domenica 19 aprile 2009

Unione Europea, Digital Divide e Telecom(a)

L'Unione Europea fornisce indicazioni sulle politiche da perseguire per consentire uno sviluppo sano dei paesi che ne fanno parte. Sul sito ufficiale queste indicazioni sono ben descritte. Si parla approfonditamente di ecologia e sostenibilità, dell’importanza della valorizzazione dell’heritage culturale e di tanti altri temi sociali, economici e politici.

L’importanza di queste tematiche si evince anche dai numerosi progetti che la UE promuove e dai finanziamenti per le impresi ed enti che abbiano un progetto coerente con questo modello di sviluppo.
Tra i temi maggiormente sentiti vi è quello della diffusione della banda larga nelle aree attualmente escluse. Non è un caso che vi sia un tale interesse, infatti, il Digital Divide affligge vaste aree caratterizzate da un forte potenziale di sviluppo. Si tratta, in sostanza, di tutti i territori con forte connotazione rurale ma anche le aree suburbane. Le implicazioni del digital divide sono estremamente deleterie e l’Italia da questo punto di vista si pone come uno dei paesi più arretrati.
Le aree rurali rivestono un’importanza strategica nelle politiche europee nonché un possibile propulsore per il superamento della crisi economica. Posseggono infatti un enorme potenziale per il conseguimento di numerosi obiettivi individuati dalla Unione Europea. Tra questi ricordo l’incentivazione della coltivazione biologica, il turismo (agriturismo), la valorizzazione del territorio, la preservazione dell’heritage culturale, la produzione di energia rinnovabile secondo un modello distribuito, la promozione di prodotti locali, il telelavoro e tanti altri ancora.
L’impossibilità di accedere alle tecnologie dell’informazione per le aree rurali e suburbane è un ostacolo allo sviluppo del paese se non addirittura motivo del suo decadimento.
Nella lettura delle statistiche l’Italia non figura bene. Vi sono aree come quella Toscana dove la penetrazione della banda larga raggiunge appena il 40%.
A mio avviso questo dato è addirittura inferiore. Ad esempio nel comune dove abito, sulla carta, risulta essere disponibile l’accesso ad internet con linea ADSL in realtà la totale mancanza di servizio da parte di Telecom rende praticamente inaccessibile questa tecnologia. Addirittura molti utenti delle zone rurali (me incluso) non riescono ad avere un telefono funzionante. I tempi per gli allacciamenti possono raggiungere anni di attesa. Le linee inoltre sono afflitte da malfunzionamenti frequenti con tempi di ripristino superiori ad un mese.

Ecco come è andata al sottoscritto.
Ho richiesta l’allacciamento alla linea telefonica nel Giugno del 2004. L’allacciamento è stato realizzato il 6 Aprile del 2005.

Da allora la linea ha funzionato prevalentemente ad intermittenza. Ho effettuato quasi un centinaio di chiamate per richiedere il ripristino del servizio rimanendo anche per mesi senza telefono. I disservizi proseguono, l’ultimo questa mattina: sono completamente isolato!
A settembre 2008 ho richiesto l’allacciamento alla linea ADSL. Sono stati fissati più di 15 appuntamenti ai quali non si è presentato nessun tecnico.

La Telecom è completamente assente e la banda larga rimane un miraggio!

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