia che è decisamente migliorata. L'autostrada che da Trieste porta a Zagabria è stata ultimata e si viaggia che è una bellezza. Non vi è più quell'interruzione che costringeva su di un lungo tratto di strada statale in corrispondenza del castello di Otocec lungo il fiume Krka. In termini di tempo, questo significa un'oretta di auto in meno.

castello di Otocec sul fiume Krka in Slovenia

castello di Otocec sul fiume Krka in Slovenia

castello di Otocec sul fiume Krka in Slovenia

Foto: il castello di Otocec su una piccola isola del fiume Krka, Slovenia

L'altra novità riguarda invece i documenti. Da giugno 2010 infatti anche in Serbia non è più richiesto il passaporto ed accettano la carta d'identità, una discreta semplificazione.

Il viaggio, da Pisa fino a Kikinda, rimane lungo è faticoso. Procedendo con andatura sostenuta e concedendosi qualche pausa per sgranchirsi le gambe si giunge a destinazione in poco meno di 14 ore e circa 1200 km di strada.

sabato 19 marzo 2011

La bioplastica, una rivoluzione confusa

Il sacchetto del supermercato, il così detto shopper, ha sempre avuto un duplice scopo: sacchetto della spesa e sacchetto dell'immondizia. La sua capacità di contenere prima i pieni e poi i vuoti lo relegava indissolubilmente a questo ruolo.

Gli shopper del supermercato erano perfetti per capienza e robustezza. Resistevano a chili di spesa andando in crisi solo con quelle temutissime confezioni a spigoli vivi come il succo multivitaminico da 2 litri e le confezioni da tre di pomodoro in scatola.

Il suo servizio terminava dopo pochi giorni nel cassonetto ma la sua esistenza sulla Terra no, proseguiva quasi in eterno. Ecco il suo peccato! Per una sorta di patto con il diavolo si ritrovava a vagare reietto per centinaia d'anni nel nostro pianeta. Qualche decennio svolazzando sui bordi delle strade, anni appeso a un ramo e poi lunghi viaggi attraversando paesi, continenti e mari per finire nel Pacific Vortex, quell'area dell'oceano dove miliardi di sacchetti si danno appuntamento per fluttuare come grosse meduse su e giù, senza fine; dannati sacchetti di plastica!

Con la messa al bando degli shopper derivati dal petrolio (polietilene) quel collaudato meccanismo che ormai davamo per scontato si è incrinato. Nei supermercati propongono nuovi sacchetti in plastica biodegradabile realizzati con materie prime vegetali come il mais, il grano. Sono perfetti per raccogliere i rifiuti organici e si decompongono in pochi mesi nella compostiera.
bioplastica compostabile in quanto tempo si degrada

I sacchetti in bioplastica sono meno resistenti e per questo di piccola taglia. Si lacerano soltanto a guardare il tetrapak del succo multivitaminico e per la spesa molti hanno optato per le borse in tessuto, come si usava una volta.

Sparito lo shopper resta il problema di dove raccogliere l'immondizia. I più hanno risolto acquistando i sacchi della spazzatura, quelli specifici, spesso neri o azzurri, che attualmente sono disponibili solo in plastica.

Un passo avanti ed uno indietro e ci ritroviamo al punto di prima. Ma forse è solo il primo step di un percorso per abbandonare con gradualità i sacchetti in polietilene senza mettere in affanno i produttori.

L'industria delle settore infatti lamenta già gravi difficoltà con crisi dell'occupazione ed incertezze su come si muoverà il mercato. E non è strano visto che è mancata completamente una campagna informativa che illustri con chiarezza le tappe di questo percorso (se esiste!), e magari qualche suggerimento rivolto ai consumatori per riconoscere i vari tipi di bioplastica, per come smaltirla correttamente e qualche dritta a proposito dei sacchetti da utilizzare per i rifiuti indifferenziati. Invece la confusione regna sovrana!
Come sempre accade, insieme agli entusiasti vi sono anche gli scettici che ritengono che la produzione della bioplastica sottragga derrate alimentari aggravando la piaga della fame nel mondo, analoga polemica già sollevata per i biocarburanti. Vi sono inoltre alcuni tipi di bioplastica che durante la decomposizione producono metano, sostanza più temibile dell'anidrite carbonica per l'effetto serra.

