venerdì 22 gennaio 2010

Sto acquisendo i superpoteri. No, sto solo coccolando i sensi

Vivendo in campagna sto acuendo i miei sensi. L'udito in particolare. Specie la sera o la notte, al minimo fruscio mi si rizzano le orecchie, come un gatto.
Gatto nella neve
Dapprima era proprio la gatta, Siva, a generare quelle situazioni di allerta rimanendo immobile con le orecchie orientate verso il nulla. "Chissa cosa avrà udito", mi chiedevo. Ora lei osserva me in cerca di risposte. "Tranquilla Siva, è solo una formica che si gratta!"

Per l'olfatto ed il gusto forse, più che altro, si tratta di coccolarli. In questo periodo ad esempio c'è spesso il profumo di muschio, il mio preferito. Poi quello dei fiori e dei frutti naturalmente ma anche il profumo della terra specie dopo la pioggia o dell'erba tagliata.
Il gusto è un problemaccio. Dopo aver provato il sapore dei miei frutti e dei miei ortaggi quelli acquistati al super mercato mi sembrano davvero insipidi. Le pesche sanno di meloni, i meloni di zucca, i pomodori di acqua, l'insalata di niente.

Per il tatto, la questione è diversa. Più che altro si tratta della fisicità. In campagna, infatti, non esistono solo le grigliate con abbondante vino. C'è davvero tanto da fare, da sistemare. Si sviluppa una forte manualità. A volte è faticoso ma di tanto in tanto una bella sudata ti fa sentire più vivo. S'impara a misurare le proprie forze e a soppesare ciò che ti circonda.
Legnaia
Cosa mi manca!? Ah, la vista. La vista credo che mi sia peggiorata un pò per l'età ed un pò per tutti gli anni passati davanti a libri, fogli e schermi. Qualcuno sostiene che un buon esercizio per la vista sia proprio quello di guardare lontano. Chi vive in città difficilmente può farlo perchè si trova davanti un palazzo e poi un'altro. Ecco, qui si può scrutare in lontananza: il paese vicino, il dorso delle colline e quello dei monti più profondi e la notte anche le stelle.

lunedì 18 gennaio 2010

Cucinare con la stufa a legna

Da qualche mese ho iniziato a cucinare con la stufa a legna. Inizialmente è stata un'esigenza perchè ci siamo trovati per alcune settimane senza corrente e senza gas, poi è diventata una scelta. A dir il vero, ora che disponiamo nuovamente dei fornelli funzionanti, la utilizziamo solo in alcune circostanze. Sopratutto per quei cibi che devono cuocere a lungo e lentamente o per quelli solo da riscaldare.

Per il sugo, le minestre, ed ovviamente gli stufa-ti, la stufa batte i fornelli anche perché, proprio grazie alle basse temperature, i cibi non si attaccano al fondo. L'impatto ambientale è pari a zero dal momento che, nella stagione invernale, la stufa è comunque accesa per riscaldare la casa. D'estate invece, l'impatto ambientale sarebbe comunque modesto, visto che la legna è una "rinnovabile" mentre l'impatto su di noi sarebbe devastante!!!

C'è, inoltre, un piccolo risparmio economico. Giusto per farsi un'idea per cucinare 1/2 kg di pasta con sugo di pomodoro si consumano circa 0,10 kg di GPL con una spesa di circa 0,16 euro.

Schema: Potenza e consumo dei fornelli a gas alimentati a GPL.

Nella mia breve esperienza mi sono inoltre reso conto che non tutte le pentole sono altrettanto efficaci. Funzionano meglio quelle con una base ampia in acciaio o ghisa e possibilmente con un bel coperchio.

Articoli correlati:
La legna come combustibile per il riscaldamento

sabato 16 gennaio 2010

Il lucchetto al GPL

Inizio ad assaporare la libertà ed i ritmi diversi della mia nuova vita a cominciare dal risveglio calmo ed il caffè mattutino sorseggiato in tutta tranquillità insieme a mia moglie. Il rituale, a questo punto, prevede l'accensione della stufa a legna ed una immersione nel web, connessione permettendo. Internet, infatti, da noi non è una certezza e soprattutto con la pioggia funziona ad intermittenza.
Stufa a legna
Badare alla stufa, specie in quest'ultimo periodo che abbiamo messo il lucchetto al GPL, richiede un pò di tempo ed organizzazione. Tagliare la legna, caricare la stufa con una certa regolarità, svuotare la cenere. L'accensione è il momento più critico e se non si procede correttamente si rischia di affumicare tutta la casa.
Fortunatamente, ora, il tempo non mi manca!

sabato 9 gennaio 2010

Quello che manca non è l’offerta ma... la domanda? Ecco il Digital Divide!


"Quello che manca non è l’offerta ma, semmai, …è la domanda". Lo afferma l’amministratore di Telecom Italia, Franco Bernabè, parlando a Milano ai 'Working Capital Camp', il progetto con cui Telecom Italia intende sostenere le migliori iniziative imprenditoriali nell’ambito del web 2.0 e delle nuove frontiere di Internet.
(fonte Key4biz )

Il problema infatti è di un eccesso di offerta da parte di Telecom dove non serve e la totale mancanza di servizio in numerose aree periferiche o rurali. Questo si chiama DIGITAL DIVIDE ed è una enorme piaga che perdura da anni. La gravità della mancanza di attenzione per queste aree svantaggiate è ancor più grave se si pensa che proprio chi vive fuori dai centri importanti potrebbe aver più bisogno di connettività.

martedì 5 gennaio 2010

Lanciarsi, si, ma con il paracadute

Qualche giorno fa ho annunciato il mio switch off. Una decisione a lungo pianificata e ben organizzata che si basa su solide alternative. Oltre a gestire un'impresa agricola già produttiva ed una serie di ulteriori attività sempre connesse con questo luogo che renderanno l'impresa più multifunzionale e meno legata alla mera produzione agricola, continuerò ad esercitare come ingegnere libero professionista. Mi concentrerò maggiormente su temi ecologici dall'impiantistica alle certificazioni energetiche ma anche su automazione/domotica e consulenza/progettazione di sistemi d'intrattenimento dal momento che mi sono occupato di questo per diversi anni. Fatto non trascurabile, mia moglie, oltre ad aver curato la ristrutturazione dell'edificio e degli interni lavora da più di vent'anni come libera professionista nel campo dell'arte.


Ci tenevo a precisare questi fatti per evitare che, in questo periodo di passaggio al nuovo anno, quando la gente è particolarmente propensa a rinnovarsi, ad assegnarsi nuovi traguardi o propositi, vi sia qualche emulatore che decida di abbandonare il proprio lavoro, magari il posto fisso, per ritrovarsi in serie difficoltà.
Ebbene fatelo se vi sono i presupposti giusti.

Naturalmente il mondo non è e non sarà mai deterministico ed una componente di aleatorietà rimarrà per tutti.
A me piace chiamarla avventura.

Link correlati:
Il mio switch off
Scappo dalla città per vivere in campagna
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