In ogni caso i produttori di bioplastica già da anni si stanno dando un bel da fare per promuovere le loro soluzioni eco-friendly ma scalzare la ben radicata industria tradizionale non è facile. Il campionario dei prodotti in bioplastica si stà però ampliando ed affermando con una crescita di circa il 25% all'anno.

Accanto alle nuove aziende vi sono quelle tradizionali che si convertono o che affiancano ai prodotti in plastica quelli in bioblastica. Ed anche sul web si nota un certo fermento. Nuovi siti dal design bio-green sfoggiano immagini di mais, canna da zucchero, grano e poi i loro prodotti.


La Natur works llc con il suo polimero biodegradabile, derivato dagli zuccheri, denominato INGEO.
Ingeo prodotti in bioplastica biodegradabile compostabile


La Novamont nota a tutti per il mater-Bi, bioplastica derivata dall'amido di mais.
mater-Bi prodotti in bioplastica biodegradabile compostabile
E poi c'è la Cereplast, API, Purac, Fkur, Natur Tec, e chi più ne ha più ne metta.

Osservando l'eterenogeità dei prodotti si intuisce che di bioplastica c'è ne sono di tanti tipi con caratteristiche fisico-meccaniche diverse (biodegradabili, compostabili, morbide, rigide, etc). Non bisogna quindi temere che le scarpe in bioplastica si decompongano passeggiando per i prati (almeno lo spero!).

La bioplastica grezza si presenta in forma di granuli come avviene per la plastica tradizionale. In questo modo è possibile utilizzare tecnologie di trasformazione analoghe a quelle impiegate con le materie plastiche derivate dal petrolio (stampaggio ad iniezione, estrusione in bolla, etc).

Forse un giorno la maggior parte dei rifiuti domestici (specialmente le confezioni degli alimenti ed i prodotti usa e getta) finiranno nella compostiera (e magari sparirà la TARSU). Avrò così risolto il problema del sacchetto dell'indifferenziata... staremo a vedere!

    venerdì 11 marzo 2011

    Docet Pro 2010 - aggiornamenti del 3 marzo 2011

    Nuovi aggiornamenti del software Docet Pro 2010 per la certificazione energetica degli edifici.

    Il più importante è la funzionalità che consente di gestire le zone termiche di un edificio.

    software Docet Pro 2010 - certificazione energetica - zone termiche

    Il modulo Zone Termiche permette di considerare diverse zone climatizzate (o non climatizzate) all'interno dell'edificio. Per ogni zona dovranno essere compilate le schede relative alla definizione della zona termica, alla ventilazione e ACS (Acqua Calda Sanitaria).

    Sono inoltre state implementate alcune norme tecniche alle quali le UNI TS 11300 fanno riferimento.
    • UNI 12831: calcolo del fattore di correzione dello scambio termico, bTR
    • UNI 10077: calcolo delle prestazioni termiche dei serramenti;
    • UNI 13370: calcolo delle prestazioni termiche dei solai controterra;
    • UNI 13789: calcolo del tasso di ventilazione delle zone termiche non riscaldate.
    Queste metodologie di calcolo, più dettagliate, possono essere selezionate sulla scheda Metodi di Calcolo.
    software Docet Pro 2010 - certificazione energetica - zone termiche

    I nuovi aggiornamenti sono già integrati nel software e da quanto ho potuto osservare non creano conflitti con i progetti esistenti.  Questi potranno eventualmente essere modificati sfruttando le nuove funzionalità ed ottenendo una maggiore accuratezza nei risultati.

    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

    Post più popolari